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Mt. Velan, canale centrale

Giusto prima dell’esplosione del caldo! Probabilmente la gita di chiusura stagionale.

Avevo già salito l’Hannibal e questa parete mi era rimasta impressa per il facile accesso e le numerose linee sciabili anche in stagione avanzata.  Sabato siamo partiti da Torino verso le 5.30, fin troppo presto visto che in vetta abbiamo aspettato un’ora e  mezza che la neve mollasse! 

Il canale si presentava in neve dura, con rigola centrale ma ben sciabile sulle contropendenze.

Forse la sensazione più particolare è stata uscire dal tetro e ripido versante ovest per rimettere gli sci e camminare nel sole sul balcone sommitale, praticamente piatto, situato centralmente rispetto ai massicci del monte Bianco e Rosa, del Vallese e Grand Combin.

In  discesa no problem, ingresso ripido sui 50° per i primi 30-40m poi pendenze ancora sostenute sino alla strettoia, sui 45° nella seconda metà!

Ric    01 Giu 2019

Mezzalama 2019

Mezzalama 2019

“Non è da tutti, non è per tutti!”  Questo lo slogan ripetuto ai microfoni più volte la sera del briefing!!  Che abbia portato sfiga?  La XXII edizione si è rivelata quella con il maggior numero di squadre ritirate di sempre a riprova del fatto che le condizioni ambientali siano state estremamente severe!

La settimana antecedente la gara la macchina Mezzalama era stata avviata e risultava difficile poterla arrestare con un semplice rinvio, l’organizzazione ha assorbito e reagito ai colpi delle perturbazioni con estrema classe, riproponendo un percorso reinventato ancora durante il corso della competizione.  Tante son state le critiche, è chiaro che il disagio legato al mal tempo si sia ripercosso anche sugli atleti, però reinventare il percorso, tracciarlo, segnalarlo, metterlo in sicurezza per farci transitare un migliaio di persone non è cosa facile e l’equipe di Favre ha fatto un lavoro eccellente!

Il tracciato alternativo si è rivelato molto vario ed interessante, le fotografie scattate sulla cresta che conduce al rifugio Sella esprimono molto bene quest’aspetto!

Nonostante tutto ciò, è stata una gara molto dura, il vento ed il gelo hanno cominciato a schiaffeggiarci da Cime Bianche per infliggere un pesante Knock down a diversi team già a Plateau Rosa.

Noi siamo riusciti a gestirci in maniera adeguata, ci siamo coperti per tempo ed abbiamo attuato tutte le strategie per non farci schiacciare dalla condizione ambientale.  La discesa legati dal passo di Verra ci ha penalizzati parecchio mentre abbiamo camminato abbastanza bene sui tratti a piedi. 

Altro aspetto curioso di questa competizione è stato quello che il percorso veniva modificato durante la gara ed ogni volta che parte del tragitto veniva percorsa si scopriva cosa sarebbe successo dopo, devo ammettere che ho apprezzato non dover salire al Naso del Liskamm una volta arrivato al rifugio Sella!!

Così si conclude, dopo 8.46h di percorso, il nostro Mezzalama nato un po’ per scherzo davanti ad una birra in Piazza Vittorio a Torino nel mese di Settembre.  Lo scherzo ha preso forma e mentre i ragazzi cominciavano gli allenamenti per preparsi, io tardavo sfruttando la stagione del ghiaccio che quest’anno è stata accettabile sino a fine Febbraio, periodo in cui ho finalmente cominciato a calzare gli sci.  Il periodo in Norvegia trascorso assieme è stato dedicato ad una full immersion sciistica, il beneficio si è sentito.  Grandi ragazzi, obbiettivo raggiunto!!

Le foto allegate a questo post arrivano dal web grazie al personale dislocato sul tracciato e sugli elicotteri

Ric           29 Aprile 2019

Norway ’19

E’ stato un viaggio ricco di emozioni, non son state tanto le salite a far la differenza, quanto l’unicità del paesaggio e la compagnia.

Il nostro arrivo è stato preceduto da una perturbazione importante che ha scaricato un discreto quantitativo di neve, vestendo le montagne di un’elegante coltre bianca su ogni inclinazione.

Abbiamo avuto modo di fare tante salite, nella giornata di punta siamo arrivati a percorrere 3000m di dislivello, la media sugli 8 giorni consecutivi è stata di 1900m/giorno.  Un bel salire ed un bello sciare.  Abbiamo ripetuto itinerari ripidi e gite più classiche, fondamentalmente nelle zone di Lyngen Nord e sull’isola di Kagen.

Ric 15/04/2019

Couloir du Capucins 4.3 E2

Couloir du Capucins  4.3 E2

Un bel canale sulla parete SE del Velan con partenza da Glassier.  Purtroppo la stagione è anomala e sembra fine Aprile, sia per quanto riguarda le temperature che l’innevamento.

