Archive for Gennaio, 2020

Dolomiti W

W questa volta sta per Winter e ce lo siamo preso proprio, in barba ai cambiamenti climatici ed al rialzo termico: che freddoooo!

L’idea della trasferta è nata un po’ all’ultimo ed i prezzi dei pochi hotel rimasti disponibili a Selva di Valgardena  avevano raggiunto quote importanti così abbiamo optato per la zingarata in furgone.  In virtù di questo abbiamo deciso per una partenza sabato con calma poichè le previsioni annunciavano neve per la giornata.

Siamo arrivati al passo Gardena la sera di sabato sfruttando appieno i pneumatici da neve per muoverci sulle strade imbiancate ma come da previsione alle 22 il cielo si è pulito e le sagome dei torrioni rocciosi si sono delineate nel buio.

Domenica mattina abbiamo deciso per IRONMAN una linea aperta quest’anno, valutata M7/5+ per un totale di 5 lunghezze di corda.  Con rammarico abbiamo visto che sui primi due tiri il ghiaccio si era ridotto molto ma abbiamo deciso di provarci ugualmente, subito ci siamo resi conto che l’ingaggio richiesto sarebbe stato maggiore.  Primo tiro, primo volo su friend che si stacca, urlo e caduta nel vuoto trattenuta da un chiodino: alè bienvenue!   Sul secondo tiro si ingaggia Oli ed io mi impegno per una buona sicura, le protezioni risultano distanti ma buone.  Sul terzo tiro ci muoviamo con più disinvoltura e prendiamo il ghiaccio pensile.  Il quarto scorre via bene. Il quinto tiro uno spettacolo perchè ci si infila in un buco che da accesso ad un profondo camino ghiacciato che sul finire diventa roccioso,  un passo protetto da spit permette di affrontare gli ultimi metri di spalmo con i ramponi un attimo più tranquilli.  Discesa con tre doppie direttissime.   Fantastica!

Lunedì abbiamo deciso per STELLA CADENTE, stesso apritore, stessa annata.  Questa volta si tratta di M8/5.  Abbiamo seguito le orme degli amici Michi A. e Giova R. che ci hanno preceduto 2 giorni prima dandoci ottime indicazioni per l’avvicinamento ed il materiale da portare.  Anche in questo caso abbiamo dovuto fare i conti con la mancanza di ghiaccio rispetto all’apertura, un passo difficile dall’ultimo spit a posizionare un piccolo friend per saltare sul ghiaccio: brivido.  Poi altri due tiri più gestibili e molto divertenti.  Due doppie aeree e siamo di nuovo a terra.  Il sole era ancora alto ed abbiamo deciso per una bella sciata in relax fino al furgo visto che ci sarebbe ancora stato un ultimo giorno di scalata.

Martedì ci siamo spostati in Vallunga a ripetere una delle più gettonate (e non a torto) dell’inverno: ONCE IN A LIFETIME.  Formata incredibilmente quest’anno tutta in ghiaccio.  La struttura ha preso innumerevoli piccozzate ed è difficile trovare ove posizionare le viti però gli agganci sono ottimi. La linea è bellissima, 4 tiri di pari livello con un bel free standing finale.

Ric    19/21 Gen.

IRONMAN

Immagine 1 di 18

IRONMAN

Chaberton SE

Chaberton parete SE

Una bella discesa con amici che aspettavo entrasse in condizioni da diverso tempo, qual periodo migliore che le giornate con le temperature di Aprile, dopo le nevicate abbondanti di Novembre con il sole basso di Gennaio? 

Al ritrovo delle 7 ad Oulx il termometro segnava -6° ma per quando siamo partiti il sole ha cominciato a scaldare in maniera considerevole e nei primi canali che costituiscono la metà inferiore dell’itinerario qualche pietra ha cominciato a rotolare a valle.  Per qualche momento ci siamo trovati in un flipper di sassi cadenti, poco entusiasti di questo ruolo di bersagli da abbattere abbiamo abbandonato il canale principale scegliendo canali minori, più protetti e riparati dal sole.  La progressione è stata più laboriosa e faticosa a causa della neve molle ma sicuramente più sicura.  Siamo usciti verso metà mattinata dalla prima parte di parete ed abbiamo percorso il traverso che raccorda la metà inferiore con quella superiore.  Il triangolo sommitale costituisce un versante completamente indipendente da quello inferiore che ha sceso Beozzi in anni più recenti. 

L’ingresso al muro finale è caratterizzato da una piccola goulotte che ci ha impegnati con qualche passaggio di misto e fatti interrogare su come saremmo passati in discesa.  Corda?  Ovviamente no, erano tutte a casa.

Gli ultimi 400m son stati molto faticosi a causa del sole diretto che rendeva il versante un forno e per via della neve molle che rendeva la progressione più lenta.  Alle 12.07 abbiamo finalmente raggiunto le torrette di vetta dove un venticello fastidioso ha provveduto a  gelarci in preparazione della discesa.

La parte superiore si è rivelata molto piacevole, la neve molle facilitava la sciata anche se ci ha costretti ad una progressione one by one per via della valanghetta superficiale che costantemente si creava quando qualcuno sciava.  Arrivati in cima al passaggio di misto ci si sono aperte due opzioni:  togliersi gli sci e disarrampicare sull’itinerario di salita o provare a passare più a lato, lasciando correre gli sci su una placca di qualche metro di ghiaccio per poi saltare una roccetta ed atterrare in maniera controllata nella strettoia a valle.  Beh, la sintesi è che nessuno ha avuto voglia di togliersi gli sci!

Una ripresa di fiato, due battute dopo la fine delle prime difficoltà e la decisione di come affrontare la parte inferiore.  Dalle foto sembrava che ci fosse più spostato verso la destra un canale più largo e meno soggetto a sassaiola rispetto a quello salito, così abbiamo deciso di provarci ipotizzando quale avrebbe dovuto esser l’ingresso.  La scelta si è rivelata vincente, la sciata entusiasmante su pendenze non eccessivamente sostenute, curve ampie e veloci, in poco tempo ci siamo ritrovati sulle gallerie del Monginevro che abbiamo percorso sci ai piedi.  Forse questo è stato il tratto più pericoloso della discesa viste le precarie condizioni delle nostre infrastrutture.

Ore 14.00 raggiungimento vettura ed inizio delle celebrazioni alcoliche, come raccomandato nella dieta di ogni atleta che si rispetti.

Ric 12 Gen. 2020

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Immagine 1 di 18