Archive for Gennaio, 2019

Santa Toppa, Punta Caprera

Santa Toppa, Punta Caprera

Quest’anno presa d’assalto e non a torto data la linea accattivante ed una scalata molto divertente in un mix tra roccia e ghiaccio.

Noi abbiamo deciso per la versione slow start e ci siamo presentati all’attacco per le 11.30 quando le altre cordate erano già a metà linea.

Per perdere ancora un po’ di tempo ed implementare il piacere arrampicatorio abbiamo anche optato per percorrere un primo tirello di ghiaccio fine sullo zoccolo evitando un giro tra le cenge per arrivare all’attacco.  Protezioni bomba e scalata simpatica.

Il primo tiro è costituito dapprima da un pendio nevoso poi una parte rocciosa abbastanza semplice e ben proteggibile.

Il secondo tiro è il chiave, noi abbiamo moschettonato lo spit poi disarrampicato fino ad una fessurina orizzontale per traversare agevolmente a destra sino a raggiungere il ghiaccio.  Il traverso è un minimo esposto ma lo spit da una bella sicurezza. Il ribaltamento dalla nicchia è l’unico pezzo verticale della goulotte, superato questo si procede agevolmente sino in sosta.

Il terzo tiro è forse il più estetico con un passaggetto un poco più difficile, ma ottimamente proteggibile, verso metà tiro.

Il quarto è nuovamente facile.  Un pendio a 55° conduce all’ultimo ancoraggio a fixe da cui noi abbiamo optato per le calate.

Materiale:  con 4 viti corte e una serie completa di C3 e C4 sino al 3 si scala in super relax.

Alla Bellemmeglio M8-5+

Alla Bellemmeglio M8-5+

 

La salita è stata effettuata il 30/12, non ho poi avuto tempo di dedicarmi alla recensione ma ritengo che anche a posteriori valga la pena dar risalto a questa magnifica linea aperta a più riprese e “pronta al pubblico” da inizio stagione della quale non si è parlato tanto in quanto poco pubblicizzata.  Primi salitori: De Michelis P., Davit O., Bosio M.

La colata è ben visibile già dalla statale che risale la val Chisone all’altezza di Pragelato guardando in direzione val Troncea. Si tratta di un salto di circa 60m che si forma senza raggiunger terra (lo fece una volta anni addietro ma non fu salita) sulle barre rocciose della Banchetta per fusione dai nevai soprastanti.

Per raggiunger la colata è necessario prender l’impianto della Nuova Nube (corsa singola Euro 7,00) e scendere in direzione val Troncea per circa 150m fino a costeggiare la barra rocciosa. A questo punto la colata diventa visibile.

Il primo tiro attacca su roccia, la qualità è più che buona, si segue un evidente fessurino ove è necessario posizionare due microfriends per raggiungere il primo spit. Da questo punto non è più necessario integrare su roccia e si procede su terreno decisamente strapiombante sino ad agganciare l’imponente festone in ghiaccio. Dopo circa una ventina di metri si riesce a sostare in una scomoda nicchietta. Sosta su viti.

Il secondo tiro è di circa 20m ed è tutto in ghiaccio, obliquante verso sinistra per seguire la linea debole della cascata. E’ anche possibile partire a destra della nicchietta, aumentando le difficoltà in ghiaccio ed uscire sino in sommità con una lunghezza.  In caso contrario si sosta su una specie di cengia.  Sosta su viti.

Il terzo tiro attacca in traverso, uno spit protegge la parte rocciosa, poi è necessario aggirare una tendina di ghiaccio ed uscire in plein air per affrontare gli ultimi metri sino alla sommità.

Discesa con un’unica doppia su abalakov.

Dalla base della cascata conviene ricalzare gli sci e risalire sino all’arrivo della Nuova Nube per poi scendere comodamente sulle piste sino a Borgata di Sestriere ove si era lasciata la macchina.

La linea è bellissima e divertente, conviene non andare in giornate troppo fredde o ventose perché lassù è veramente un frigorifero.

 

Ric       14 Gen. 2019