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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

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Rhodo #2

Al Rhodo hai la certezza pressochè assoluta di non trovar nessuno! L’esposizione solare è ottima ed in queste mezze stagioni è un sito divertente su cui scalare con i friends!

Questa volta abbiamo cominciato con Jolly, per errore! Volevamo in realtà attaccare clean spit, più idonea nei gradi per il riscaldamento! Quando mi son trovato sul secondo tiro di 6c+ appeso come un lampadario ho pensato che fosse un po’ impegnativo per il grado! Solo dopo abbiamo realizzato che il tiro era ancora da liberare!!!!!! Asinanza!!!

E allora… clean spit l’abbiam fatta come defaticamento! In verità il traverso del secondo tiro è parecchio esigente e strano!

Anche sabato non ho potuto percorrere wondercrack perchè ci stavano già giocando le api! Ho deciso di non rivendicare il diritto di precedenza acquisito la scorsa volta!! Toccherà tornare!

L’avvicinamento non è così infestato dalla vegetazione, si raggiunge il pilier abbastanza agevolmente. Occhio che sulla sosta sommitale delle vie da noi percorse si è svitato un dado e l’ancoraggio è su un solo punto, in caso prevedere di portarsi il bullone, la placchetta è sul posto trattenuta dal cordone di sosta.

Buone scalate
Ric 21 Ottobre 17

Il granito del Monte Bianco

alpinismo

Da Maggio a Ottobre vivi l’esperienza unica di arrampicare sul più bel granito d’Europa.

Durata: 3 giorni

Dove decidiamolo insieme:
– Rifugio Envers des Aiguilles
– Rifugio Dalmazzi
– Rifugio Torino

Ci sono vie per tutti i gusti e tutte le difficoltà, dal 4+ all’8a come Marchand de sable, Americana al Fou, le Piège, Bienvenue au george V, Dracula, Pedro polar, Je te conquis e Je t’adore.

Per maggiori dettagli, leggi qui.

Per informazioni e prenotazioni, contatta Roberto Rossi.

Aiglun

In questa stagione le pareti che si possono salire con piacere sono sicuramente poche, una di queste si trova ad Aiglun! La qualità della roccia, a tratti paragonabile al Verdon, sicuramente genera un interesse importante per questo muro sperso tra le colline del nizzardo.

Venerdì con Mike decidiamo di partire e fissar un appuntamento senza troppa foga il sabato mattina. Ci ritroviamo con un clima da profondo autunno ed arrivati verso Ceva optiamo per fermarci a mangiare qualcosa, così ci viene in mente di sentire Fabry che nel frattempo si è trasferito a Ponte Nava. Una birra ad Ormea ed il local ci convince a fermarci alla festa serale a cantine aperte! Ci ripromettiamo di non esagerare col vino ed andare a nanna presto per non compromettere le perfo del giorno dopo, nel frattempo acquisiamo un ulteriore partecipante alla spedizione ed il trio di Abysse è riformato!!

La domenica la sveglia suona alle 6.20, modello cadaveri ci violentiamo a partire e per le 9.30 parcheggiamo ad Aiglun con un cielo azzurro fosforescente!! Beh, come deciso il giorno prima partiamo per andare a salire L’artisan. La parete è ovviamente segnata da qualche colata, ma decidiamo di provarci ugualmente! Partiamo sul repellente 7c del primo tiro, sguiscido al punto da esser al limite dell’insormontabile! Giunti in sosta cerchiamo di individuare la linea ed anche i due successivi tiri di 7b su canna sembrano bagnati, optiamo quindi di girare a destra e proseguire su Saga. Bellissima, puro piacere fino in vetta.

A sera siamo uno squadrone italiano, in sette, nessun altro scalatore! Accendiamo un mega fuoco e posizioniamo le tende sotto la tettoia, col primo buio, verso le 18, cominciano i bagordi! Il Tony, che ha fatto la spesa per tutti, ha preso carne da grigliare per un reggimento!! Quando si spegne l’ultimo tizzone il freddo si fa sentire e rapidamente ci dileguiamo tutti a trovar conforto nel sacco a pelo!

Il giorno successivo proviamo a rifare un programma. Ci sarebbe piaciuto provare Mesoterapie, ma con le canne così bagnate è impensabile! Ci dirigiamo allora alla Cerise sur le gateau, il primo tiro da una bella sveglia alle dita, poi la via diventa più amica anche se giunti sulla cengia del secondo ancoraggio proseguiamo sulla linea di spit dritta a noi come da schizzo. Solo a fine giornata scopriremo, guardando una foto di uno dei tiri alti della Cerise di aver fatto un altro itinerario. Il nome non lo sappiamo ancora oggi, ma nel week end del programma stravolto ci sta anche questo, resta il fatto che il posto è bellissimo e la scalata entusiasmante!

