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Padre Pio prega per tutti – Cervino

Padre Pio prega per tutti  è una via di 660m di dislivello ed 850m di sviluppo che sale sino a quota 4000m circa per raggiungere la cima del Pilastro dei Fiori sulla parete Sud del Cervino.

La sua apertura risale al 2002 per mano di P. Gabarrou e soci nella parte bassa e dello stesso in compagnia di  C. Ravaschietto nella parte alta, ove sono racchiuse le maggiori difficoltà.

Il grado massimo proposto è 6c+ con un obbligatorio di 6b+.   Forse il tiro di 6c+ non ha un grado stretto, i tiri più facili invece sì. Gli spit ci sono, fino ad L14, ma spesso la caduta è caldamente sconsigliata.  Nella parte alta (ultimi 4 tiri) la roccia non può esser definita buona!

Da tempo mi incuriosiva questo itinerario ed ho sempre pensato che quelle belle giornate calde di settembre con poca neve in giro sarebbero state il  momento migliore per una ripetizione, così, visto il periodo di bolla anticiclonica annunciato, abbiamo programmato la salita a distanza di qualche giorno senza possibilità di rettifica.  Ovviamente le previsioni si sono deteriorate con il passare dei giorni e ci siamo trovati a scalare nelle velature del mattino e nebbie del pomeriggio, seppur in contesto di tempo stabile. Almeno le temperature son risultate idonee per una disidratazione solo parziale!!

La nostra scelta tecnica è stata quella di bivaccare zona piste sotto il Furggen per poi effettuare un accesso diretto alla parete dalle morene.  Dopo 1,30h alle 7.00 eravamo alla base dello zoccolo ed alle 7.30 attaccavamo il primo tiro relazionato della via.

L’attraversamento sotto il canale che scende dal Muzio è da brividi!  Una roulette russa di 15 minuti in salita e di una decina in discesa tra sassi che cadono!  E’ possibile che in momenti di buon innevamento possa esser meglio, quantomeno lo è la progressione sul ghiacciaio che l’altro giorno si presentava in veste “ghiaccio ricoperto da fango e detriti di varia pezzatura”.

La parte bassa della via si percorre velocemente, gli spit seppur distanziati sono ben visibilli e non si perde troppo tempo a cercare l’itinerario. L’attraversamento delle cenge non da particolari problemi.  L’headwall è invece molto interessante.  Il tiro più duro è magistrale, scalata atletica ed esposta su prese buone! Anche i due tiri prima ed i due tiri dopo hanno il loro perché.  Dopo la via si sovrappone al diedro dei fiori per un tiro e mezzo e perde abbastanza d’interesse nelle ultime 3 lunghezze,  non tanto per calo delle difficoltà quanto per qualità della roccia!!

Le doppie sono lunghe (18 più una sullo zoccolo), ovviamente solo quelle dell’headwall son belle filanti, le altre abbastanza noiose perché le corde tendono sempre ad incastrarsi su qualche  masso pensile mal ancorato, nel complesso richiedono esperienza ed attenzione!

Una via da non sottovalutare insomma, per collezionisti del genere 😉

Materiale:  una serie di C4 fino al 2 e C3 1 e 2, 10 rinvii.  Raddoppiare lo 0,75 ci è parso inutile.  Ramponi e picca per l’avvicinamento.  Casco, ma preferibilmente armatura integrale per avvicinamento ed ultimi 4 tiri!

Ric   18 Sett. 2019

Ceuse

Rapida scappata nel week end in fuga dal maltempo delle nostre zone!

Che dire? Bisognerebbe andarci più spesso, il posto è magico e la roccia pazzesca!

Sabato abbiamo salito dapprima le Cul vers l’eau nel settore cascade, 5 tiri 6b+ max. che forse di tutte è stata la meno bella, a seguire Golots a go go 3 tiri 6a+ max e quindi Sala The  2 tiri 6b max. 

Il settore in estrema sinistra della parete è ovest e va al sole da metà giornata, visto il Maestrale importante e le temperature basse abbiamo optato per  questa soluzione.

Domenica  invece abbiamo percorso una delle classiche della Grand Face: Aguirre 5 tiri 7b max.  Arrampicata sostenuta ed esposta con chiodo non sempre gentile!  Un vero gioiello!  Poi, per completare la giornata, abbiamo scelto di salire ancora qualche mono tiro.

La frequentazione della falesia era abbastanza elevata ma la gente ben sparsa nei diversi settori!

Ric       8 Sett. 2019

Valsoera, Imagine

Valsoera, Imagine

Ultima nata della parete, trova ancora degli spazi interessanti su un muro ricco di vie.  La parte bassa riserva qualche bel passaggio ma il cuore della via è costituito dai tre tiri centrali di 6c+, 7a e 6c.  Tre lunghezze molto belle e caratteristiche!

Noi siamo partiti in giornata da sotto ma sicuramente un pernotto al Pontese rende la giornata meno faticosa!  Al momento non si pestano nevai per arrivare all’attacco.

