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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

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Bec di Mea

Di recente l’amico Elio mi ha segnalato la risistemazione di un paio di vie che aveva aperto ai tempi ancora in compagnia di Grassi rimarcando il particolare interesse di tre lunghezze in fessura. Sabato siamo andati a sincerarci che stesse venendo un bel lavoro ;-)

Dapprima abbiamo ripetuto “Stati di diritto” 6c, 6c+, 6b, 6a.
La via attacca a dx della nota via del Naso, il nome è segnato alla base. Non servono friends. I tiri difficili sono un po’ di blocco, nel complesso la via è piacevole ma necessita ancora di una bella spazzolata! Con due doppie si rientra alla base.

A seguire abbiamo salito i due nuovi tiri di variante alla partenza della “Roccia dei padri”. Sulla prima fessura utile un set di friends fino al #3 Camalot. Poi protezioni in posto. Il primo tiro di 6b+ è ancora parecchio sporco, il secondo 6c è molto bello. Poi ci si riunisce alla via principale, il terzo tiro è ancora in richiodatura e la sosta in cima quella vecchia, la lunghezza però è veramente notevole: un diedro fisico aggettante di 7a/7a+. A seguire abbiamo ancora percorso un tiro conun vecchio spit ed un passo boulder un po’ pericoloso tra i licheni, evitabile. Con due calate siamo rientrati a terra.

Diciamo che in primavera saranno pronte!
Il recente lavoro di restauro e sistemazione degli itinerari tra val di Sea e dintorni è un’ opera che sta assorbendo parecchia gente e costando fatica e denari di privati, un ringraziamento anche da parte nostra!!

Ric 18 Nov. 2017

Arco 2.17

… ed onestamente non mi spiacerebbe anche farci stare una 3.17!! Dopo aver riscoperto questa zona in cui non scalavo da tempo adesso mi è montata l’ingordigia di ripetizione di vie belle! Quale occasione migliore di un ponte?
Giovedì siamo partiti per tempo da casa ed abbiamo scalato alla parete S. Paolo dove abbiamo ripetuto Spidermen (6c+ max, 6b obl), perfetta per il primo giorno. 200m di calcare ineccepibile con un aereo tiro d’uscita su roccia rossa che da solo vale la via!
Venerdì, visto che la giornata aveva le caratteristiche tardo estive abbiamo optato per la lunga Soleado (7b+max, 6b obl), dopo un primo tiro e mezzo mediocri i restanti 12 e mezzo sono da favola. Tanti passi di 6c, un traverso espostissimo di 7a ed un paio di muri più cattivi!
Sabato io avrei nicchiato un po’ ma per fortuna è balzata l’idea di ripeter Mescalito (7a max, 6b obl) storico itinerario della Rupe Secca. La giornata era grigia , il primo tiro parecchio unto mi ha fatto pensare che non ci saremmo divertiti troppo, poi sui tiri seguenti invece è salito l’entusiasmo. Che linea!!

Ric 2,3 ,4 Nov. 2017

Rhodo #2

Al Rhodo hai la certezza pressochè assoluta di non trovar nessuno! L’esposizione solare è ottima ed in queste mezze stagioni è un sito divertente su cui scalare con i friends!

Questa volta abbiamo cominciato con Jolly, per errore! Volevamo in realtà attaccare clean spit, più idonea nei gradi per il riscaldamento! Quando mi son trovato sul secondo tiro di 6c+ appeso come un lampadario ho pensato che fosse un po’ impegnativo per il grado! Solo dopo abbiamo realizzato che il tiro era ancora da liberare!!!!!! Asinanza!!!

E allora… clean spit l’abbiam fatta come defaticamento! In verità il traverso del secondo tiro è parecchio esigente e strano!

Anche sabato non ho potuto percorrere wondercrack perchè ci stavano già giocando le api! Ho deciso di non rivendicare il diritto di precedenza acquisito la scorsa volta!! Toccherà tornare!

L’avvicinamento non è così infestato dalla vegetazione, si raggiunge il pilier abbastanza agevolmente. Occhio che sulla sosta sommitale delle vie da noi percorse si è svitato un dado e l’ancoraggio è su un solo punto, in caso prevedere di portarsi il bullone, la placchetta è sul posto trattenuta dal cordone di sosta.

Buone scalate
Ric 21 Ottobre 17

Sardminitrip!

Ahhhhh, la Sardegna… incantevole terra per profumi, colori e sapori! Ne rimango ammagliato ogni volta!

Ci siamo concessi una veloce scappata di quattro giorni secchi per quattro vie sul solito calcare idilliaco!

Giovedì Oddeu, la mia africa. Ha rispettato in pieno le aspettative. Arrampicata da favola a breve distanza dalla macchina.
Venerdi Aguglia, Dolce stil novo e sweet Helene. Unta la prima, abrasiva la seconda. A livello ambientale quanto di meglio si possa immaginare.
Sabato Punta Cusidore, Fattoria Mc Henzi. Avvicinamento, tanti tiri, solitudine… più alpina ma estremamente meritevole.
Domenica Vallone Lanaitto Brutti, sporchi e cattivi. Sopra le aspettative, roccia incredibile e scalata divertente.

