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Re Azul sempre al potere, Sea

La via originale “Re Azul” fu aperta il 23 ottobre 1986 da G.C. Grassi e P. Marchisio, rivisitata nel 2016 dalla solita equipe dei “Rocciatori di Sea” che ne hanno assolutamente migliorato la linea aprendo due tiri diretti ad uscir dalla parete.

La parte inferiore della via che corre subito a destra di Gollum è carina, la parte superiore, che ne sta invece a sinistra, è superlativa.

Il primo tiro sopra la cengia è un superdiedro di 7a+, progressivamente più difficile, ben protetto da qualche chiodo e qualche spit, ove si integrano facilmente alcune protezioni con friends C3.

Il secondo tiro invece è da manuale, una bella fessura conduce alla Separate Reality dei poveri.  Ne esce un 7b divertentissimo dove un paio di spit agevolano la progressione.

Dall’ultima sosta un breve tiretto conduce alla sommità del muro, ancora qualche bell’incastro da tirare ed un paio di stondoni per il 6c+ finale.

Discesa con due doppie secche.

Materiale:  un set di friends fino al 2, proprio volendo si possono doppiare 1 e 0,75.  8 rinvii son più che sufficienti.

 

Ric  16 Sett. 18

Parassiti Sociali, Sea

Parassiti Sociali, Sea   (320m 7a+? max, 6a obl.)

 

Parassiti Sociali è una vecchia via recentemente risitemata dall’equipe dei  “Rocciatori di Sea”.  Itinerario interessante, di lunghezza considerevole in rapporto alle altre vie della valle.

12 lunghezze attrezzate a spit da integrare.  Una serie di friends fino al #1 BD è più che sufficiente, sul secondo tiro un #4 aiuta ma non è indispensabile.

Il  grado massimo è attorno al 7a+, seppur il terzo tiro sia ancora da pulire e liberare, l’obbligatorio invece poco esigente.

Il giorno della nostra ripetizione è stato quello del Meeting, una simpatica occasione che  ha riunito un po’ di climbers con l’ottica di recuperare qualche quattrino utile a finanziare le nuove chiodature previste!

 

Ric    09 Sett. 18

Miss Tique,  Aig. du Moine

Miss Tique  (ED;  7a max, 6b+ obl)

Una via d’eccellenza sulla parete E delle aig. du Moine, una via che volevo fare da anni ma che questioni di accesso, mi hanno sempre fatto rimandare!  Questa volta l’occasione si è presentata quando la risposta dell’Envers des Aiguilles è stata:  “complet”.

Salire al Couvercle è una discreta sfacchinata,  venerdì mentre le nubi si dissolvevano lasciando spazio a panorami mozzafiato, ce la siamo presa proprio con calma e devo dire che la salita si è rivelata quasi piacevole!

La via è severa, le gradazioni “storiche” cit. ma la qualità della roccia è super come anche la linea.  Le prime tre lunghezze sono di una bella verticalità, la sezione centrale è più facile solo sulla carta ed infatti non concede un gran relax, soprattutto mentale per la chiodatura. Sul finale si apre di nuovo il gas con qualche lunghezza più difficile e dei bei run out.

Da fare, per i collezionisti di vie sul Bianco assolutamente da fare!!  Con una bella corsa saremmo riusciti a prender il treno, però perchè?  Così abbiamo deciso di fermarci al rifugio ed il giorno successivo provare una delle vie nuove 2017: Ojos Pharloperos.  Il nome è immemorizzabile ma la via assolutamente meritevole, 5 tiri non scontati quasi interamente da proteggere.  Gli spit sono 4 o 5 su quasi 200m di via.

Per Miss Tique:

Gli spit sono ancora in ottime condizioni.  Noi abbiamo utilizzato una serie Camalot fino al 3 inclusi i C3 e raddoppiato da 0.4 ad 1, un paio di nuts ad integrare sulle due fessure che caratterizzano la via.