Una serie completa fino al tre e doppi dallo 0,4 al 1 per noi è stata sufficiente.  I nut piccoli servono solo se si vuol fare in artificiale il tiro di 6c+ che altrimenti si scala sullo spigoletto di sx con una discreta esposizione tra gli spit. Le tacche son sincere ma bisogna scalare bene sul livello 6c.

Meritevole!

Ric  24 Lug. 2019

Dolomiti 2.0

Dolomiti 2.0

E’ stata una fuga rapida, giusto un week end allungato per tre vie che poco hanno a che vedere con la visione classica delle Dolomiti a chiodi!

– Croda da Lago   My sweet dogs/Dibona  (7a max, 6b obl.)

– Gran torre del Falzarego    The wall   (7a+ max, 6b+ obl.)

– Saas de Stria   Ultimo Tule  (6c max, 6b obl.)

Sono tre vie su ottima roccia a spit dove è bene avere qualche friend dietro, come scritto sulle relazioni, ma dove si scala prevalentemente protetti da spit.

La bellezza dei posti è quella classica dolomitica e lo stesso vale per le discese che si svolgono sempre a piedi, talune volte su cengie e canali esposti.  Una fuga in doppia è possibile ma non è il metodo di discesa da privilegiarsi.

Ric 13 Lug. 2019

Blatiere – Midi

Blatiere – Midi

Con il caldo e l’alta pressione dei giorni scorsi salire in quota si è rivelato imperativo! 

Penso che tutte le volte che in passato avessi scalato in Blatiere mi fosse presa una ghiacciata alle mani sul primo tiro o quantomeno di non esser mai riuscito a partire in maniche corte!  Ovviamente l’idea di andare a scalare in ombra non è venuta solo al sottoscritto ed il settore si è rivelato un po’ affollato!  Fatta eccezione per Nabot Leon e L’eau rancie… le cordate si son ben distribuite sulle vie.  Noi abbiamo optato per Tsarmania, una new entry che Piola ha deciso di realizzare in occasione della richiodatura del settore avvenuta nel 2017.   Qualche bella fessura tra placche resinate, poco gentile nel grado. 7 lunghezze di corda che arrivano sulla cima del Pilier Rouge.  Quando è comparso il sole la situazione è peggiorata drasticamente, nel ritorno alla macchina dalla stazione della funivia si è rischiato il collasso!!  35° in Chamonix non si erano ancora visti!!!  E’ per questo che ero scettico nei confronti dell’idea di Lino di andare a far la Contamine alla Midi il giorno successivo!  In realtà il sole era aggressivo ma l’ambiente ben ventilato e la scalata è risultata piacevole!  Che bella via, non la ricordavo così interamente in fessura! Molto meritevole!  La nostra scelta è stata quella di calarci da sopra, arrivati alla sosta a bordo tetto della Rebuffat ci siamo legati ed abbiamo fatto un tiro in orizzontale sotto il tetto lungo circa 20m, difficoltà attorno 6a, proteggibilità ottima, che  arriva direttamente alla prima sosta della Contamine sotto la fessura ad arco.

Ric   30 Giu 2019

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Mt. Velan, canale centrale

Giusto prima dell’esplosione del caldo! Probabilmente la gita di chiusura stagionale.

Avevo già salito l’Hannibal e questa parete mi era rimasta impressa per il facile accesso e le numerose linee sciabili anche in stagione avanzata.  Sabato siamo partiti da Torino verso le 5.30, fin troppo presto visto che in vetta abbiamo aspettato un’ora e  mezza che la neve mollasse! 

Il canale si presentava in neve dura, con rigola centrale ma ben sciabile sulle contropendenze.

Forse la sensazione più particolare è stata uscire dal tetro e ripido versante ovest per rimettere gli sci e camminare nel sole sul balcone sommitale, praticamente piatto, situato centralmente rispetto ai massicci del monte Bianco e Rosa, del Vallese e Grand Combin.

In  discesa no problem, ingresso ripido sui 50° per i primi 30-40m poi pendenze ancora sostenute sino alla strettoia, sui 45° nella seconda metà!

Ric    01 Giu 2019

Mezzalama 2019

Mezzalama 2019

“Non è da tutti, non è per tutti!”  Questo lo slogan ripetuto ai microfoni più volte la sera del briefing!!  Che abbia portato sfiga?  La XXII edizione si è rivelata quella con il maggior numero di squadre ritirate di sempre a riprova del fatto che le condizioni ambientali siano state estremamente severe!

La settimana antecedente la gara la macchina Mezzalama era stata avviata e risultava difficile poterla arrestare con un semplice rinvio, l’organizzazione ha assorbito e reagito ai colpi delle perturbazioni con estrema classe, riproponendo un percorso reinventato ancora durante il corso della competizione.  Tante son state le critiche, è chiaro che il disagio legato al mal tempo si sia ripercosso anche sugli atleti, però reinventare il percorso, tracciarlo, segnalarlo, metterlo in sicurezza per farci transitare un migliaio di persone non è cosa facile e l’equipe di Favre ha fatto un lavoro eccellente!