Ric 17 Ott. 2017

Naufraghi del Tempo

E’ una via degli anni ’80 aperta dalla cordata Bar G./Bernardi C. sul paretone di Novalesa. Per me è a lungo stata una via con un’alea misteriosa in merito a voci che raccontavano di spit tolti per aumentare gli obbligatori e di cordate che si erano calate per questa ragione! Non quanto si trattasse di legenda o meno, fatto sta che proprio venerdì, pensando che per sabato il meteo sarebbe stato solo mediocre e la giornata non avrebbe meritato chissà qual viaggio, ho deciso di investire qualche tempo per andare a metter il naso! Il paretone mi era già piaciuto anni addietro quando feci una visita ai tiri aperti da Bolognesi A.

Bene, è quando le aspettative son molto basse che poi tutto viene fuori a sorpresa! La chiodatura rivista nel 2014 è perfetta e sicura a fix da 10mm e le protezioni sono tutte in posto!! La linea che solca questa pala strapiombante di 150m di altezza è assolutamente logica e piacevole, la roccia più che buona, certo se la via venisse ripetuta diventerebbe eccellente.
Noi abbiamo trascorso una gran bella giornata facendo lavorare adeguatamente gli avambracci! Per quanto mi riguarda la ripetizione è assolutamente consigliata!!

Le note tecniche sulla via son facilmente recuperabili sul web. Per una ripetizione bastano 13 rinvii e due corde da 60m, non son necessarie protezioni veloci. Noi abbiamo raccordato gli unici due tiri facili della via. Il 6c obbligatorio forse è morbido, insomma, non c’è veramente nessun passaggio che generi stress per la distanza dalla protezione e si può spinger la libera serenamente. Dall’ultima sosta ci si ribalta fuori dalla parete, uno spit sul piatto tra la terra agevola il ribaltamento. Conviene poi far sosta ad un albero e dopo traversare per calarsi. Si scende con tre doppie aeree, un nodino a fondo corda non fa schifo. Sulla prima doppia dopo tanto vuoto si ritocca la parete, conviene spostarsi a moschettonare uno degli spit di salita. Sulla seconda doppia invece conviene ondeggiare bene nel vuoto perché l’ancoraggio rimane dentro di un paio di metri rispetto alla verticale delle corde.

Buona salita!
Ric 29 Sett. 2017

Cresta del Brouillard Integrale

La cresta integrale del Brouillard conduce sino alla cima del Monte Bianco attraverso luoghi selvaggi e solitari. Si parte dal lago delle Marmotte in val Veny fino alle Aiguilles Rouges du Brouillard; la cresta sud rappresenta la prima parte della cresta integrale del Brouillard che, oltre ad essere oggettivamente più sicura rispetto alla via per il ghiacciaio del Brouillard ed il col Emile Rey, se proseguita sino in vetta al Bianco diventa un’ascensione grandiosa in ambiente remoto con 3250 metri di dislivello ed uno sviluppo di 7200 metri.
Partiti con Karl dal lago delle Marmotte giovedì mattina 7 settembre alle ore 5, raggiungiamo il col Brouillard alle 13, dopo aver superato le 6 torri delle Aiguilles Rouges du Brouillard. Qui ci fermiamo un’ora a mangiare e sciogliere neve per fare acqua. Riprendiamo il nostro andare e raggiungiamo Liv e Chris al colle tra Punta Baretti e il Mont Brouillard, a circa 4000mt di quota. Dopo cena ci infiliamo nei sacchi a pelo e prendiamo sonno. Il giorno dopo la sveglia suona alle 4; alle 4:45 io e Karl siamo già pronti e partiamo verso il Mont Brouillard e il successivo Col Emile Rey che raggiungiamo alle 6. Da qui, 4 difficili lunghezze immettono in una sorta di anfiteatro che si continua a salire fino a raggiungere la cima del Picco Luigi Amedeo, da dove finalmente si vede la parete ovest del Monte Bianco in tutta la sua immensità. La cima sembra li a portata di mano, invece ci vogliono ancora 4 ore di assoluta concentrazione per raggiungerla. Sono le 16 quando arriviamo in cima, decisamente stanchi ma anche molto soddisfatti.
La via non è difficile dal punto di vista tecnico (D), ma necessita di capacità fisiche e alpinistiche importanti; roccia mediocre che richiede un livello di concentrazione sempre molto alto. Corda da 40mt indispensabile, così come 3/4 friends e 3/4 fettucce da 120cm (eventualmente da abbandono per alcune doppie).
Ringrazio il mio compagno di cordata Karl per avermi fatto confidenza e per aver condiviso con me momenti di sano alpinismo (fatto di paure, ansie, albe, tramonti, stanchezza, difficoltà, concentrazione, ecc.) che ci legheranno per sempre!

A presto,

Rouge.