Il passaggio della terminale adesso è abbastanza scary, la roccia si raggiunge al salto da una sottile lingua di neve con un bel buco di una decina di metri sotto, è il primo passo ingaggio della via ;-)

Ric  12 Ago 2018

Torino-Canzio-Boccalatte

Ore 2,15 drrrrriiiiiiiiinnnnn,  eccheppalle è già ora di alzarsi… dormirei ancora!!  La solita ottima colazione notturna da rifugio dove fatico a buttar giù due gocce di the e si parte!!

In 1,45 siamo sotto il Dente e appena comincia a schiarire, fin presto questa sveglia ma meglio presto che tardi!

I primi metri  sulla cresta di Rochefort danno la sveglia con una botta d’adrenalina, non sono ammessi passi falsi!!    La cresta è in ottime condizioni, non ci sono cornici enormi e le tracce son più che buone però il vuoto si fa sentire!

Velocemente raggiungiamo l’Aiguille e ci concediamo una prima tappa nel sole del mattino, presto ma con una temperatura già piacevole.

Ci rimettiamo immediatamente in marcia, è ancora lunga!  Neve, poi di nuovo roccia e siamo in cima al Dome, finalmente si intravede il Canzio, così vicino, così lontano!

Dal Dome il percorso è ancora abbastanza laborioso ed aereo, un paio di gendarmi rallentano la progressione, l’estetica dell’itinerario però non cala assolutamente.

Raggiungiamo finalmente la Calotte da cui ci si cala in doppia sino al bivacco dove arriviamo attorno alle 10.30.  Ahhhh finalmente adesso ci possiamo bere in serenità questa lattina di Coca Cola che ci siamo scammellati per tutta la salita, è più buona del solito!!

Affacciandosi lato Boccalatte la discesa sembra infinita ed in effetti lo è!!  Le doppie sono tutte da 30m e talvolta anche meno, il terreno non permette grosse calate però sulla parte bassa “abbiamo uscito” la seconda corda ed allungato il drop down.

Alle 13.00 ci siamo presentati per pranzo al Boccalatte, le difficoltà erano ormai finite ma a guardare quanto fosse ancora distante il fondovalle c’era da mettersi a piangere!

Abbiamo scelto il ritmo accellerato per limitare la sofferenza e l’interminabile discesa è poi durata poco più di un’ora,  i quadricipiti assieme alle ginocchia però stanno ancora gridando adesso!!!

Note tecniche:  tutti gli ancoraggi per le calate sono su fixe sia lungo la cresta che nella discesa dal Canzio.

2/3 friends di media misura e 4 rinvii son più che sufficienti, una seconda mezza corda può non guastare e velocizzare la discesa dal Canzio, sicuramente agevola nel passaggio della terminale che è abbastanza grossa.

Ric 26 Lug. 2018

Correnti gravitazionali, La Meja

Correnti  gravitazionali, Rocca la Meja

7a max, 6b+ obl. RS2+

Lassù è un piccolo angolo di paradiso!  Altopiani fioriti con l’erba rasa e laghetti sparsi qua e là, torri di calcare… non sempre sano!  Ecco il neo!!

Correnti Gravitazionali è bella, sicuramente esigente, alcuni tiri da manuale, altri tipicamente Meja ma nel complesso più che meritevole di ripetizione!

L1 da la sveglia ed L2 non è da sottovalutare, poi un trasferimento su cengia, un tiro facile ed a seguire forse il più impegnativo.  La placca a concrezioni è bellissima, difficile nel grado!  Un altro tiro facile e poi il 7a che è molto più compresso, obbligatorio non troppo severo forse addolcito da un inutile spit aggiunto successivamente. Inutile perchè il friend che si piazzava era ottimo.  I due 6b+ successivi son belli, conviene raccordare il secondo con l’ultimo tiro proseguendo sino ad uscire dalle difficoltà!

Sul tiro di 6c manca una placchetta proprio sul chiave, noi siamo passati facendo numeri da circo ma consiglio vivamente, se qualcuno intendesse ripetere, di portarla assieme a rondella e dado da 10.

