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Lyskamm Parete Nord

Snowkite: Lamet parete SO

Avevo già salito una volta la parete SO del Lamet col Kite ma avevo attaccato in estrema destra e mi ero arenato contro i fortini posti a 3000m, lunedì mattina il vento era forte già da basso, ho aperto la 7 alla dogana franco italiana e cominciato una risalita a buon ritmo.

All’altezza della diga la neve era ben trasformata ed il vento ancora interessante così ho deciso di provare a vedere se sarei stato in grado di risalire il versante sud direttamente! La mia progressione è durata circa un’ora e mezza con passaggi difficili tra le rocce e pendenze fino a 35°, in più punti ho pensato di mollare ed ho tenuto la mano sulla sicura pronto a sganciare tutto, ma lo stimolo della sfida mi ha indotto a proseguire.

La parete, che da sotto sembra dritta ed ininterrotta, ha invece qualche punto in cui la pendenza smorza, sono addirittura riuscito ad atterrare il kite per una bevuta ed un attimo di relax mentale! A quota 3300 il vento diventava troppo forte e soprattutto molto rafficato. Ho pensato se proseguire a piedi verso la vetta ma la neve, che era trasformata in basso, a quella quota non era portante e così ho optato per godermi la discesa.

Penso che di tutte quelle effettuate sino ad ora questa sia una delle scalate con il kite più rilevanti che abbia fatto, terreno difficile e ventilazione importante, oggi riporto ancora i dolori della giornata di lotta conclusasi con gli amici sui piani sottostanti!!!

Ric

X-ICE PARK – Meeting 2015

X-ICE Meeting 2015 organizzato da Mountain Passion e Mountain Sicks a Ceresole Reale (TO)

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Blind Faith – cascate di ghiaccio

La Tete de Grammussat è sicuramente il posto più incredibile che abbia visto al mondo per arrampicare su ghiaccio. Una concentrazione di linee difficili così alta con una lunghezza che le avvicina quasi più ad una salita in montagna che a cascate di ghiaccio ed una difficoltà d’ambiente elevata per la mancanza di ancoraggi e la presenza di minacciose frange sospese! Ieri su consiglio dell’amico Olivier abbiamo colto l’attimo per andare a vedere una delle linee che han fatto la storia di questo posto: Blind Faith. Il nome la dice lunga! Si tratta di una colonna di circa 50m posta a 200m dal suolo, protetta da mura di frange strapiombanti e rampe di ghiaccio. In apertura il free standing aveva dimensioni che si potrebbero definire imbarazzanti, in questo momento la struttura è apparentemente solida e ben percorribile. Forse la maggior difficoltà tecnica della via si incontra sul secondo tiro, chiamato “le passage”, 3 spit proteggono un passo di M6/M7 con un vuoto che ti inghiotte!Nella giornata in cui siamo saliti noi il rialzo termico ha reso tutto un po’ più colante, ottimo per la progressione, un po’ meno per la tranquillità durante i transiti sotto le stalattiti pensili.

Una linea d’eccellenza, un sesto più da non mancare per gli amanti del genere!

Galehorn

Abbiamo deciso di spostarci dalle nostre zone in direzione del passo del Sempione alla ricerca di quantitativi di neve più consistenti e le aspettative non sono state deluse: Galehorn! Dopo una discreta fatica a tracciare tutto l’itinerario ci siamo però regalati una gran sciata su pendii non ancora lavorati dal vento.

Le condizioni muteranno moltissimo in questi giorni!

La grotta a Valtournenche

Su una piccola barra rocciosa, situata salendo la valle, poco prima delle Grand Murailles (Valtournenche), tutti gli anni si formano delle colate pensili dall’aspetto interessante.  In verità nelle annate buone gli interessi sono orientati verso strutture più importanti, ma quest’anno il terreno di gioco è limitato, volendo uscire dalle classiche! A precederci e scatenare le nostre fantasie con qualche foto interessante il semi local Matteo G.

Purtroppo la sera prima, con Miky, non riusciamo ad organizzarci per recuperare l’attrezzatura per piazzare qualche spit, cosa che valorizzerebbe decisamente il sito e decidiamo di presentarci in versione trad armati di friend, nut, assortimento di chiodi e tanta buona volontà!

