All posts in Uncategorized

PERU’ 2017: ALPAMAYO, TOCLARAJIU, ISHINCA

Il 1°Giugno parto con motorone Mariojosé alla volta del Perù, un nostro sogno da tanto tempo; raggiungiamo gli skilovers Matteo e Paola per quello che si rivelerà uno dei viaggi più intensi della nostra vità!
Arriviamo a Huaraz dopo un viaggio epico: Milano-Madrid (2.30 di volo), 4 ore di attesa, Madrid-Lima (12 ore di volo, arrivo alle 5 am locali), ritiro bagagli, taxi fino alla stazione dei Bus (1 ora nel delirio del traffico di Lima), Lima-Huaraz (10 ore di Bus)…finalmente alle 21:30 arriviamo a “la Casa di Zarela”, Ostello magnifico che sarà il nostro campo base durante tutto il periodo.
Huaraz è già a 3100 mt sul livello del mare e, anche se Mario ed il sottoscritto non siamo molto acclimatati, ci sentiamo bene e decidiamo di partire per il nostro primo giro. Dopo un giorno dedicato a fare la spesa e due notti, il mattino seguente partiamo alla volta della Quebrada Ishinca, la valle più vicina a Huaraz. Il trek lungo questa valle passa sotto pareti di granito meravigliose, boschi contorti e altipiani che conducono al Rifugio Ishinca, a 4350 mt, costruito dai volontari del Mato Grosso e gestito da un fiorentino che ci ha offerto gran lezioni di vito oltre che a ottimo cibo. Il giorno dopo partiamo alle 5 e ci regaliamo la prima “smotorata” di allenamento e acclimatazione, salendo, con un ampio giro ad anello in senso antiorario il bellissimo Ishinca, 5530 mt., montagna non difficile ma che offre panorami meravigliosi. Alle 13 circa siamo di ritorno al Rifugio, gasati come la guizza, per riposare e preparare la roba per la nostra destinazione futura, il Toclaraju, 6035 mt. Intanto Matteo e Paola sono arrivati con la loro tenda nei pressi del rifugio. Il giorno dopo partiamo tutti insieme in direzione del campo base avanzato a quota 5100 circa; zaini faraonici ci piegano la schiena, ma il tramonto della sera ci fa dimenticare la fatica; siamo tutti super eccitati anche perché i giorni precedenti era stato brutto tempo con venti fortissimi mentre adesso sembra finalmente essersi messo al buono con il nostro arrivo! L’indomani partiamo in 3 alle 3 di notte mentre Paoletta ci aspetta al CB causa un fastidioso mal di pancia. La salita al Tocla è grandiosa con le ultime due lunghezze non banali, così come le vedute dalla cima. Matteo scende con gli sci e ci si ritrova al CB per mangiare qualcosa, sistemare la roba, preparare gli zaini e scendere fino al Rifugio prima e poi fino a Pashpa per ulteriori 14 km di cammino. Il taxi ci riporta poi di notte a Huaraz dove mangiamo le prelibatezze di Zarela e sprofondiamo in un sonno profondo. I due giorni seguenti sono destinati al riposo e alla spesa; paradossalmente il giorno immediatamente dopo ci sentiamo più riposati rispetto a quello dopo. Il terzo giorno si riparte, obbiettivo Alpamayo, eletto nel 1966 dalla rivista Alpinismus come la “Montagna mas linda del mundo”. Tre ore di taxi ci portano a Cashpa dove carichiamo i muli; dopo 4 ore di cammino arriviamo al primo accampamento a 3700mt; il giorno dopo altre 4/5 ore di cammino e raggiungiamo l’altro Campo a 4350mt. Qui lasciamo i muli, e raggiungiamo, con degli zaini pesantissimi, il Campo Glaciare a 5400mt, saltando d fatto il campo morena a 4900mt. Siamo tra i primi a tentare l’Alpamayo nel 2017, la parete sembra in ottime condizioni e noi stiamo bene. Optiamo per la via dei Francesi, 8 lunghezze da 60mt su neve e ghiaccio con alcuni passi verticali; la via Ferrari del 1975, sulla carta più facile, non è più percorribile a causa di un seracco/cornice che la rende di fatto esposta alla caduta di ghiaccio dall’alto. Il campo glaciare dell’Alpamayo è un posto incredibile da cui abbiamo assistito ad uno dei tramonti più magici della mia vita. La notte ha fatto freddo, tra i -15 e i -20; partiti alle 4:30 dalla tenda raggiungiamo la vetta un po’ prima delle 9, con condizioni perfette e assenza di vento. Buttiamo le doppie, raggiungiamo il campo alto e poi, raccolti la tenda e i sacchi a pelo, di nuovo giù al campo a 4350mt e poi il giorno dopo a Huaraz da Zarela, divenuta oramai nostra amica oltre che la proprietaria dell’ostello “La casa di Zarela”, che consiglio vivamente.
Un viaggio perfetto in cui la fortuna ci ha accompagnato; un solo disguido (comico) ha colpito Mariojosé che nel tragitto Stazione dei Bus-Aereoporto: lo smarrimento del passaporto, evento che l’ha obbligato a restare per qualche giorno in più a Lima!
Il 18 giugno rientro quindi in Italia da solo con gli occhi e il cuore pieni di Montagne pazzesche, albe e tramonti da brivido, volti, sorrisi e gesti di persone fantastiche, cibi assolutamente tra i migliori mai assaggiati ma anche di povertà assoluta e grandi contraddizioni. Fa bene ogni tanto immergersi in queste realtà così diverse e distanti tra di noi; rappresentano per me una gran lezione di vita di cui ogni tanto ho bisogno di un ripasso.
Prossimo anno si riorganizza! A presto, Rouge.