Utile una serie di friend fino al 2, piccoli inclusi.  Discesa a piedi per la normale e si ripassa alla base.

 

Ric 18/07/18

Cresta del soldato, Piramide Vincent

Cresta del Soldato, Piramide Vincent

 

Le giornate quelle buone!  Partenza con la funivia alle 7.30 da Gressoney per esser alle 8,20 ad Indren.  Il rigelo è ottimo e qualche ondulazione da caldo sul manto nevoso ci fa preferire la progressione a piedi, teniamo gli sci nello zaino.  Alle 9,40 siamo sulla Giordani, ci prepariamo e dopo una barretta partiamo immediatamente per la cresta che scorre via liscia e divertente, si scala senza guanti ma coi ramponi.  Per le 11.30 siamo in vetta, qualche foto, il tempo di calzare gli sci e scappiamo a valle verso il pranzo.

12.07 siamo già ad Indren, ma la pausa impianti ci coglie al Gabiet, pranzo forzato, possiamo smetter di correre per un’oretta!!!

Ric  11 Lug. 2018

Nuovo Millenio, Rossa di Devero

Nuovo Millenio, Rossa di Devero

380m  6c+ max, 6a+ obl.

 

Sicuramente una via interessante su una parete degna di nota, vantaggio assoluto: lo scarso affollamento, svantaggio assoluto: un avvicinamento discretamente lungo!  Noi abbiamo optato per il pernottamento al rifugio Castiglioni, situato in fondo alla piana del Devero, non toglie tanta strada ma pemette di muoversi presto essendo in loco.  Per approcciare la parete la nostra scelta è stata quella di percorrere il sentiero fino al passo, poi attraversare gli enormi blocchi.  Il nevaio basale è presente ed aver avuto i ramponcini leggeri da  montare sulla scarpa da avvicinamento si è rivelata buona soluzione!

La via è nel complesso meritevole con alcuni tiri di rilievo, primo su tutti la placca rossa del secondo tiro, notevole anche l’esposta fessura fuori misura dell’ottavo tiro e non da meno l’ultimo tiro soprattutto per esposizione!

La discesa in doppia è comoda e veloce con due sezioni ove prestare attenzione a possibili incastri e blocchi instabili.

Una serie di friend fino al Camalot 2 è sufficiente, il 4 non è indispensabile… volendo addolcisce!

Ric     8 Lug. 2018

P. Brendel, L’equipe des bras cassés

Punta Brendel,  L’equipe des bras cassés

Son stato molto in dubbio se partire o meno a causa di una debilitazione fisica legata ad una caduta in bici degna di un motomondiale con incendiata e scorticata del lato sinistro, poi l’organizzazione già messa in piedi ha avuto la meglio!

Venerdì pomeriggio sono in qualche modo salito al Monzino,  forse l’aria di montagna fa effettivamente bene, il dolore da abrasione pareva meno forte o forse solo schiacciato dall’imponenza dell’aig. Noire.

Siamo stati tra gli ultimi a partire dal rifugio, erano tutti diretti zona Eccles.  Dopo un rapido avvicinamento alla Brogliatta abbiamo effettuato una doppia sulla fissa appena sostituita e cominciato l’avvicinamento sul ghiacciaio del Freney che è in ottime condizioni ma che comincia ad imporre dei giri attorno a buchi importanti.

L’accesso della via non è evidentissimo, segnato da un chiodino a lametta in un diedro abbastanza liscio apparentemente.  La prima sosta è proprio nascosta,  oltre il masso con il cordone bisogna violentarsi a scendere un po’ e proseguire a sx, io l’ho trovata solo grazie alle info di chi mi aveva preceduto!

Sul secondo tiro la sorpresa: colata d’acqua abbondante!!  Disastro!  Son stato fortemente indeciso sul da farsi,  vedevo già il mostro della ritirata sghignazzante!!!  Solo per orgoglio e non so sostenuto da qual forza innaturale son riuscito a salire la placca fradicia di 6c con spittatura a 6m. Qualche rischio l’ho preso, la caduta sarebbe stata sulle cenge sottostanti e per di più senza l’osservazione diretta dell’assicuratore!

