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Verdon

Con Marco e Laura ci conosciamo telefonicamente qualche giorno addietro, avremmo voluto dirigerci verso le Dolomiti ma l’esame meteo ci fa cambiare idea, nulla di buono sull’arco alpino previsto per gli scorsi giorni! Forse una possibilità di salvezza verso il Brianconnais!

Partiamo sotto un lieve pioggerellio autunnale e giunti nella citta di Vauban le cose non cambiano, proseguiamo allora verso sud… fino ad arrivare in Provenza! Il blu del cielo è inconfondibile ed il profumo dei cespugli di lavanda, ovunque presenti, inebria l’aria! L’aria è fresca per esser Luglio e si riesce a scalare anche al sole!

Il primo giorno ci fermiamo zona lago per salire La crete de la patte de chevre.

Sarà poi il turno, in ordine nei giorni seguenti, de: la derobée, el gringo loco e bwana maline.

Ric

Coup de Foudre

Uff, la solita scappata sui satelliti in giornata, non avevo proprio voglia ma Lino ha insistito e devo ammettere che scalare in Bianco ha sempre qualcosa in più!!

Abbiamo scelto la via eliminando tutte le già percorse che cominciano ad esser in numero rilevante ed optato per questa bella linea di fessure sul pic Adolphe Rey, massimo 7a+, nessuna protezione in loco eccezion fatta per le soste che sono tutte su catene! Gran comodità!

Io mi son presentato avendo doppiato nella serie Camalot solo 1 e 2 ma consiglierei invece 2 serie complete, molto meglio aver doppi anche i piccoli!! Una volta in cima alla via abbiamo continuato per la Bettembourg con scalata ancora interessante!

Ric

Punta Giordani, Cresta del Soldato

Piacevole salita effettuata con la prima funivia da Gressoney assieme ad Elena e Danilo.

Pensavo che dopo i giorni passati di maltempo le condizioni fossero quasi invernali ma il poco sole di Luglio aveva già fatto il suo lavoro ed assestato la neve nuova. Condizioni ottimali, con neve abbondante che velocizza i raccordi tra i salti di roccia, perfettamente asciutti!

Ric

Tenebroso affare & Al penultimo sangue

Ci sono delle vie che anche se vicino a casa per una ragione o per l’altra non sei mai andato a fare! Ecco, il tenebroso affare per me era una di quelle! Forse il tracciato tortuoso mi aveva sempre fatto prediligere altri itinerari, da anni però pensavo che da frequentatore assiduo della valle Orco una classica così non mi potesse mancare! Ieri è stato il giorno! La via aveva visto una parziale spittatura ed una successiva schiodatura da parte degli integralisti trad!

Oggi rimangono 2 soste a spit, tutto il resto è da fare! Qualche chiodo di via è presente ma va verificato, con una serie completa di Camalot (grossi inclusi) si va abbastanza bene, può non esser male avere doppi 0,75-1-2. La via è decisamente più interessante di quanto pensassi ed alcuni passaggi assolutamente meritevoli, la sezione tra gli strapiombi anche discretamente esposta! Una volta in cima alla parete i falchi alti sono talmente a tiro che è un peccato non approfittare dell’avvicinamento fatto! Noi abbiamo scelto “al penultimo sangue”. Tre tiri interamente da proteggere, soste incluse, con 2 superfessure! Qua conviene, rispetto al materiale già utilizzato, aver doppio anche il 3!

La calata, dalla cima dei falchi si trova nel punto più alto a sx della cengia. Quando arriverete lì e non la vedrete, continuate a camminare su placche molto esposte fin sull’orlo del precipizio…

Il granito del Monte Bianco

Zigzagando tra una perturbazione e l’altra, con l’amico Angelo siamo riusciti a fare qualche bella arrampicata. A giugno abbiamo salito la mitica “Voyage Selon Gulliver” al Grand Capucin, la mitica via del 1982 di Piola e Steiner; per me un ritorno dopo 18 anni!

Quella volta ero in compagnia di Riccardo Olliveri, con meno friends e molti più capelli !!! Qualche settimana dopo abbiamo salito “Cache Cache” al Pic Adolphe Rey, una bellissima via di 6 tiri su un granito da favola. Per finire siamo andati nel nostro giardino segreto, l’Envers des Aiguilles, dove abbiamo salito le bellissime fessure di “Pasang de retour de l’Everest” alla Tour Verte e i 450 metri di “Les Fleur du mal” alla seconda punta dei Nantillon, 14 tiri di puro godimento granitoso!

Stay Rock!

Rouge

Val Vannino

Da tempo ero incuriosito da questa valletta laterale della Formazza e finalmente questo week end si è prestata l’occasione per una visita! Il posto ha soddisfatto appieno le mie aspettative: ambiente piacevole, tanta acqua, roccia, una natura sorridente! Si accede alla val Vannino con una seggiovia ed una mezz’oretta a piedi.

Sabato abbiamo deciso di andare a vedere il Pizzo Marta, la via Il Gipeto è una bella scalata con passi di aderenza difficili ed una caratteristica fessura larga, da proteggere con concrezioni di quarzo sui bordi. La discesa comodamente in doppia. Malgrado sulla relazione sia segnata una serie di friends direi che i piccoli (sotto 0.5 camalot) si possono evitare.

