Archive for Gennaio, 2021

Formazza dry

Un blitz in giornata, quello dello scorso week end, a ripetere due linee di recente apertura da parte di Tazio Ferrari & C.     Ci tenevo a segnalarle sul nostro blog in quanto assolutamente meritevoli di ripetizione.

Diretti alla neuro  M9/4+

E’ una linea che presenta un primo tiro in total dry.  Un fessurino strapiombante corto e violento.  Segue un breve tiro su ghiaccio fine protetto a spit. L3 è caratterizzato da un piccolo candelino, anch’esso protetto a spit sino ad una nicchia. Lunghezza 40m circa.  L4 interamente su ghiaccio, è ancora simpatico e conduce in sommità.

Materiale utilizzato:  5 viti e 10 rinvii

Cervo volante M8/5

E’ sicuramente superiore come esteticità della linea.  L1 interamente in ghiaccio con sosta a spit.  L2 è il tiro chiave della via.  Breve sezione in ghiaccio, poi ribaltamento difficile ed a seguire fessurino fisico sino alla sosta. L3 è invece il tiro più estetico.  Si sale la porzione di roccia in maniera ascendente a sx per raggiungere la frangia pensile. L4 è interamente in ghiaccio, una piccola candela verticale è la cigliegina sulla torta.

Materiale utilizzato: 7 viti, 8 rinvii, friends 0,75/0,5/2 camalot.

Avvicinamento: superare l’abitato di Chiesa in val Formazza, le cascate risultano visibili dalla strada sulla sx salendo e risultano accessibili in 10 minuti circa.  La prima linea che si incontra è Cervo.  Diretti alla neuro è situata un centinaio di metri a destra guardando la parete.

Cervo

Il club del losko M7+/5+

Per anni, in tanti, abbiamo guardato quelle frange che tutti gli inverni pendono in quello spazio compreso tra l’Ipertubo dei cavolfiori ed il candelone Bernardi alle Scale del Moncenisio e già diverse volte in passato avevo pensato che sarebbe stato interessante aprire un itinerario moderno per andarli  a prendere.

Quest’anno, si è casualmente presentata l’occasione lo scorso week end dopo aver fatto due chiacchiere con l’amico Lucio, il quale, mi ha chiesto sabato prima di incontrarci a volare: “che faccio? Metto il trapano in carica?”.  

Domenica è stata una giornata di vento forte, il Moncenisio è noto per quello.  Dopo aver lasciato la macchina all’inizio della piana, perchè  il classico accumulo che si forma sulla strada nelle giornate di vento impediva l’accesso, siamo andati alla base della struttura e ci siamo cambiati dietro alle candele per esser un po’ riparati.  Un attento studio delle possibilità ci ha spinti su questa linea, per quanto la mia motivazione di metterci al lavoro in una giornata dal clima ostile non fosse proprio fortissima.  Son stati fondamentali in questo Lucio Rinetti ed Andrea Manildo, compagni di avventura in questa apertura.

Ne sono usciti tre tiri bellissimi che siamo riusciti immediatamente a scalare dopo aver chiodato.  Le lunghezze sono abbastanza brevi, una ventina di metri abbondanti, però le cenge si presentavano perfette per le soste.  Su L2 abbiamo studiato le possibilità di salita a lungo ed optato per una soluzione sulla roccia compatta, dove erano presenti due buchini molto svasati, ma dove la lama della picca non faceva presa.  Li abbiamo migliorati col trapano, seguendo la disposizione dettata da madre natura.  Non ce ne vogliano i puristi che in caso son sempre liberi di andare a scalare un’altra via.

L3 è il masterpiece.  Dopo una sezione di roccia seguono due sezioni in ghiaccio con gas assoluto.  Non si vede, ma uno spit agevola il passaggio tra le due frange.

Per una ripetizione 8 rinvii e 5 viti son più che sufficienti.  L’ultima sosta è su albero.  Al momento manca il cordino sommitale che non avevamo dietro.  Discesa a piedi o in doppia passando le corde attorno all’albero.

L’etimologia del nome?  Il club del losko è il nome leggendario di una chat di scalatori della zona rossa.

L1  M7/5+       L2  M6+/5       L3  M7+/5+

Buona scalata.

Ric   21 Gen 21