Il corso di freeride al passo coi cambiamenti climatici e con il boom dello sci fuoripista
Si è appena concluso il corso di Freeride che ha visto partecipare sette ragazzi ultramotivati, sei skiers e uno snowboarder, con la voglia di imparare a sfruttare al meglio gli impianti e le condizioni che ci si presentavano di volta in volta, e con lo spirito di adattamento al territorio e alla neve,
Sempre meno neve, ma sempre piĂ¹ freeriders in giro: obbligatorie le pelli di foca!
Quattro date in quattro comprensori diversi, ciascuna con un macro-argomento trattato:
- Pelvoux-La Blanche: gestione del rischio in una giornata con pericolo valanghe 4. La scelta di un comprensorio piccolo con poca gente, per non avere l'ansia di prendere decisioni affrettate
- Orelle-ValThorens: Sperimentare nuove idee in condizioni di neve difficile e tanto vento, miglioramento della tecnica di discesa
- Serre Chevalier: Come si sfrutta la powder rimasta una settimana dopo l'ultima nevicata in un comprensorio rinomato per il freeride? Cartina topografica in mano per non limitarsi a sciare nei confini del resort
- Sestriere: Gran finale per mettere in pratica tutte le nozioni imparate nelle uscite precedenti
Non per ultimo, un argomento che ho molto a cuore: i ragazzi hanno imparato a gestire al meglio il gruppo. Livelli diversi e attrezzi diversi ai piedi non devono essere un handicap per godere al meglio delle giornate insieme. Dandosi una mano a vicenda le salite e le discese sono piĂ¹ snelle, le tempistiche non si dilatano e ci si diverte tutti di piĂ¹!
Grazie a Federico Lano per le foto.
Al prossimo anno
Pippo









