Patagonia

Patagonia, terra di sogni: selvaggia, lontana, impervia. Io e Mario partiamo alla volta di questa terra magica, dove raggiungiamo gli amici Marco “Majo” Majori e Marco Farina. Il tempo dĂ  una finestra di bel tempo di due giorni e quindi partiamo subito per il nostro obbiettivo, la goulotte Amy-Vidhaillet all’Aiguille Guillamet. Al ritorno facciamo il nostro primo incontro con il vento patagonico…cartelle che ti buttano per terra e alzano pietre! Dopo 17 ore rientriamo a El Chalten.

Dopo qualche giorno di riposo e qualche kg di “bife de lomo” si riparte per la Poincenot; le condizioni non sono molto buone a causa dell’improvviso rialzo termico che fa si che la neve abbia un pessimo rigelo notturno; saliamo tre tiri oltre la rampa Whillans e poi scendiamo a causa di un vento sempre piĂ¹ forte e di nuvole sempre piĂ¹ minacciose; rientriamo sfatti ad El Chalten alle 3 di notte dopo una 27 ore NO STOP.

Ancora tre giorni e ripartiamo: direzione la via Argentina alla Mermoz; questa volta fa freddo…e troviamo le fessure intasate da neve e ghiaccio!

L’ultima nostra scorribanda la effettuiamo in una due giorni fino al “Paso del Viento”, luogo magico ed emozionante, raggiunto dopo 40 km a piedi senza incrociare anima viva, dove si avverte tutta la selvaggia potenza della Patagonia e della Natura in generale; un balcone perfetto sullo Hielo Continental, il Re dei ghiacciai.

Ci ritorneremo.

A presto,

Rouge

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