Siamo partiti dalla macchina alle 7.30 sci a spalle, dapprima seguendo la strada poi per il sentiero che conduce al bivacco Savoie.  Raggiunti i piani superiori si calzano gli sci, dopo il trasferimento sul falso piano noi abbiamo optato per la soluzione più diretta calzando i ramponi e risalendo un piccolo canale.  Abbiamo ricalzato gli sci sui secondi piani e puntato dritto all’infinito conoide del canale.

L’inizio del canale non è troppo ripido e si sale ancora bene sci ai piedi, fino a dove questo si stringe e piega verso destra, a questo punto conviene calzare nuovamente i ramponi che non si toglieranno sino al colletto.

La neve è lavorata dal sole e dal vento, è presente la rigola centrale ma sulle contropendenze si scia bene. 

Noi siamo sbucati sul colletto alle 10.15, ad accoglierci un bel maestrale gelido.  Il colle è praticamente pianeggiante e l’ambiente cambia drasticamente diventando glaciale con bei crepacci e seracchi.  Sarebbe sicuramente interessante proseguire fino in cima al Velan.

La nostra discesa è cominciata alle 10.30 su una neve smollata al punto giusto, piacevole!

Nel complesso la sciabilità non è certo 5 stelle però ci siamo divertiti ugualmente.

Ric  28 Feb.

Petit Golliaz 4.2 E2

E’ stata la scelta dell’ultimo momento viste le temperature in rapida crescita nell’arco della giornata e l’esposizione SO del canale.

In realtà non avevo dubbi che il “race team” sarebbe stato rapido, siamo partiti alle 7.00 da Torino per calzare gli sci alle 8.30 colazione inclusa. Poco oltre le 10.30 eravamo in vetta, ora perfetta per scendere con la neve ammorbidita in superficie nel canale.

Una volta raggiunta la base e notato che sul lato N la neve era ancora farinosa abbiamo rimesso le pelli e salito uno dei canali a NE che guardano in fronte il Petit Golliaz accumulando circa 1850m di dislivello.

Qualche curva nella polvere ha sempre il suo perchè! La discesa si è poi rivelata magica sino alla macchina che abbiamo raggiunto verso le 13.

Molto consigliata!

Ric 20 Apr. 2019, ah no: 20 Feb.

Eknaton, Cogne

Eknaton è la bella cascata che chiude la Valleille.  In questo momento la traccia è ottima e raggiungerla è un po’ più agevole che in media.  Abbiamo deciso di andare per una  visita la scorsa domenica con l’idea di chiuder la stagione visto il trend delle temperature degno della primavera inoltrata.

Siamo partiti verso le 8 da Lillaz dove il termometro segnava un incredibile -8.  Ai piedi della cascata ho cominciato ad interrogarmi se la scelta dell’abbigliamento leggero fosse stata corretta.

I primi tiri sono dei brevi salti tra nevai fino alla base di un muro più importante.

Il sole ci ha raggiunti sull’arrivo alla base del suddetto muro e come d’improvviso la temperatura è salita di qualcosa come 20°.  La cascata era azzurra, bellissima, ma ha cominciato letteralmente a sciogliersi.  Il flusso d’acqua superficiale era talmente marcato che lo strato di ghiaccio più esterno si trasformava in granita, inutile parlare della tenuta dei chiodi, per fortuna la becca andava a mordere il ghiaccio ancora sano degli strati inferiori e così dando un’accelerata siamo riusciti a saltar fuori.

La situazione è fortunatamente stata diversa sull’ultimo tiro, scalato sul lato che rimane riparato dal sole, dove il ghiaccio era di ottima qualità, bucato e ben chiodabile.

Il sole sul muro basso arriva per le 10,30 conviene arrivarci prima perchè la trasformazione è pressochè immediata.   La discesa avviene con calate in corda doppia, parte su spit e parte su abalakov… inutile dire di non fidarsi alla cieca di quelle esistenti!

Ric    18 Feb. 2019

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Hotel Jorasses 4.3 E3

Hotel Jorasses 4.3 E3

Un bel canale nascosto tra le rocce, protetto da un piccolo salto di ghiaccio per accedere alla parte superiore, che in discesa richiede una doppia.  Non è neanche necessario togliere gli sci in verità!

Salita a ritmi sostenuti tracciando dapprima nel bosco e poi su per il canale dove la neve non era stata troppo rovinata dal forte vento degli scorsi giorni.

Il salto di ghiaccio è presente ed anche abbastanza dritto seppur corto. La sosta in sommità è appena stata sistemata da Remy M. che ci ha preceduti di quache giorno ed a cui devo la buona idea! Viti da ghiaccio inutili, picche in alluminio pure!!!

L’uscita sul colle al sole è molto piacevole ed in poco si raggiunge la vetta: un notevole balcone sul massiccio del Bianco.

Discesa interessante su neve soffice.

Ric    15 Feb. 2019

Necho e la luna M6 WI 4+

Necho e la luna M6 WI 4+

Bella, bellissima! Veramente una linea super!  Posizionata in una gola austera, affronta una serie di candele pensili sfruttando i punti deboli con una scalata ben meno fisica di quanto potrebbe apparire dal basso.

