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Petit Golliaz 4.2 E2

E’ stata la scelta dell’ultimo momento viste le temperature in rapida crescita nell’arco della giornata e l’esposizione SO del canale.

In realtà non avevo dubbi che il “race team” sarebbe stato rapido, siamo partiti alle 7.00 da Torino per calzare gli sci alle 8.30 colazione inclusa. Poco oltre le 10.30 eravamo in vetta, ora perfetta per scendere con la neve ammorbidita in superficie nel canale.

Una volta raggiunta la base e notato che sul lato N la neve era ancora farinosa abbiamo rimesso le pelli e salito uno dei canali a NE che guardano in fronte il Petit Golliaz accumulando circa 1850m di dislivello.

Qualche curva nella polvere ha sempre il suo perchè! La discesa si è poi rivelata magica sino alla macchina che abbiamo raggiunto verso le 13.

Molto consigliata!

Ric 20 Apr. 2019, ah no: 20 Feb.

Eknaton, Cogne

Eknaton è la bella cascata che chiude la Valleille.  In questo momento la traccia è ottima e raggiungerla è un po’ più agevole che in media.  Abbiamo deciso di andare per una  visita la scorsa domenica con l’idea di chiuder la stagione visto il trend delle temperature degno della primavera inoltrata.

Siamo partiti verso le 8 da Lillaz dove il termometro segnava un incredibile -8.  Ai piedi della cascata ho cominciato ad interrogarmi se la scelta dell’abbigliamento leggero fosse stata corretta.

I primi tiri sono dei brevi salti tra nevai fino alla base di un muro più importante.

Il sole ci ha raggiunti sull’arrivo alla base del suddetto muro e come d’improvviso la temperatura è salita di qualcosa come 20°.  La cascata era azzurra, bellissima, ma ha cominciato letteralmente a sciogliersi.  Il flusso d’acqua superficiale era talmente marcato che lo strato di ghiaccio più esterno si trasformava in granita, inutile parlare della tenuta dei chiodi, per fortuna la becca andava a mordere il ghiaccio ancora sano degli strati inferiori e così dando un’accelerata siamo riusciti a saltar fuori.

La situazione è fortunatamente stata diversa sull’ultimo tiro, scalato sul lato che rimane riparato dal sole, dove il ghiaccio era di ottima qualità, bucato e ben chiodabile.

Il sole sul muro basso arriva per le 10,30 conviene arrivarci prima perchè la trasformazione è pressochè immediata.   La discesa avviene con calate in corda doppia, parte su spit e parte su abalakov… inutile dire di non fidarsi alla cieca di quelle esistenti!

Ric    18 Feb. 2019

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Hotel Jorasses 4.3 E3

Hotel Jorasses 4.3 E3

Un bel canale nascosto tra le rocce, protetto da un piccolo salto di ghiaccio per accedere alla parte superiore, che in discesa richiede una doppia.  Non è neanche necessario togliere gli sci in verità!

Salita a ritmi sostenuti tracciando dapprima nel bosco e poi su per il canale dove la neve non era stata troppo rovinata dal forte vento degli scorsi giorni.

Il salto di ghiaccio è presente ed anche abbastanza dritto seppur corto. La sosta in sommità è appena stata sistemata da Remy M. che ci ha preceduti di quache giorno ed a cui devo la buona idea! Viti da ghiaccio inutili, picche in alluminio pure!!!

L’uscita sul colle al sole è molto piacevole ed in poco si raggiunge la vetta: un notevole balcone sul massiccio del Bianco.

Discesa interessante su neve soffice.

Ric    15 Feb. 2019

Necho e la luna M6 WI 4+

Necho e la luna M6 WI 4+

Bella, bellissima! Veramente una linea super!  Posizionata in una gola austera, affronta una serie di candele pensili sfruttando i punti deboli con una scalata ben meno fisica di quanto potrebbe apparire dal basso.

Siamo riusciti a ritagliare una giornata prima della nevicata annunciata che per fortuna sembra esser in corso!  L’avvicinamento è risultato tutto sommato comodo e veloce sul sentiero che risale il vallone di Necho in direzione del lago Gabiet fino a quando la cascata diviene evidente.  Noi abbiamo impiegato circa 1 ora ed un quarto senza spingere sul gas.

Le temperature erano molto fredde ed il ghiaccio estremamente fragile, il primo tiro è un “avvicinamento” su per il canale, il secondo più interessante con qualche passo verticale, il terzo si risolve velocemente e porta nel cuore della struttura, alla base del muro roccioso.  Il quarto è la via!  Un tiro di misto bellissimo che parte da una scalinata su petali di ghiaccio incollati alla roccia per poi diventare interamente roccioso e finire su tre cavolfiori pensili con passaggi aggettanti.  La parte rocciosa è ottimamente chiodata ed invita a spingere la libera, gli agganci per le picche sono ottimi in fessurine nascoste un po’ da cercare.  La pendenza permette di ragionare e guardar bene prima che gli avambracci comincino ad esplodere.  S4 è comodissima, noi abbiamo ripercorso la via dei primi salitori passando dietro alla candelina e rientrando sul muro più in alto perchè quest’ultima era vitrea e fessurata alla base.  Un bel tiro permette di uscire in coppa alla cascata.