Corsica climbing trip 2017

La chiamata dell’amico Pino Gidaro arrivò al momento giusto; ero infatti stufo del caldo tropicale che regnava sulle Alpi occidentali, con tutto ciò che ne deriva: ghiacciai sempre più neri, crepacci sempre più aperti, crolli sempre più potenti e panorami sempre più desolati!
Si parte in direzione Restonica, alla scoperta del magnifico Granito Corso, con Anna, Valeria, Viviana e Roberto; in 5 giorni arrampichiamo su vie entusiasmanti condite da 1000 risate, altrettante birre, qualche gin tonic e molta anduja by Pino…Le vie:
-Punta Spenicazzia: Candela di l’oro
-Pointe des 7 lacs: Symphonie d’automne
-Rocher des Gozzi: Voie du CAF
-Monte Leonardo: Bella ciao
-Punta Caletta: Arete Nord-Ouest

A presto,
Rouge.

Alla ricerca del fresco

Son stati quattro giorni in Dolomiti alla ricerca di itinerari esposti sui versanti ombrosi per sfuggire al solleone di questi giorni!

Lunedì vietta d’ambientamento alla pala della Ghiaccia (Weiss), un camino bagnato dal forte temporale della sera prima ci ha dato il benvenuto ed ho subito rimpianto di non esser andato sul Bianco, poi le cose son cambiate e la qualità dei tiri è andata in crescendo. Usciti in vetta qualcuno di noi ha involontariamente pestato un nido di vespe che si sono arrabbiate, dapprima il rumore mi ha fatto pensare ad un aliante vicino, poi registrato il pericolo non ci è restato che darcela a gambe!! Nessuna morsicatura, brivido!!!

Martedì ci siamo lanciati, dopo un’ora e mezza di avvicinamento, sulla recente Giove. Una via datata 2015 protetta prevalentemente a clessidre su cui è necessaria una buona dimestichezza d’uso delle protezioni veloci. VIII max VII obbligatorio. Molto interessante! L’impegno legato alla lunghezza è notevole ed i tiri continui fino in cima! Alla sera segni di stanchezza affioravano: sbirrazzata generale per reintegrare i sali!!

Mercoledì lo abbiamo dedicato al riposo! FALSO!!! Quelli erano i programmi, poi perchè non andare a fare una vietta alle torri del Sella mentre il passo è chiuso? Navetta e via, è uscita la Messner alla seconda torre. Molto piacevole, assolutamente non scontata!

Giovedì, visto il buon riposo, abbiamo optato per Ottovolante. Una super via a spit sulla Torre Brunico. 7a+ max, 6b/b+ obb. per 400m. Roccia esaltante, veramente divertente e meritevole di ripetizione.

Ric

TETE COLOMBE

Niente! Quest’anno la meteo non ci ha permesso di andare sulla cresta O in Salbit, allora con Luigi abbiamo guardato dove le percentuali di pioggia fossero più basse e giovedì sera siam partiti alla volta dei Briancon.

Il venerdì mattina, in barba ad ogni previsione, i temporali continuavano a girare. Siamo arrivati a Fressinieres sotto l’acqua e abbiamo deciso lo stesso di andar a vedere se ci fosse qualche strapiombetto asciutto. Dopo poco son comparse le prime schiarite e senza farcelo dire due volte abbiamo attaccato prima Momo Mick e poi Fressinoque. Questa seconda è molto particolare e sale i 150m verticalissimi del primo pilastro passando per dei rossi e dei grigi!

Il giorno seguente ancora temporali annunciati nel pomeriggio. Siamo stati ad Ailefroide per cambiar tipo di roccia dove abbiamo ripetuto Marche au supplice 400m 6c max. Bella, un tiro un po’ erboso ma per il resto assolutamente piacevole. Discesa per le cenge finali della traversee du Pelvoux.

Domenica era il top day e ci siamo diretti in zona con avvicinamento più consistente e, visto lo zero termico a 4200m, anche elevata in quota. Quanto freddo!!! Alle 9.45 eravamo ai piedi della face S della Tete Colombe ancora in ombra ed il Maestrale aveva già cominciato a soffiare. Non è bastato il sole a render gradevole la scalata, una lotta fino in vetta! Abbiamo ripetuto Du Cote de chez Tron, una via di recente apertura che corre a sx della nota Bal de boucas, 350m ottimamente chiodati con quattro lunghezze memorabili per la qualità della roccia. Nel complesso una bella via in posto ameno!

Ric 21/23 lug.

GRAND CAPUCIN E ALTRE ARRAMPICATE

In questo luglio dal clima caldo e secco e con le montagne in modalità tardo “agostiane” non ci resta che arrampicare! Via degli Svizzeri + O sole mio al Grand Capucin (soste ottime rimesse a posto dall’instancabile Guida Alpina Francesco Civra Dano e poi due chicche aperte dalla Guida Alpina di Chamonix François Pallandre al Brévent: Prémier de corvée (7a-6c-6c-6c+) e Ex-libris (6a+-6b-6b-6°-5+), due vie interamente da proteggere con un’arrampicata meravigliosa ed esigente (in realtà su prémier de corvée qualche spit c’è). Merita farci un giro!
A presto, Rouge.