Quest’anno, dopo diverse estati trascorse all’estero, ho optato per restare nel nostro paese organizzando un percorso per la Sardegna che si è concluso con 3150km in 26 giorni alla ricerca del vento e del calcare perfetto!!
L’arrivo è stato il giorno 5 di Agosto ad Olbia su un traghetto ricolmo di gente, quasi sembrava che tutta Italia quest’anno si trasferisse in Sardegna!!
Per i primi 7 giorni la base è stata a S. Teodoro, il caldo elevatissimo impediva di scalare ma per fortuna non è mancato il vento ed abbiamo quindi esplorato spot kite differenti sulle coste settentrionale ed orientale dell’isola: Porto Pollo, Valle Doria, La Caletta e La Cinta. Attorno al 12 Agosto ci siamo trasferiti a Jerzu per il primo appuntamento scalatorio della vacanza. Bene, questo centro d’arrampicata caratterizzato da particolari strutture rocciose denominate “tacchi” merita sicuramente un approfondimento!! Le prime falesie furono chiodate già negli anni ’80 da Bessone ed Oviglia, poi nell’arco degli anni successivi, i tiri si sono moltiplicati ed oggi il centro vanta diverse centinaia di lunghezza di corda. L’arrampicata è varia ed incredibilmente bella, dai buchetti su muri verticali alle concrezioni alle canne strapiombanti che si possono trovare a The Cave e nel Canyon. Nei mesi estivi si riesce sempre a scalare in ombra e nei giorni di maestrale aver una maglia dietro non guasta. Forse non c’è stata la reclamizzazione adeguata o semplicemente la gente non si è mai resa conto dell’interesse del posto ma la frequentazione è tutto sommato ridotta. A parer mio una visita ci sta alla grande!!
Il 17, con le braccia piene e le dita spelacchiate, ci siamo diretti sulla costa occidentale. Si sono alternate giornate di maestrale e scirocco ad altre di fantastica scalata. Oltre alle falesie della zona di Bugerru, carine ma meno particolari che quelle di Jerzu, abbiamo salito 4 vie di cui 2 sulla scogliera di Pranu Sartu. Questo è un antico villaggio minerario che a metà ottocento contava quasi 2000 abitanti, oggi rimane quelche rudere ed i segni dell’attività di estrazione di un tempo. La scogliera è alta circa 90m ed è caratterizzata da roccia bianca a gocce. Noi abbiamo salito Apprendista stregone e Ginepro coccolone. Le vie sono carine, la spittatura abbastanza distanziata. L’apertura risale rispettivamente al 2007 ed al 2009, il materiale sembra ancora in buone condizioni ma visti i recenti problemi che si sono manifestati in aree d’arrampicata differenti, legati alla corrosione dei metalli, abbiamo preferito rinforzare tutti gli ancoraggi con protezioni veloci sia durante le calate che poi in risalita!! E’ incredibile come il fenomeno di corrosione si sviluppi anche su materiali inox ed esternamente il tassello sembri in ottime condizioni!
Tra le altre vie ho avuto la fortuna di ripetere: Personal Mountain a Gutturu Pala. Questa salita di 5 tiri, estremamente omogenea nel grado è decantata nella guida di Oviglia come una delle più belle dell’isola su questo stile d’arrampicata e devo dire che non ha assolutamente deluso le aspettative. Il 6b+ obbligatorio c’è tutto e si fa sentire in alcuni tratti con spittatura distanziata ma la scalata è entusiasmante. Lo stato dell’equipaggiamento è ancora buono, solo sull’ultimo tiro tasselli e dadi hanno l’aspetto ben arrugginito, meglio non testarli!!!
Verso fine vacanza, in una pausa tra le entusiasmanti giornate di scirocco vissute a Punta Trettu, abbiamo avuto una debole tendenza a maestrale: la migliore per scalare! Il vento non è forte e l’aria è più fresca ed asciutta, ideale per una via sulla parete SE della scogliera di Masua! Imperativo attaccare tardi, noi lo abbiamo fatto alle 17.00, per riuscire a scalare in ombra! Abbiamo salito Arancia Meccanica, cinque stelle anche per questo itinerario, una per tiro, uno più bello dell’altro! L’equipaggiamento è apparentemente in buono stato, è già stata effettuata una richiodatura dall’apertura!
Ric 5-31 Agosto 2015