Il tracciato alternativo si è rivelato molto vario ed interessante, le fotografie scattate sulla cresta che conduce al rifugio Sella esprimono molto bene quest’aspetto!

Nonostante tutto ciò, è stata una gara molto dura, il vento ed il gelo hanno cominciato a schiaffeggiarci da Cime Bianche per infliggere un pesante Knock down a diversi team già a Plateau Rosa.

Noi siamo riusciti a gestirci in maniera adeguata, ci siamo coperti per tempo ed abbiamo attuato tutte le strategie per non farci schiacciare dalla condizione ambientale.  La discesa legati dal passo di Verra ci ha penalizzati parecchio mentre abbiamo camminato abbastanza bene sui tratti a piedi. 

Altro aspetto curioso di questa competizione è stato quello che il percorso veniva modificato durante la gara ed ogni volta che parte del tragitto veniva percorsa si scopriva cosa sarebbe successo dopo, devo ammettere che ho apprezzato non dover salire al Naso del Liskamm una volta arrivato al rifugio Sella!!

Così si conclude, dopo 8.46h di percorso, il nostro Mezzalama nato un po’ per scherzo davanti ad una birra in Piazza Vittorio a Torino nel mese di Settembre.  Lo scherzo ha preso forma e mentre i ragazzi cominciavano gli allenamenti per preparsi, io tardavo sfruttando la stagione del ghiaccio che quest’anno è stata accettabile sino a fine Febbraio, periodo in cui ho finalmente cominciato a calzare gli sci.  Il periodo in Norvegia trascorso assieme è stato dedicato ad una full immersion sciistica, il beneficio si è sentito.  Grandi ragazzi, obbiettivo raggiunto!!

Le foto allegate a questo post arrivano dal web grazie al personale dislocato sul tracciato e sugli elicotteri

Ric           29 Aprile 2019

Norway ’19

E’ stato un viaggio ricco di emozioni, non son state tanto le salite a far la differenza, quanto l’unicità del paesaggio e la compagnia.

Il nostro arrivo è stato preceduto da una perturbazione importante che ha scaricato un discreto quantitativo di neve, vestendo le montagne di un’elegante coltre bianca su ogni inclinazione.

Abbiamo avuto modo di fare tante salite, nella giornata di punta siamo arrivati a percorrere 3000m di dislivello, la media sugli 8 giorni consecutivi è stata di 1900m/giorno.  Un bel salire ed un bello sciare.  Abbiamo ripetuto itinerari ripidi e gite più classiche, fondamentalmente nelle zone di Lyngen Nord e sull’isola di Kagen.

Ric 15/04/2019

Couloir du Capucins 4.3 E2

Couloir du Capucins  4.3 E2

Un bel canale sulla parete SE del Velan con partenza da Glassier.  Purtroppo la stagione è anomala e sembra fine Aprile, sia per quanto riguarda le temperature che l’innevamento.

Siamo partiti dalla macchina alle 7.30 sci a spalle, dapprima seguendo la strada poi per il sentiero che conduce al bivacco Savoie.  Raggiunti i piani superiori si calzano gli sci, dopo il trasferimento sul falso piano noi abbiamo optato per la soluzione più diretta calzando i ramponi e risalendo un piccolo canale.  Abbiamo ricalzato gli sci sui secondi piani e puntato dritto all’infinito conoide del canale.

L’inizio del canale non è troppo ripido e si sale ancora bene sci ai piedi, fino a dove questo si stringe e piega verso destra, a questo punto conviene calzare nuovamente i ramponi che non si toglieranno sino al colletto.

La neve è lavorata dal sole e dal vento, è presente la rigola centrale ma sulle contropendenze si scia bene. 

Noi siamo sbucati sul colletto alle 10.15, ad accoglierci un bel maestrale gelido.  Il colle è praticamente pianeggiante e l’ambiente cambia drasticamente diventando glaciale con bei crepacci e seracchi.  Sarebbe sicuramente interessante proseguire fino in cima al Velan.

La nostra discesa è cominciata alle 10.30 su una neve smollata al punto giusto, piacevole!

Nel complesso la sciabilità non è certo 5 stelle però ci siamo divertiti ugualmente.

Ric  28 Feb.

Petit Golliaz 4.2 E2

E’ stata la scelta dell’ultimo momento viste le temperature in rapida crescita nell’arco della giornata e l’esposizione SO del canale.

In realtà non avevo dubbi che il “race team” sarebbe stato rapido, siamo partiti alle 7.00 da Torino per calzare gli sci alle 8.30 colazione inclusa. Poco oltre le 10.30 eravamo in vetta, ora perfetta per scendere con la neve ammorbidita in superficie nel canale.

Una volta raggiunta la base e notato che sul lato N la neve era ancora farinosa abbiamo rimesso le pelli e salito uno dei canali a NE che guardano in fronte il Petit Golliaz accumulando circa 1850m di dislivello.

Qualche curva nella polvere ha sempre il suo perchè! La discesa si è poi rivelata magica sino alla macchina che abbiamo raggiunto verso le 13.

Molto consigliata!

Ric 20 Apr. 2019, ah no: 20 Feb.