Discesa comodissima con tre doppie di cui due su abalakov.

Grande Umby, molto apprezzata!!

Ric    30 gen 2019

Santa Toppa, Punta Caprera

Santa Toppa, Punta Caprera

Quest’anno presa d’assalto e non a torto data la linea accattivante ed una scalata molto divertente in un mix tra roccia e ghiaccio.

Noi abbiamo deciso per la versione slow start e ci siamo presentati all’attacco per le 11.30 quando le altre cordate erano già a metà linea.

Per perdere ancora un po’ di tempo ed implementare il piacere arrampicatorio abbiamo anche optato per percorrere un primo tirello di ghiaccio fine sullo zoccolo evitando un giro tra le cenge per arrivare all’attacco.  Protezioni bomba e scalata simpatica.

Il primo tiro è costituito dapprima da un pendio nevoso poi una parte rocciosa abbastanza semplice e ben proteggibile.

Il secondo tiro è il chiave, noi abbiamo moschettonato lo spit poi disarrampicato fino ad una fessurina orizzontale per traversare agevolmente a destra sino a raggiungere il ghiaccio.  Il traverso è un minimo esposto ma lo spit da una bella sicurezza. Il ribaltamento dalla nicchia è l’unico pezzo verticale della goulotte, superato questo si procede agevolmente sino in sosta.

Il terzo tiro è forse il più estetico con un passaggetto un poco più difficile, ma ottimamente proteggibile, verso metà tiro.

Il quarto è nuovamente facile.  Un pendio a 55° conduce all’ultimo ancoraggio a fixe da cui noi abbiamo optato per le calate.

Materiale:  con 4 viti corte e una serie completa di C3 e C4 sino al 3 si scala in super relax.

Alla Bellemmeglio M8-5+

Alla Bellemmeglio M8-5+

 

La salita è stata effettuata il 30/12, non ho poi avuto tempo di dedicarmi alla recensione ma ritengo che anche a posteriori valga la pena dar risalto a questa magnifica linea aperta a più riprese e “pronta al pubblico” da inizio stagione della quale non si è parlato tanto in quanto poco pubblicizzata.  Primi salitori: De Michelis P., Davit O., Bosio M.

La colata è ben visibile già dalla statale che risale la val Chisone all’altezza di Pragelato guardando in direzione val Troncea. Si tratta di un salto di circa 60m che si forma senza raggiunger terra (lo fece una volta anni addietro ma non fu salita) sulle barre rocciose della Banchetta per fusione dai nevai soprastanti.

Per raggiunger la colata è necessario prender l’impianto della Nuova Nube (corsa singola Euro 7,00) e scendere in direzione val Troncea per circa 150m fino a costeggiare la barra rocciosa. A questo punto la colata diventa visibile.

Il primo tiro attacca su roccia, la qualità è più che buona, si segue un evidente fessurino ove è necessario posizionare due microfriends per raggiungere il primo spit. Da questo punto non è più necessario integrare su roccia e si procede su terreno decisamente strapiombante sino ad agganciare l’imponente festone in ghiaccio. Dopo circa una ventina di metri si riesce a sostare in una scomoda nicchietta. Sosta su viti.

Il secondo tiro è di circa 20m ed è tutto in ghiaccio, obliquante verso sinistra per seguire la linea debole della cascata. E’ anche possibile partire a destra della nicchietta, aumentando le difficoltà in ghiaccio ed uscire sino in sommità con una lunghezza.  In caso contrario si sosta su una specie di cengia.  Sosta su viti.

Il terzo tiro attacca in traverso, uno spit protegge la parte rocciosa, poi è necessario aggirare una tendina di ghiaccio ed uscire in plein air per affrontare gli ultimi metri sino alla sommità.

Discesa con un’unica doppia su abalakov.

Dalla base della cascata conviene ricalzare gli sci e risalire sino all’arrivo della Nuova Nube per poi scendere comodamente sulle piste sino a Borgata di Sestriere ove si era lasciata la macchina.

La linea è bellissima e divertente, conviene non andare in giornate troppo fredde o ventose perché lassù è veramente un frigorifero.

 

Ric       14 Gen. 2019

 

Ski alp di Novembre

Sono state due sciate esaltanti quelle di giovedì 22 e sabato 24 su una neve assolutamente invernale.

Giovedì siamo partiti verso le 9.00 da Cheneil per raggiunger la vetta del Petit Tournalin.  La temperatura è stata inferiore allo 0° per l’intera giornata, le condizioni della montagna erano ottime.  La neve nuova appoggiava su un fondo duro sempre meno percepibile salendo.  I 15cm di fresca al parcheggio erano circa 50 in vetta.