Dal terzo tiro in avanti… alè, plasir!  La via è bella, dapprima su grigi, poi su rossi, interminabile!!

La vetta, avrei pensato meglio, comunque bella… ma la Noire è ancora lontanissima vista di lì.

La discesa, scomoda ma non scomodissima!  Le doppie son tutte in obliquo, la terza ha la scomodità che arriva su una cengia spostata e richiede qualche trigo per raggiunger l’ancoraggio, sicuramente richiedono una mano sapiente nel recupero delle corde oltre che un po’ di fortuna!

Per i collezionisti, da fare!!!!

 

Ric  30/06/2018  (anniversario dell’apertura)

PERU’2018: Cordillera Blanca

Ogni promessa è debito e quindi anche quest’anno siamo tornati nella Cordillera Blanca e come lo scorso anno, dopo un viaggio eterno, siamo stati magnificamente accolti da Zarela nella sua “casa de Zarela”, luogo di incontro per gli alpinisti provenienti da tutto il mondo; siamo io, Renato, Sacha, Karl, Alessandro, Deborah e Iris. Il nostro programma prevedeva due salite tecnicamente più facili di acclimatamento (Pisco 5752mt e Yannapacha 5460mt) per poi provarne una più impegnativa come il Chopiqualqui o l’Artesonraju; la gran quantità di neve al di sopra dei 5400mt ci ha fatto optare per un cambio programma: abbiamo così salito il Copa, 6188mt e il classico Vallunaraju, 5686mt, magnifico belvedere sulla città di Huaraz e su tutta la Cordillera Blanca. Prima del rientro abbiamo avuto ancora il tempo di una mega discesa in bici dai 4500mt del colle Ajia, al di sopra di Huaraz nella Cordillera Nigra, fino all’Oceano! Rientriamo in Italia il 17 giugno, con gli occhi e il cuore pieni di Montagne pazzesche, albe e tramonti da brivido, volti, sorrisi e gesti di persone fantastiche, cibi assolutamente tra i migliori mai assaggiati ma anche di povertà assoluta e grandi contraddizioni. Fa bene ogni tanto immergersi in queste realtà così diverse e distanti tra di noi; rappresentano per me una gran lezione di vita di cui ogni tanto ho bisogno di un ripasso. Grazie a Cesar Rosales, Guida UIAGM Peruviana per il prezioso aiuto e a MONTURA che, sempre molto disponibile ad aiutare i meno “fortunati”, ha fornito svariati capi di abbigliamento destinati alle Guide Peruviane e ai loro collaboratori.

Prossimo anno si riorganizza; come obbiettivi le cime sfumate quest’anno e un giro in Huayhuash!

A presto, Rouge.

Aldebaran – Monte Castello

La parete Est del Monte Castello è qualcosa di veramente eccezionale, lunga e con roccia di gran qualità, il Tromba ha fatto un gran lavoro, eppure le visite non sono così frequenti…  ogni volta, quando ridiscendo a valle mi do una risposta da solo, è veramente lungo!!

Questa volta, assieme a Luigi, ho ripetuto Aldebaran.  Dopo la notte al Noaschetta, soli come sempre, abbiamo fatto una partenza presto per camminare prima che uscisse il sole ed attaccato alle 8.  Alla base un piccolo nevaietto da proprio fastidio per mettersi le scarpette considerando che si parte subito con degli spalmi ed un primo chiodo distante dal suolo.

“Lo zoccolo Trombetta aggiunge continuità ed ingaggio alla via“ , quanto ti adoravo per queste Trombacazzate!!  Comunque è vero, sui primi quattro tiri si scala tra protezioni distanti con qualche caduta proprio sconsigliata, dopo si entra in un sistema di fessure gradate old style, sui 6a non si passeggia, si torcono incastri!!!  Bella, lunga e selvaggia!!  Merita un giro!

 

Ric   22 Giu. 2018