Dopo una piacevole permanenza al rifugio Myriam, domenica ci siamo diretti sulla parete delle farfalle. L’equipaggiamento è più vetusto e l’arrampicata più severa con chiodatura distanziata. Ho trovato che la parte alta della parete fosse di qualità eccellente oltre che molto particolare per le concrezioni ed i buchi nello gneiss! Abbiamo percorso Nei sogni fino alla cengia e Alpha Centauri sulla parte alta.

Gole di Gondo: solo Trip Wall, Parete Nascosta

Questo week end siamo stati raggiunti dal rovente anticiclone africano e quindi è cominciata la stagione dell’ombra e delle quote più elevate!

La parete nascosta, nelle Gole di Gondo, si presta ottimamente per la scalata estiva. Su di essa sono presenti 9 vie da 300-350m, con Fede abbiamo optato per “solo trip wall”, 7a max e 6b obl. Attrezzata interamente a fix.

Ric

Taghia, alla scoperta delle rocce berbere

Il 24 maggio 2014 parto alla volta del Marocco con Luca Bucciarelli, Marco Farina e Marco Majori per visitare Taghia ed arrampicare su quello che è, a detta di molti, uno dei più bei calcari del mondo.

Arriviamo a Marrakech alle 10 del mattino, e, dopo 5 ore di auto e due a piedi, giungiamo finalmente a Taghia, un villaggio di 400 anime sperduto tra le montagne dell’Atlante…Siamo ospiti nella Gite d’Etape di Youssef Reizki.

Il primo giorno arrampichiamo su Zebda, una via difficile alla parete delle sorgenti. La sera Majo inizia a stare male e rimane KO a letto per tutto il giorno seguente. Faremo quindi cordata a tre al Taoujad su Au Nom de la Réforme, una via non estrema ma molto gradevole, su una delle più belle cime di Taghia.

Il giorno dopo Majo si riprende, ed attacca con Buccia Canyon Apache, mentre Marco ed il sottoscritto andiamo a camminare fino ad un colle. L’intento è quello di riposare un giorno per poi presentarsi in forma per Les Rivières Purpres. Mi sento fiacco e al ritorno sarà il mio turno quello di restare ribaltato a letto per le seguenti 36 ore, mentre i miei tre compagni si concedono la bella Baraka, 680 mt sulla parete dell’Oujdad.

L’ultimo giorno saliamo ancora Fat Guides, una nuova via alla parete delle sorgenti, sicuramente la più bella tra quelle che ho fatto!

Che dire di un viaggio del genere? Si è a contatto con una realtà “preistorica”: non c’è la strada, non ci sono telefoni né internet. Qui si vive di pastorizia e di un’agricoltura di sussistenza, isolati da tutto e da tutti. I Berberi sono persone gentilissime. Ma a me il Marocco non piace. Non mi fa impazzire il cibo e mi stressa il fatto che si debba fare sempre molta attenzione a tutto quello che si mangia e si beve e, nonostante ciò, è quasi impossibile non prendersi una gastroenterite più o meno grave. Non mi piace la cultura musulmana per cui le donne non contano niente. Non mi piacciono i colori e gli odori di una terra arida e sempre uguale. Non mi piace il caldo. Io ho bisogno del verde dei boschi e dei prati, del blu del mare, del bianco della neve e dei ghiacciai. Un’esperienza, Taghia. Ma non credo la ripeterò.

Stay Rock,
Rouge

Bessanetto, versante N

Un simpatico Montrucchio che affaccia direttamente sul pian della Mussa guardando la Ciamarella dritta in faccia sul maestoso versante Sud.

Neve dalla macchina e pendenze mai eccessive per un 4.1 di gran piacere.

Con Martino in rapida uscita mattutina.

Combeynot, couloire Intime

Al Lautaret ancora neve dalla macchina e polvere in alto!

Partiamo alle 7.00 su un manto ottimamente rigelato seppur in maniera irregolare per via del caldo diurno in direzione del versante O del Combeynot che regala numerose possibilità di sci più o meno ripido!

Dopo i primi minuti in stile armata Brancaleone con cadute, perdite di sci, caschi, occhiali… ritroviamo una serietà apparente e ci focalizziamo sul nostro obbiettivo. Salendo il fondo diventa liscio ed a far da contorno compare qualche dito di polvere venuto nella notte.

Il canale si presenta in ottime condizioni, facciamo la prima traccia in salita, purtroppo gli ultimi 30m non sono coperti e ci obbligano a calzare un po’ sotto l’uscita!

Alle 12, dopo una gran discesa siamo già alla macchina per il lunch break! Tra un sorso di birra ed una fetta di salame vedo che verso il Galibier ci sono un paio di vele, il vento è leggero ma visto che ho portato le vele vale la pena di provare! Scendo al solito spot sul versante Briancon dove ormai la neve manca e recupero una delle poche lingue di neve rimaste, apro immediatamente e comincio la mia salita! Purtroppo di qua, al sole, la neve è già molto smollata, ma salgo per circa 40 minuti direzione 3 Eveches: libidine!!

Ric