Ric

Toirano

Via interessante di 4 lunghezze sul paretone di Toirano. Bene, da tempo mi interessava ripeterla ed in verità non mi aspettavo nulla di diverso!! La parete è bella e la roccia decisamente buona, la chiodatura esigente ed il grado ovviamente stretto!

Purtroppo sul primo tiro per render i passaggi più obbligatori sono stati usati dei provvisori successivamente martellati. Etica bisbetica questa!!! Salvo errori togliere gli spit dopo è poco carino! Infatti sul primo tiro abbiamo fatto scorta di maillon abbandonati per i prossimi due anni!! Sul secondo tiro il passo è obbligato e difficile, ma non pericoloso e lo spit martellato segno di un errore di chiodatura. Sul terzo tiro invece c’è il rischio fracco sia a partire dalla sosta che ad arrivare a quella successiva con due cadute che conviene assolutamente evitare. Nulla da dire sul quarto tiro. Personalmente aggiungerei un grado a tutti i tiri, ma quello può semplicemente esser ricondotto alle scarse capacità tecniche del ripetitore ;-) Nel complesso bella intuizione, vale la pena di esser ripetuta.

Subito a seguire abbiamo salito la vicina “oltre lo spazio”, bella e più rilassante!

Ric

Mongioie, Ciri (Rocca dei Campanili)

Aperta da Motto e Sartori nel ’93 è sicuramente una delle vie simbolo della Rocca dei Campanili, la qualità della roccia e la verticalità della parete ne fanno un piccolo gioiellino nostrano seppur la lunghezza sia contenuta.

La difficoltà massima non è elevatissima ma quasi prossima a quella obbligatoria, la scalata divertente, seppur la chiodatura non si possa propriamente definire ravvicinata!

Con Lino abbiamo optato per una soluzione in giornata, comodamente percorribile ed abbiamo avuto la rara fortuna di non incontrare le nebbie che quotidianamente avvolgono le pareti della zona!

Sul secondo tiro al momento c’è uno spit girato che lavora malissimo, potrebbe esser conveniente, in caso di ripetizione, portarsi una chiave per sistemarlo!

Ric

Verdon

Con Marco e Laura ci conosciamo telefonicamente qualche giorno addietro, avremmo voluto dirigerci verso le Dolomiti ma l’esame meteo ci fa cambiare idea, nulla di buono sull’arco alpino previsto per gli scorsi giorni! Forse una possibilità di salvezza verso il Brianconnais!

Partiamo sotto un lieve pioggerellio autunnale e giunti nella citta di Vauban le cose non cambiano, proseguiamo allora verso sud… fino ad arrivare in Provenza! Il blu del cielo è inconfondibile ed il profumo dei cespugli di lavanda, ovunque presenti, inebria l’aria! L’aria è fresca per esser Luglio e si riesce a scalare anche al sole!

Il primo giorno ci fermiamo zona lago per salire La crete de la patte de chevre.

Sarà poi il turno, in ordine nei giorni seguenti, de: la derobée, el gringo loco e bwana maline.

Ric

Val Vannino

Da tempo ero incuriosito da questa valletta laterale della Formazza e finalmente questo week end si è prestata l’occasione per una visita! Il posto ha soddisfatto appieno le mie aspettative: ambiente piacevole, tanta acqua, roccia, una natura sorridente! Si accede alla val Vannino con una seggiovia ed una mezz’oretta a piedi.

Sabato abbiamo deciso di andare a vedere il Pizzo Marta, la via Il Gipeto è una bella scalata con passi di aderenza difficili ed una caratteristica fessura larga, da proteggere con concrezioni di quarzo sui bordi. La discesa comodamente in doppia. Malgrado sulla relazione sia segnata una serie di friends direi che i piccoli (sotto 0.5 camalot) si possono evitare.

Dopo una piacevole permanenza al rifugio Myriam, domenica ci siamo diretti sulla parete delle farfalle. L’equipaggiamento è più vetusto e l’arrampicata più severa con chiodatura distanziata. Ho trovato che la parte alta della parete fosse di qualità eccellente oltre che molto particolare per le concrezioni ed i buchi nello gneiss! Abbiamo percorso Nei sogni fino alla cengia e Alpha Centauri sulla parte alta.

