Per anni, in tanti, abbiamo guardato quelle frange che tutti gli inverni pendono in quello spazio compreso tra l’Ipertubo dei cavolfiori ed il candelone Bernardi alle Scale del Moncenisio e già diverse volte in passato avevo pensato che sarebbe stato interessante aprire un itinerario moderno per andarli  a prendere.

Quest’anno, si è casualmente presentata l’occasione lo scorso week end dopo aver fatto due chiacchiere con l’amico Lucio, il quale, mi ha chiesto sabato prima di incontrarci a volare: “che faccio? Metto il trapano in carica?”.  

Domenica è stata una giornata di vento forte, il Moncenisio è noto per quello.  Dopo aver lasciato la macchina all’inizio della piana, perchè  il classico accumulo che si forma sulla strada nelle giornate di vento impediva l’accesso, siamo andati alla base della struttura e ci siamo cambiati dietro alle candele per esser un po’ riparati.  Un attento studio delle possibilità ci ha spinti su questa linea, per quanto la mia motivazione di metterci al lavoro in una giornata dal clima ostile non fosse proprio fortissima.  Son stati fondamentali in questo Lucio Rinetti ed Andrea Manildo, compagni di avventura in questa apertura.

Ne sono usciti tre tiri bellissimi che siamo riusciti immediatamente a scalare dopo aver chiodato.  Le lunghezze sono abbastanza brevi, una ventina di metri abbondanti, però le cenge si presentavano perfette per le soste.  Su L2 abbiamo studiato le possibilità di salita a lungo ed optato per una soluzione sulla roccia compatta, dove erano presenti due buchini molto svasati, ma dove la lama della picca non faceva presa.  Li abbiamo migliorati col trapano, seguendo la disposizione dettata da madre natura.  Non ce ne vogliano i puristi che in caso son sempre liberi di andare a scalare un’altra via.

L3 è il masterpiece.  Dopo una sezione di roccia seguono due sezioni in ghiaccio con gas assoluto.  Non si vede, ma uno spit agevola il passaggio tra le due frange.

Per una ripetizione 8 rinvii e 5 viti son più che sufficienti.  L’ultima sosta è su albero.  Al momento manca il cordino sommitale che non avevamo dietro.  Discesa a piedi o in doppia passando le corde attorno all’albero.

L’etimologia del nome?  Il club del losko è il nome leggendario di una chat di scalatori della zona rossa.

L1  M7/5+       L2  M6+/5       L3  M7+/5+

Buona scalata.

Ric   21 Gen 21