Questo è il racconto di due uscite effettuate in bassa Val di Susa, alla scoperta di angoletti che ancora non avevo esplorato in una delle zone che conosco meglio in assoluto, vuole esser un suggerimento per gli sciatori amanti delle pendenze più accentuate.
La prima proposta : (Pintas 2543m, Peluxe 2770m, Fattiere 2760m)
ad anello, l’abbiamo percorsa in una versione allungata da 2500m d+ ma può esser percorsa anche con dislivello inferiore tagliando fuori parte dell’itinerario. La partenza si effettua da Pian Gelassa, poco prima del Frais e si segue l’itinerario classico per il monte Pintas, è facile trovare tracce gpx in rete. Dalla cima del Pintas, risalito per il suo versante N, si scende in direzione S, spesso a Marzo/Aprile la neve è ottimamente trasformata. Si può scegliere a questo punto di dirigersi verso il colle delle Finestre per poi affrontare l’esteticissimo scivolo del Francoise Pelouxe e rientrare sul colle oppure intraprendere il traverso lungo la mulattiera che porta in direzione del Fattiere (2760m), qui è opzionale raggiungere la vetta (con aggiunta di 150m d+ sul percorso) oppure reperire l’imbocco del canale N che affaccia sul Frais per il rientro. Il canale può esser classificato 4.1 E1 e spesso conserva un’ottima farina. Nella parte bassa occorre esser un po’ intraprendenti nella scelta dei passaggi per evitare i tratti di vegetazione più fitta.
La maggior complessità risiede nel trovare le condizioni ottimali, svolgendosi l’itinerario su tutte le esposizioni. Nella sua versione completa, si salgono 3 cime sullo spartiacque tra Val Susa e Val Chisone, percorrendo un anello di gran soddisfazione.
La seconda proposta: (Punta di Mezzodì 2769m)
è invece una discesa di sci ripido, su una parete che dal fondo valle risulta evidentissima. La parete è caratterizzata da una barra rocciosa di forma triangolare posta al suo centro. La prima discesa è stata effettuata nel 2011 da Andrea Chianale, in quell’occasione fu percorsa la linea a sx della barra rocciosa. Successivamente, nel 2018, è stata sciata anche la linea alla dx della barra rocciosa di cui abbiamo fatto la prima ripetizione. Purtroppo la parete non è in condizioni tutti gli anni. Quest’anno ho notato che era particolarmente imbiancata e chiacchierando con l’amico Federico, che abita in zona, abbiamo deciso che poteva valere un tentativo. L’avvicinamento automobilistico per raggiungere il versante ombroso della valle, nella fattispecie gli alpeggi dell’ Alpe Toglie (1564m), inizia da Mattie. Dopo pochi km asfaltati la strada diventa sterrata, noi siamo agevolmente saliti con un pick up ma la percorrenza mi è parsa affrontabile anche con un mezzo meno aggressivo! L’esposizione ci ha convinti a non partire troppo presto, a quota 1500 abbiamo trovato la prima neve calzando a praticamente 50m dalla macchina, la parete è evidente sin da subito, impossibile perdere l’itinerario. Dove la pendenza aumenta si calzano i ramponi e si segue la linea che risulta più innevata tra le rocce affioranti. Nel nostro progredire ci siamo accorti che la neve non era ancora trasformata come ci saremmo aspettati ad Aprile dopo una settimana di caldo e sole, anzi, placche di roccia lisce erano ricoperte da uno strato di 10cm di farina pressata. Abbiamo fatto più tentativi prima di trovare il passaggio che ci ha permesso di accedere al triangolo sommitale perché i ramponi scivolavano sulle placche e l’effetto era quello del gatto sulla lastra di vetro inclinata con tutte le unghie fuori ed il pelo dritto! Il triangolo sommitale si impenna sino a 50°. Si esce in cresta a dx delle rocce, si percorre parte di questa, poi gli ultimi metri dell’esposto versante O fino ad uscire sulla cresta S pochi metri sotto alla vetta, qua si riescono a calzare comodamente gli sci. 30m di roccette permettono di toccare la croce di vetta. Il grado complessivo della parete è 5.2 E4, la discesa è esposta ed avviene su balze rocciose, è richiesta un’attenta valutazione delle condizioni.
Ric 13/04/25