Tenerife climb & kite

E’ stata una fuga di qualche giorno dalle montagne senza neve! 1-10 Gennaio nell’isola dell’eterna primavera in cerca di vento e roccia! Un volo Ryanair ci ha depositati nell’aeroporto Sud dell’isola dove abbiamo noleggiato una vettura. Base a Costa del Silencio, a pochi chilometri dalla spiaggia kite di El Mèdano, non distanti dalle falesie.
L’isola raggiunge una quota massima di 3718m con il suo vulcano El Teide, il terzo più grande del nostro pianeta, la cui presenza è stata caratterizzante, in questi luoghi, per la tipologia delle rocce! Si scala solitamente in canyon su una roccia compatta, basaltica, caratterizzata da fratture nette. Molti itinerari sono chiodati, su altri ci si protegge a friends. Numerose le belle fessure! Gli ambienti sono solitamente suggestivi, la roccia rossa imbiancata di magnesite evidenzia bene le linee. La chiodatura è spesso distanziata, talvolta anche in maniera illogica, i gradi poco gentili! Si scala ad una quota compresa tra i 900 ed i 2000m sulle pendici del vulcano privilegiando l’ombra al sole! Chiaramente noi abbiamo scalato nelle giornate senza vento!!
Esistono anche delle zone di deep water solo che non abbiamo avuto modo di visitare, certo non è Maillorca ma dalle foto sembrano carine!
Un giro sul Teide merita! Quello che colpisce di più è il cambio vegetativo, l’attraversamento della “corona forestale” è molto suggestivo ed a tratti sembra di esser tra le nostre montagne. Sopra i 2000m l’ambiente cambia radicalmente e le rocce laviche la fanno da padrone. Una teleferica, volendo, porta fino a 4-500m sotto la punta!

Ric 15 Gen 2016

test

Coup de Foudre

Uff, la solita scappata sui satelliti in giornata, non avevo proprio voglia ma Lino ha insistito e devo ammettere che scalare in Bianco ha sempre qualcosa in più!!

Abbiamo scelto la via eliminando tutte le già percorse che cominciano ad esser in numero rilevante ed optato per questa bella linea di fessure sul pic Adolphe Rey, massimo 7a+, nessuna protezione in loco eccezion fatta per le soste che sono tutte su catene! Gran comodità!

Io mi son presentato avendo doppiato nella serie Camalot solo 1 e 2 ma consiglierei invece 2 serie complete, molto meglio aver doppi anche i piccoli!! Una volta in cima alla via abbiamo continuato per la Bettembourg con scalata ancora interessante!

Ric

Image Post

Etiam ultricies viverra dolor, eu convallis metus ullamcorper non. Maecenas suscipit gravida metus a venenatis. Duis vestibulum nulla at elit tristique, id porttitor justo rutrum. Maecenas libero lacus, molestie mattis nibh id, vestibulum rhoncus tortor. Proin dictum aliquam nisi sed suscipit. Donec est turpis, sodales quis felis vitae, ultricies consequat odio. Etiam mollis risus sit amet libero tristique volutpat.

Read more

Ancora ghiaccio in val Varaita

Ogni volta sembra finita ed invece un nuovo colpo di freddo permette di tirar ancora qualche picconata!!

La meteo avversa non invogliava troppo alla sciata ne tanto meno alla scalata ed allora, con Elena, abbiamo deciso di andar ancora una volta per ghiaccio! In Varaita nevicava alla grande, le cascate erano ricoperte, sull’appoggiato, da una decina di fastidiosi centimetri di neve pesante! Dopo l’ingresso agli anfiteatri superiori di Pineta Nord abbiamo optato per la linea più verticale e sgombera da neve: Mistero! Le condizioni sono ancora buone e le protezioni più che soddisfacenti. A seguire abbiamo ripetuto “la fragola sulla bocca dell’asino”, il nuovo tiro di dry in estrema sx dell’anfiteatro valutato 5/M6. 3 spit proteggono la lercia uscita in roccia!

Ric