Purtroppo la roccia è poco fessurata e di qualità non sublime, le possibilità si mostrano subito più limitate di quanto avessimo osato immaginare e quindi, messi un po’ da parte nut e friend diamo spazio  alla buona volontà e riusciamo a salire qualche linea interessante.  Il sito meriterebbe sicuramente di esser valorizzato, le possibilità sono diverse e le pendenze interessanti, il ghiaccio in annate come queste non manca e risulterebbero delle belle lunghezze di dry tooling.

Scale del Moncenisio

Grazie al fatto di esser transitato per il Moncenisio il giorno di Sabato per un’uscita col kite ho visto che le Scale presentavano due linee salibili e deciso di orientarmi in quella direzione il giorno seguente a discapito dell’affollata Cogne! Siamo stati i primi di stagione, detesto scalare sulle cascate tutte da pulire, ormai sono viziato! Ma ancor di più avere gente sopra la testa!

Al nostro arrivo siamo stati accolti da un clima adeguato alla stagione con temperatura sui -9°. Nell’arco della giornata le cose sono cambiate parecchio, per di più visto che la struttura prende sole dalle 12.

Attualmente la classica è salibile seppur più difficile che d’abitudine! Tutto il resto è canyoning!! Le frange pensili del Bernardi sono intrise d’acqua e pendono pericolosamente a piombo sulla linea di salita!

Prima dell’arrivo del sole siamo usciti sui pianori superiori ed abbiamo optato per la discesa a piedi, la doppia sarebbe stata proprio sotto l’acqua. A seguire abbiamo provato ad andare a vedere un sito che avevo chiodato anni addietro con alcuni amici: la boulder ice area! Dopo anni in cui non si era più formato niente quest’anno il ghiaccio è ricomparso. Serve ancora freddo per solidificare tutto però! Le linee non sono ancora scalabili con gran piacere perché umide e povere in ghiaccio rispetto all’apertura con conseguente aumento delle difficoltà e spit lontani, ai tempi avevamo integrato con viti da ghiaccio! Siamo però sulla buona strada e quest’anno il sito potrà esser frequentato!

Profumo di Scozia

Aperta il 14 di Dicembre, sul monte Mucrone, risulta ancora percorribile visto lo scarso innevamento e la quota a cui è situata.

Il nome con cui la linea è stata battezzata è abbastanza eloquente, nell’insieme piacevole.

Noi abbiamo optato per l’avvicinamento dalla funivia che è senza ombra di dubbio più veloce, infatti, senza voler correre, siamo arrivati alla base della via in circa un’ora. Attenzione però che la funivia non è sempre aperta!

Il primo tiro, molto incassato, ed il terzo sono interamente in ghiaccio per cui è comodo aver qualche vite corta. 3 sono a mio avviso sufficienti. Il resto della via è un misto di roccia, erba e ghiaccio con prevalenza delle prime due. Sono in posto due spit sul penultimo tiro per il resto ci si protegge abbastanza agevolmente con una serie di friend fino al 2 Camalot.

La discesa è velocissima a piedi per il colle del Limbo e si ripassa alla base senza difficoltà.

Val Argentera

Un ritorno alle origini! Da anni non tornavo più in questa valle dove ho salito le mie prime cascate! Le condizioni di scarso innevamento permettono la salita con un buon 4×4 fino ai piani superiori riducendo notevolmente l’avvicinamento.

Con Lino abbiamo salito prima il rio Gucce e poi il Pelvo. Quest’ultimo sul lato sx dove risulta più interessante e meno bagnato. Una bella struttura che ricorda in piccolo il Pis di Massello. Temperature artiche con -18° tutto il giorno.

Le condizioni delle cascate si possono vedere nelle foto, malgrado le basse temperature tanta acqua sopra il ghiaccio!

Gressonay Lysbalma

Bella giornata di dry tooling con Andrea ed Enrico a Gressoney.  Condizioni di tempo caldo con cascate più in scioglimento che in formazione.  Siamo comunque riusciti a scalare sulle linee che avevamo chiodato anni fa.  Quest’anno infatti l’alimentazione artificiale della falesia risulta assente e la formazione del ghiaccio è quella naturale d’un tempo!  La candela di Senden è formata ma per il momento molto cariata e bagnata.

Ric