Archive for Novembre, 2019

Selvaggio Blu

Il Selvaggio Blu in Sardegna, trekking tra i più impegnativi d’Italia, percorre l’interno costa del Golfo di Orosei, in una delle ultime “wilderness area” rimaste in Europa. Circondati dalla macchia mediterranea si cammina immersi in un clima irreale, quasi preistorico, tra splendide pareti di calcare e indimenticabili vedute sul mare. Il percorso si articola tra cale, codule, bacu e fitti boschi dove è facile perdere l’orientamento, e, il passaggio di alcuni dirupi, richiede l’utilizzo della corda. Abbiamo dormito all’adiaccio, cullati dal mite clima Mediterraneo e abbiamo optato per i rifornimenti via mare che, puntuali, arrivavano poco dopo il nostro approdo nei punti dedicati ai pernottamenti.
Questo il nostro itinerario, che prevedeva alcune modifiche rispetto al percorso originale, dettate dalla presenza di altri trekker sul percorso (6 giorni, 5 notti):
Partenza dal Cuile Despiggius, inizio del trekking con destinazione Portu Pedrosu; da Porto Pedrosu a Cala Goloritzé; da Cala Goloritzé a Cala Mariolu (Ispuligidenie) passando all’ovile Mancosu; da Ispuligidenie a Portu Mudaloru; da Portu Mudaloru a Cala Biriala (o Cala Biriolo); da Cala Biriala a Cala Sisine. Ultimo giorno abbiamo percorso la prima tappa originale (transfer in 4×4) percorrendo la cengia Girardili fino a Pedra Longa e poi a Santa Maria Navarrese.

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Traversata Taschhorn – Dom

Traversata Taschhorn – Dom des Mischabel
La cresta che unisce il Taschhorn (4491mt) e il Dom des Mischabel (4541mt) si trova al centro del gruppo dei Mischabel nel Canton Vallese e funge da spartiacque tra la valle di Zermatt e quella di Saas Fee. Si tratta di un magnifico percorso di misto, molto aereo, che si sviluppa lungo una cresta che presenta passaggi di terzo grado e roccia brutta.
La partenza avviene dal Mischabeljochbiwac; questo confortevole bivacco appollaiato al colle tra l’Alphubel e il Taschhorn ha 24 posti con coperte, stufa a legna per cucinare e tutto il necessario; il mio consiglio è comunque quello di prendersi un fornello ed una bombola per essere autonomi in caso di affollamento e per fare eventualmente sciogliere della neve durante la traversata. Il bivacco si può raggiungere da Saas Fee o da Zermatt; noi abbiamo optato per questa seconda opzione. Lasciata la macchina a Taschalp, si imbocca il sentiero per il Taschhutte che si abbandona ad uno dei primi tornanti in direzione Weingartengletscher. Seguendo il ripido sentiero prima e girovagando sul ghiacciaio poi, si raggiunge il Bivacco dopo 4-5 ore di marcia.Il giorno dopo la via parte subito fuori dalla porta del bivacco lungo la cresta che porta al Taschhorn che si raggiunge rapidamente in 2 ore e mezzo. Da qui inizia la traversata vera e propria; la discesa fino al Domjoch è il tratto più impegnativo e infido a causa della forte esposizione e della qualità della roccia non sempre buona che si alterna a creste nevose spesso con cornici.Dal colle riprende poi la salita, quasi tutta rocciosa con passaggi che non superano il III+. Ogni tanto si abbandona il filo della cresta per brevi tratti per superare i vari gendarmi, sempre sul lato di Saas Fee; nel dubbio seguire le tracce di ramponi sulla roccia. Sulla via sono presenti alcuni ottimi chiodi, difficili da reperire; proprio prima di arrivare sulla cima del Dom si attraversa su un sistema di cenge e crestine marce sul lato Saas Fee; qui l’arrampicata si fa più verticale e si trovano 3 chiodi. In 4 ore dalla cima del Taschhorn completiamo la traversata e raggiungiamo la cima del Dom des Mischabel; a seconda delle condizioni ci si può impiegare molto più tempo.Dalla cima del Dom, la montagna più alta interamente in territorio svizzero, inizia una discesa lunghissima (più di 3000 mt di dislivello) che conduce fino a Randa; dapprima sul ghiacciaio di Hobarg per poi risalire al Festijoch (parte più pericolosa della giornata, attraversamento di circa 200 metri sotto una imponente barra di seracchi). Dal Festijoch seguire la traccia ed effettuare 3 doppiette da 15 mt su terreno “sgrebanoso”, attrezzate di recente, che in breve portano sul Festigletscher e poi verso la Domhutte; da qui, per facile sentiero fino a Randa. Infine, con un taxi fino a Taschalp per recuperare la macchina. 
A mio avviso si tratta di una delle grandi creste delle Alpi, con panorami pazzeschi su tutto l’arco alpino; seppure le difficoltà tecniche non siano elevate, risulta essere mai banale e assolutamente da non sottovalutare: la difficoltà risiede nella quota (la traversata si effettua sempre al di sopra dei 4280 mt) e nel pericolo dato dalla qualità della roccia che obbligano a mantenere alta la concentrazione per tutta la salita.
Materiale: Normale dotazione alpinistica: corda da 30mt, ramponi, piccozza classica,  2 fettucce, 3 moschettoni. Inutili i friends.

Info: Rouge +39 3488095507.

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Siurana-Montsant-Margalef

E’ stata una settimana a zonzo per le falesie di alcuni siti d’arrampicata più belli della Spagna e forse non solo, una settimana come ai vecchi tempi: full immersion di scalata con un gruppo di amici per puro piacere.

Le guide di arrampicata segnano 1600 tiri a Siurana, altrettanti a Margalef e circa 600 a Montsant… c’è stato l’imbarazzo della scelta ma direi che si è sempre cascati  in piedi.

Non mi dilungherò sulla bellezza della scalata di questi luoghi piuttosto sulla logistica di viaggio, che magari a qualcuno potrebbe tornare utile.

Noi abbiamo volato con Ryanair, la loro politica bagagli (e non solo quella) è pessima, lo so, però con un accurato sharing ce la siamo cavata dignitosamente! Il volo è stato diretto Torino Barcellona con orari di andata vincenti.

Per il noleggio auto ci siamo affidati a Golden Car.  Il totale dei 5 giorni è costato 16.75€.  Oggi posso confermare che la macchina non era a pedali, per quanto il dubbio che lo fosse l’ho mantenuto dal momento della prenotazione sino alla consegna.  Non abbiamo subito fregature a posteriori.  Sì c’era un limite di 1500km ma ne abbiamo percorsi circa 550 senza contenerci!!

Per la sistemazione ci siamo affidati a booking prenotando a Cornudella de Montsant.  Il paese è ad una quarantina di minuti da Margalef ma molto vicino a Siurana e Montsant.  Volendo girare per i diversi siti la scelta si è rivelata ottima. 

Se pensate di fare una visita a Montsant direi che 20 rinvii ed una corda da 80m sono assolutamente indicati, forse scenograficamente è stato il sito più particolare.

Fotografie: @Federico Maggia professional photographer

Ric  28 Oct.-3 Nov.

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