Sabato siamo partiti dal Gabiet per salire al passo della Coppa con un paesaggio norvegese dovuto al fatto che il lago non fosse ancora ghiacciato. Dopo una discesa da manuale abbiamo rimesso le pelli e siamo saliti al Civera per poi scendere diretti sul lago.  Questa seconda discesa è forse stata fin migliore della prima!!

Ric 26 nov. 18

Rochers de Leschaux

“A boire, a boire et que le femmes se donnent!”  potrebbe esser una filosofia di vita ed invece è il nome della via che abbiamo salito sabato alla Paroi de Leschaux versant Cenise  (200m  7a max 6c obl.),  negli Aravis lato Cluses.

Si tratta di un itinerario dalle quotazioni severe che offre però un’arrampicata su roccia eccezionale fuori dalle grandi rotte!  La chiodatura è ottima,  12 rinvii son sufficienti per una ripetizione, i passaggi sono obbligatori ma la chiodatura mai pericolosa.  Per l’avvicinamento bastano una trentina di minuti.

La parete prende il sole tutto il giorno e sebbene si trovi a 1800m di quota fa caaaaaldo!! Noi siamo usciti abbastanza provati dalla temperatura sebbene in partenza dall’auto vi fossero solo 10°C.

Consigliata!

 

Ric    29 Sett. 2018

Verdon

Verdon

Evviva! Temevo per la visita 2018 ed invece almeno una toccata e fuga è stata fatta!  Con un bel record per di più: il peggior viaggio di sempre sia per arrivare a La Palud che per rientrare a Torino.  All’andata siamo stati vittime del navigatore in notturna che ci ha consigliato un direttissimo sterrato di 30km, devo dire che ha avuto le sembianze di un safari e nella notte la fauna si è resa piacevolmente visibile.  Al ritorno invece, l’esigenza di riaccompagnare il socio sulla Liguria mi ha imposto un rientro con code considerevoli raggiungendo quasi 7 ore di viaggio!!

A parte i trasferimenti il posto è sempre “oltre”, ogni volta me ne stupisco!   Colori, profumi, qualità del clima e della pietra… incredibile!

Sabato abbiamo ripetuto Tandem pour une evidence, una via che porta la firma Castroyannis ’97.  Si trova in rive gouche, per raggiungerla conviene parcheggiare all’imbocco del sentiero Martel, lato Maline e scender fino al fiume, attraversarlo per l’artistica passerella dell’Esteillé e percorrere il sentiero dell’Imbut sino all’attacco.  La via è superlativa, alcuni tiri in pieno stile Verdon, altri invece più vari con fessure, strapiombi…  molto meritevole.  Non servono protezioni veloci ma 16 rinvii.  Dall’uscita conviene salire fino alla strada che porta all’albergo Cavalieres e percorrerla in direzione di questo sino alla partenza del sentiero GR9 con il quale si ridiscende alla passerella dell’Esteillé per poi rientrare alla macchina.  L’intero giro è lunghetto, considerare una giornata bella piena!!

Domenica ce la siamo presa più relax,  dal belvedere de l’Aire siamo scesi sino alla base delle pareti, sul salto inferiore abbiamo percorso Atelier Clandestin, via che sulla guida risulta ineccepibilmente pluristellata!   Dopo una partenza violenta a freddo, si entra in una successione di gocce disegnate da un’artista.  Per uscire sul salto superiore, ben cotti dal sole, abbiamo rapidamente percorso Dolce Vita.  Sarà stato il caldo ma ne avevo un ricordo più gentile!!!!

 

Ric 23 Sett. 2018

Re Azul sempre al potere, Sea

La via originale “Re Azul” fu aperta il 23 ottobre 1986 da G.C. Grassi e P. Marchisio, rivisitata nel 2016 dalla solita equipe dei “Rocciatori di Sea” che ne hanno assolutamente migliorato la linea aprendo due tiri diretti ad uscir dalla parete.

La parte inferiore della via che corre subito a destra di Gollum è carina, la parte superiore, che ne sta invece a sinistra, è superlativa.

Il primo tiro sopra la cengia è un superdiedro di 7a+, progressivamente più difficile, ben protetto da qualche chiodo e qualche spit, ove si integrano facilmente alcune protezioni con friends C3.

Il secondo tiro invece è da manuale, una bella fessura conduce alla Separate Reality dei poveri.  Ne esce un 7b divertentissimo dove un paio di spit agevolano la progressione.

Dall’ultima sosta un breve tiretto conduce alla sommità del muro, ancora qualche bell’incastro da tirare ed un paio di stondoni per il 6c+ finale.

Discesa con due doppie secche.

Materiale:  un set di friends fino al 2, proprio volendo si possono doppiare 1 e 0,75.  8 rinvii son più che sufficienti.

 

Ric  16 Sett. 18