Ice Fresser – Roccia Nera

Avevo individuato che la linea potesse esser salibile in occasione dell’uscita al Polluce e ne avevo parlato con Miki, poi impegni lavorativi non mi hanno permesso di organizzarmi e giustamente un manipolo di amici mi ha preceduto nell’esperimento, con riscontro positivo! Con l’occasione del ponte ed il perdurare di questo anomalo inizio d’inverno ho coinvolto il buon Lino nell’avventura e dopo aver rispolverato le picozze il venerdì, domenica ci siamo lanciati! Siamo stati dei draghi a muoverci nella folla degli sciatori e siamo sbarcati a Plateau con la prima funivia verso le 9.30 per raggiungere la base della via ed attaccare verso le 11 e qualcosa. Freddo e ventoso sul col del Breithorn, caldo ed accogliente sulla parete S della Roccia Nera, al punto da voler scalare un po’ meno vestiti di quanto avrei ipotizzato. La linea presenta una serie di risalti di ghiaccio che visti da sotto sembrano fin un po’ bianchicci ma picozze e viti tengono bene! Il primo tiro si presenta subito bello verticale con uscita non facile su una candeletta e lascia intendere lo stampo della via! Non si tratta di una vera goulotte ma piuttosto di una cascata d’alta quota con tiri verticali e passaggi anche strapiombanti. La prima lunghezza, lunga, ha la sosta in posto. Segue un secondo tiretto con passi di misto che porta alla base del muro principale, anche questo ancoraggio è in posto, l’ultimo! Il muro successivo, che noi abbiamo affrontato in due lunghezze, è entusiasmante! Aereo e divertente! La sosta del quarto tiro è in un anfiteatro con diverse fessure. La lunghezza successiva è una bella candela verticale, noi abbiamo attaccato in estrema sinistra per poi traversare da dietro ed uscire attraverso un buco in estrema destra su una piccola frangia pensile, esteticissimo! Un passaggetto di misto da accesso ad un canale dove si sosta. A questo punto si apre un piccolo labirinto. Tutto a dx sembra ci sia ghiaccio ma conduce in un vicolo cieco, conviene affrontare qualche passetto di misto e tenere la ramificazione sinistra con un bel tirone da 60m che porta alla base del diedro terminale. Temevo che l’uscita potesse esser scomoda e repulsiva, completamente in roccia, umida, invece il diedro è ben proteggibile e dotato di un chiodo a metà ma soprattutto ben appigliato e divertente. Ancora una mini candeletta da accesso agli ultimi metri di neve per superare la cornice. Conviene sostare alla fine delle difficoltà inventandosi un po’ l’ancoraggio! Passata la cornice si è a pochi metri dalla vetta, noi siamo usciti alle 16, soli, per un ultimo saluto al sole che calava a riposarsi! Durante la giornata le temperature son state fantastiche al punto da riuscire anche a scalare dei tratti di roccia a mani nude, al calare del sole le cose cambiano drasticamente e conviene tenerlo presente! Noi abbiamo acceso le frontali per rientrare al col del Breithorn, la neve è bella dura ma ci sono ancora parecchi crepacci profondi aperti. La discesa da Plateau è stata gelida ma emozionante, immersi in un mare di stelle!

Ric 6 Dic. 2015
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