Gole di Gondo: solo Trip Wall, Parete Nascosta

Questo week end siamo stati raggiunti dal rovente anticiclone africano e quindi è cominciata la stagione dell’ombra e delle quote più elevate!

La parete nascosta, nelle Gole di Gondo, si presta ottimamente per la scalata estiva. Su di essa sono presenti 9 vie da 300-350m, con Fede abbiamo optato per “solo trip wall”, 7a max e 6b obl. Attrezzata interamente a fix.

Ric

Taghia, alla scoperta delle rocce berbere

Il 24 maggio 2014 parto alla volta del Marocco con Luca Bucciarelli, Marco Farina e Marco Majori per visitare Taghia ed arrampicare su quello che è, a detta di molti, uno dei più bei calcari del mondo.

Arriviamo a Marrakech alle 10 del mattino, e, dopo 5 ore di auto e due a piedi, giungiamo finalmente a Taghia, un villaggio di 400 anime sperduto tra le montagne dell’Atlante…Siamo ospiti nella Gite d’Etape di Youssef Reizki.

Il primo giorno arrampichiamo su Zebda, una via difficile alla parete delle sorgenti. La sera Majo inizia a stare male e rimane KO a letto per tutto il giorno seguente. Faremo quindi cordata a tre al Taoujad su Au Nom de la Réforme, una via non estrema ma molto gradevole, su una delle più belle cime di Taghia.

Il giorno dopo Majo si riprende, ed attacca con Buccia Canyon Apache, mentre Marco ed il sottoscritto andiamo a camminare fino ad un colle. L’intento è quello di riposare un giorno per poi presentarsi in forma per Les Rivières Purpres. Mi sento fiacco e al ritorno sarà il mio turno quello di restare ribaltato a letto per le seguenti 36 ore, mentre i miei tre compagni si concedono la bella Baraka, 680 mt sulla parete dell’Oujdad.

L’ultimo giorno saliamo ancora Fat Guides, una nuova via alla parete delle sorgenti, sicuramente la più bella tra quelle che ho fatto!

Che dire di un viaggio del genere? Si è a contatto con una realtà “preistorica”: non c’è la strada, non ci sono telefoni né internet. Qui si vive di pastorizia e di un’agricoltura di sussistenza, isolati da tutto e da tutti. I Berberi sono persone gentilissime. Ma a me il Marocco non piace. Non mi fa impazzire il cibo e mi stressa il fatto che si debba fare sempre molta attenzione a tutto quello che si mangia e si beve e, nonostante ciò, è quasi impossibile non prendersi una gastroenterite più o meno grave. Non mi piace la cultura musulmana per cui le donne non contano niente. Non mi piacciono i colori e gli odori di una terra arida e sempre uguale. Non mi piace il caldo. Io ho bisogno del verde dei boschi e dei prati, del blu del mare, del bianco della neve e dei ghiacciai. Un’esperienza, Taghia. Ma non credo la ripeterò.

Stay Rock,
Rouge

Corsica + Sardegna

Con Stefano sono partito per una 4 giorni di arrampicata furiosa tra Corsica e Sardegna…

Il primo giorno saliamo la rinomata Jeef alla Punta U’Corbu, in Bavella. Se devo essere sincero non si tratta di una via che mi ha esaltato particolarmente…i Tafoni dell’arrivo in sosta del secondo tiro sono a mio modo di vedere anche un poi’ instabili…forse la S1 andava messa in una nicchia un po’ a sinistra…

Il giorno dopo, complice un tempo non ottimale, siamo gia in Sardegna dove optiamo per una via molto soft al Monte Oddeu: Por El Pueblo Opprimido (6c max e 6a obbl. nelle prime lunghezze, poi più facile) Stefano voleva imparare ad andare da primo ed e riuscito a sbagliare 6 soste su 7!! Per fortuna gli spit sono a “prova di bomba”!

Dopo un terzo giorno di falesia nella magica grotta di Jang, il quarto ed ultimo giorno ci siamo sfiniti sulla bellissima “Angelo Assassino” alla perete del Donneneittu, nella Codula Luna. Via con alcuni tiri molto esigenti e sottogradati (il 7b è almeno un 7b+ bello pieno e stesso discorso vale per il 7a successivo); la chiodatura è però ottima e vicina sul duro. Abbiamo riattrezzato qualche sosta con cordoni e moschettoni.

Rouge