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Archive for luglio, 2018

Torino-Canzio-Boccalatte

Ore 2,15 drrrrriiiiiiiiinnnnn,  eccheppalle è già ora di alzarsi… dormirei ancora!!  La solita ottima colazione notturna da rifugio dove fatico a buttar giù due gocce di the e si parte!!

In 1,45 siamo sotto il Dente e appena comincia a schiarire, fin presto questa sveglia ma meglio presto che tardi!

I primi metri  sulla cresta di Rochefort danno la sveglia con una botta d’adrenalina, non sono ammessi passi falsi!!    La cresta è in ottime condizioni, non ci sono cornici enormi e le tracce son più che buone però il vuoto si fa sentire!

Velocemente raggiungiamo l’Aiguille e ci concediamo una prima tappa nel sole del mattino, presto ma con una temperatura già piacevole.

Ci rimettiamo immediatamente in marcia, è ancora lunga!  Neve, poi di nuovo roccia e siamo in cima al Dome, finalmente si intravede il Canzio, così vicino, così lontano!

Dal Dome il percorso è ancora abbastanza laborioso ed aereo, un paio di gendarmi rallentano la progressione, l’estetica dell’itinerario però non cala assolutamente.

Raggiungiamo finalmente la Calotte da cui ci si cala in doppia sino al bivacco dove arriviamo attorno alle 10.30.  Ahhhh finalmente adesso ci possiamo bere in serenità questa lattina di Coca Cola che ci siamo scammellati per tutta la salita, è più buona del solito!!

Affacciandosi lato Boccalatte la discesa sembra infinita ed in effetti lo è!!  Le doppie sono tutte da 30m e talvolta anche meno, il terreno non permette grosse calate però sulla parte bassa “abbiamo uscito” la seconda corda ed allungato il drop down.

Alle 13.00 ci siamo presentati per pranzo al Boccalatte, le difficoltà erano ormai finite ma a guardare quanto fosse ancora distante il fondovalle c’era da mettersi a piangere!

Abbiamo scelto il ritmo accellerato per limitare la sofferenza e l’interminabile discesa è poi durata poco più di un’ora,  i quadricipiti assieme alle ginocchia però stanno ancora gridando adesso!!!

Note tecniche:  tutti gli ancoraggi per le calate sono su fixe sia lungo la cresta che nella discesa dal Canzio.

2/3 friends di media misura e 4 rinvii son più che sufficienti, una seconda mezza corda può non guastare e velocizzare la discesa dal Canzio, sicuramente agevola nel passaggio della terminale che è abbastanza grossa.

Ric 26 Lug. 2018

Correnti gravitazionali, La Meja

Correnti  gravitazionali, Rocca la Meja

7a max, 6b+ obl. RS2+

Lassù è un piccolo angolo di paradiso!  Altopiani fioriti con l’erba rasa e laghetti sparsi qua e là, torri di calcare… non sempre sano!  Ecco il neo!!

Correnti Gravitazionali è bella, sicuramente esigente, alcuni tiri da manuale, altri tipicamente Meja ma nel complesso più che meritevole di ripetizione!

L1 da la sveglia ed L2 non è da sottovalutare, poi un trasferimento su cengia, un tiro facile ed a seguire forse il più impegnativo.  La placca a concrezioni è bellissima, difficile nel grado!  Un altro tiro facile e poi il 7a che è molto più compresso, obbligatorio non troppo severo forse addolcito da un inutile spit aggiunto successivamente. Inutile perchè il friend che si piazzava era ottimo.  I due 6b+ successivi son belli, conviene raccordare il secondo con l’ultimo tiro proseguendo sino ad uscire dalle difficoltà!

Sul tiro di 6c manca una placchetta proprio sul chiave, noi siamo passati facendo numeri da circo ma consiglio vivamente, se qualcuno intendesse ripetere, di portarla assieme a rondella e dado da 10.

Utile una serie di friend fino al 2, piccoli inclusi.  Discesa a piedi per la normale e si ripassa alla base.

