La parete Nord del Lyskamm è il sogno di ogni sciatore. I migliori sono passati da qui, attraverso la sua linea pura ed elegante, ricamando curve per 800 mt. Qui non è come a Chamonix, dove spesso ci sono le funivie che ti portano in alto. La nord dei Lyskamm, per vederla, devi andarci sotto. La vedi solo da sotto. Devi camminare almeno fino ai 4300mt del Colle del Lys.

Ci sembrava buona e così ci siamo fermati a dormire dagli amici del Rifugio Mantova. Questa volta sono con Jimmy Sesana, alla sua sesta discesa dalla cima. Personaggio controverso e dal carattere particolare, Jimmy rappresenta, senza ombra di dubbio, lo sci ripido. La sua prima volta giù dai 4527 metri della cima del Lyskamm fu negli anni ’90, così come il Couturier alla Verte. Tanto per capirci, quando non c’era ancora Internet. E i telefonini erano pochi. Passione pura, al di là delle mode del tempo.

Alle 6 a.m. partiamo dal Rifugio. Alle 10 calziamo gli sci dalla cima e sciamo concatenando curve in successione per 12 minuti intensissimi, fino a saltare la terminale. Condizioni ottime. Grandissima sciata. Potrei scrivere pagine e pagine su com’è andata la discesa, sul tipo di neve, sulla difficoltà, sull’inclinazione… Invece vi parlerò di cosa sta intorno. Almeno per me.

Le sensazioni, prima di una discesa importante, sono sempre le stesse. Sono nel mio mondo, immerso in una calma apparente dove gli impulsi provenienti dalla bocca dello stomaco non vengono registrati dal cervello. Chi mi vede dall’esterno pensa sicuramente che sia un maleducato. In realtà sono solo momentaneamente sconnesso. E’ come se intorno a me non ci fosse niente e nessuno. Non rispondo a domande provenienti da persone che non vedo. Il respiro e i battiti cardiaci li sento amplificati. Non c’è spazio per nessun pensiero.

La notte ho dormito. Ero nella camera numero 13. Ho dormito più o meno, qualche volta mi sono svegliato. Poi la discesa. Attimi intensi, non quantificabili da un punto di vista temporale. Concentrazione. Sensazioni piacevolissime di neve che scorre sotto i tuoi sci. Dopo, il vuoto. Caduta dell’adrenalina, consapevolezza, felicità.

Felicità? Non lo so. Dopo io non sento niente. Non ho fame, non ho sonno, non ho sete, non sono stanco. Non voglio niente. Non ho voglia di niente. Mi sento però in pace. Ecco si, mi sento in pace. Ci metto sempre un po’ di tempo ad uscire dalla bolla, quando poi vengo assalito dal “down post endorfinico”, conseguente al “Runner’s High”. Quello dei tossici insomma. Non troverai i confini dell’anima scriveva Messner. Però ci sono dei momenti nella vita in cui ci si avvicina molto. E in fondo, è questo che mi piace.

Un pensiero va a Karine, a Rémy e a colui che mi ha messo sugli sci. Le curve ricamate su questa parete sono anche vostre.

Rouge