Il Selvaggio Blu in Sardegna, trekking tra i più impegnativi d’Italia, percorre l’interno costa del Golfo di Orosei, in una delle ultime “wilderness area” rimaste in Europa. Circondati dalla macchia mediterranea si cammina immersi in un clima irreale, quasi preistorico, tra splendide pareti di calcare e indimenticabili vedute sul mare. Il percorso si articola tra cale, codule, bacu e fitti boschi dove è facile perdere l’orientamento, e, il passaggio di alcuni dirupi, richiede l’utilizzo della corda. Abbiamo dormito all’adiaccio, cullati dal mite clima Mediterraneo e abbiamo optato per i rifornimenti via mare che, puntuali, arrivavano poco dopo il nostro approdo nei punti dedicati ai pernottamenti.
Questo il nostro itinerario, che prevedeva alcune modifiche rispetto al percorso originale, dettate dalla presenza di altri trekker sul percorso (6 giorni, 5 notti):
Partenza dal Cuile Despiggius, inizio del trekking con destinazione Portu Pedrosu; da Porto Pedrosu a Cala Goloritzé; da Cala Goloritzé a Cala Mariolu (Ispuligidenie) passando all’ovile Mancosu; da Ispuligidenie a Portu Mudaloru; da Portu Mudaloru a Cala Biriala (o Cala Biriolo); da Cala Biriala a Cala Sisine. Ultimo giorno abbiamo percorso la prima tappa originale (transfer in 4×4) percorrendo la cengia Girardili fino a Pedra Longa e poi a Santa Maria Navarrese.

0dcf5f77-e703-41a5-b6fe-d1a328549989