 

Ric 18/07/18

Cresta del soldato, Piramide Vincent

Cresta del Soldato, Piramide Vincent

 

Le giornate quelle buone!  Partenza con la funivia alle 7.30 da Gressoney per esser alle 8,20 ad Indren.  Il rigelo è ottimo e qualche ondulazione da caldo sul manto nevoso ci fa preferire la progressione a piedi, teniamo gli sci nello zaino.  Alle 9,40 siamo sulla Giordani, ci prepariamo e dopo una barretta partiamo immediatamente per la cresta che scorre via liscia e divertente, si scala senza guanti ma coi ramponi.  Per le 11.30 siamo in vetta, qualche foto, il tempo di calzare gli sci e scappiamo a valle verso il pranzo.

12.07 siamo già ad Indren, ma la pausa impianti ci coglie al Gabiet, pranzo forzato, possiamo smetter di correre per un’oretta!!!

Ric  11 Lug. 2018

Nuovo Millenio, Rossa di Devero

Nuovo Millenio, Rossa di Devero

380m  6c+ max, 6a+ obl.

 

Sicuramente una via interessante su una parete degna di nota, vantaggio assoluto: lo scarso affollamento, svantaggio assoluto: un avvicinamento discretamente lungo!  Noi abbiamo optato per il pernottamento al rifugio Castiglioni, situato in fondo alla piana del Devero, non toglie tanta strada ma pemette di muoversi presto essendo in loco.  Per approcciare la parete la nostra scelta è stata quella di percorrere il sentiero fino al passo, poi attraversare gli enormi blocchi.  Il nevaio basale è presente ed aver avuto i ramponcini leggeri da  montare sulla scarpa da avvicinamento si è rivelata buona soluzione!

La via è nel complesso meritevole con alcuni tiri di rilievo, primo su tutti la placca rossa del secondo tiro, notevole anche l’esposta fessura fuori misura dell’ottavo tiro e non da meno l’ultimo tiro soprattutto per esposizione!

La discesa in doppia è comoda e veloce con due sezioni ove prestare attenzione a possibili incastri e blocchi instabili.

Una serie di friend fino al Camalot 2 è sufficiente, il 4 non è indispensabile… volendo addolcisce!

Ric     8 Lug. 2018

P. Brendel, L’equipe des bras cassés

Punta Brendel,  L’equipe des bras cassés

Son stato molto in dubbio se partire o meno a causa di una debilitazione fisica legata ad una caduta in bici degna di un motomondiale con incendiata e scorticata del lato sinistro, poi l’organizzazione già messa in piedi ha avuto la meglio!

Venerdì pomeriggio sono in qualche modo salito al Monzino,  forse l’aria di montagna fa effettivamente bene, il dolore da abrasione pareva meno forte o forse solo schiacciato dall’imponenza dell’aig. Noire.

Siamo stati tra gli ultimi a partire dal rifugio, erano tutti diretti zona Eccles.  Dopo un rapido avvicinamento alla Brogliatta abbiamo effettuato una doppia sulla fissa appena sostituita e cominciato l’avvicinamento sul ghiacciaio del Freney che è in ottime condizioni ma che comincia ad imporre dei giri attorno a buchi importanti.

L’accesso della via non è evidentissimo, segnato da un chiodino a lametta in un diedro abbastanza liscio apparentemente.  La prima sosta è proprio nascosta,  oltre il masso con il cordone bisogna violentarsi a scendere un po’ e proseguire a sx, io l’ho trovata solo grazie alle info di chi mi aveva preceduto!

Sul secondo tiro la sorpresa: colata d’acqua abbondante!!  Disastro!  Son stato fortemente indeciso sul da farsi,  vedevo già il mostro della ritirata sghignazzante!!!  Solo per orgoglio e non so sostenuto da qual forza innaturale son riuscito a salire la placca fradicia di 6c con spittatura a 6m. Qualche rischio l’ho preso, la caduta sarebbe stata sulle cenge sottostanti e per di più senza l’osservazione diretta dell’assicuratore!

Dal terzo tiro in avanti… alè, plasir!  La via è bella, dapprima su grigi, poi su rossi, interminabile!!

La vetta, avrei pensato meglio, comunque bella… ma la Noire è ancora lontanissima vista di lì.

La discesa, scomoda ma non scomodissima!  Le doppie son tutte in obliquo, la terza ha la scomodità che arriva su una cengia spostata e richiede qualche trigo per raggiunger l’ancoraggio, sicuramente richiedono una mano sapiente nel recupero delle corde oltre che un po’ di fortuna!

Per i collezionisti, da fare!!!!

 

Ric  30/06/2018  (anniversario dell’apertura)