Siamo riusciti a ritagliare una giornata prima della nevicata annunciata che per fortuna sembra esser in corso!  L’avvicinamento è risultato tutto sommato comodo e veloce sul sentiero che risale il vallone di Necho in direzione del lago Gabiet fino a quando la cascata diviene evidente.  Noi abbiamo impiegato circa 1 ora ed un quarto senza spingere sul gas.

Le temperature erano molto fredde ed il ghiaccio estremamente fragile, il primo tiro è un “avvicinamento” su per il canale, il secondo più interessante con qualche passo verticale, il terzo si risolve velocemente e porta nel cuore della struttura, alla base del muro roccioso.  Il quarto è la via!  Un tiro di misto bellissimo che parte da una scalinata su petali di ghiaccio incollati alla roccia per poi diventare interamente roccioso e finire su tre cavolfiori pensili con passaggi aggettanti.  La parte rocciosa è ottimamente chiodata ed invita a spingere la libera, gli agganci per le picche sono ottimi in fessurine nascoste un po’ da cercare.  La pendenza permette di ragionare e guardar bene prima che gli avambracci comincino ad esplodere.  S4 è comodissima, noi abbiamo ripercorso la via dei primi salitori passando dietro alla candelina e rientrando sul muro più in alto perchè quest’ultima era vitrea e fessurata alla base.  Un bel tiro permette di uscire in coppa alla cascata.

Discesa comodissima con tre doppie di cui due su abalakov.

Grande Umby, molto apprezzata!!

Ric    30 gen 2019

Santa Toppa, Punta Caprera

Santa Toppa, Punta Caprera

Quest’anno presa d’assalto e non a torto data la linea accattivante ed una scalata molto divertente in un mix tra roccia e ghiaccio.

Noi abbiamo deciso per la versione slow start e ci siamo presentati all’attacco per le 11.30 quando le altre cordate erano già a metà linea.

Per perdere ancora un po’ di tempo ed implementare il piacere arrampicatorio abbiamo anche optato per percorrere un primo tirello di ghiaccio fine sullo zoccolo evitando un giro tra le cenge per arrivare all’attacco.  Protezioni bomba e scalata simpatica.

Il primo tiro è costituito dapprima da un pendio nevoso poi una parte rocciosa abbastanza semplice e ben proteggibile.

Il secondo tiro è il chiave, noi abbiamo moschettonato lo spit poi disarrampicato fino ad una fessurina orizzontale per traversare agevolmente a destra sino a raggiungere il ghiaccio.  Il traverso è un minimo esposto ma lo spit da una bella sicurezza. Il ribaltamento dalla nicchia è l’unico pezzo verticale della goulotte, superato questo si procede agevolmente sino in sosta.

Il terzo tiro è forse il più estetico con un passaggetto un poco più difficile, ma ottimamente proteggibile, verso metà tiro.

Il quarto è nuovamente facile.  Un pendio a 55° conduce all’ultimo ancoraggio a fixe da cui noi abbiamo optato per le calate.

Materiale:  con 4 viti corte e una serie completa di C3 e C4 sino al 3 si scala in super relax.

Alla Bellemmeglio M8-5+

Alla Bellemmeglio M8-5+

 

La salita è stata effettuata il 30/12, non ho poi avuto tempo di dedicarmi alla recensione ma ritengo che anche a posteriori valga la pena dar risalto a questa magnifica linea aperta a più riprese e “pronta al pubblico” da inizio stagione della quale non si è parlato tanto in quanto poco pubblicizzata.  Primi salitori: De Michelis P., Davit O., Bosio M.

La colata è ben visibile già dalla statale che risale la val Chisone all’altezza di Pragelato guardando in direzione val Troncea. Si tratta di un salto di circa 60m che si forma senza raggiunger terra (lo fece una volta anni addietro ma non fu salita) sulle barre rocciose della Banchetta per fusione dai nevai soprastanti.

Per raggiunger la colata è necessario prender l’impianto della Nuova Nube (corsa singola Euro 7,00) e scendere in direzione val Troncea per circa 150m fino a costeggiare la barra rocciosa. A questo punto la colata diventa visibile.

Il primo tiro attacca su roccia, la qualità è più che buona, si segue un evidente fessurino ove è necessario posizionare due microfriends per raggiungere il primo spit. Da questo punto non è più necessario integrare su roccia e si procede su terreno decisamente strapiombante sino ad agganciare l’imponente festone in ghiaccio. Dopo circa una ventina di metri si riesce a sostare in una scomoda nicchietta. Sosta su viti.

Il secondo tiro è di circa 20m ed è tutto in ghiaccio, obliquante verso sinistra per seguire la linea debole della cascata. E’ anche possibile partire a destra della nicchietta, aumentando le difficoltà in ghiaccio ed uscire sino in sommità con una lunghezza.  In caso contrario si sosta su una specie di cengia.  Sosta su viti.

Il terzo tiro attacca in traverso, uno spit protegge la parte rocciosa, poi è necessario aggirare una tendina di ghiaccio ed uscire in plein air per affrontare gli ultimi metri sino alla sommità.

Discesa con un’unica doppia su abalakov.

Dalla base della cascata conviene ricalzare gli sci e risalire sino all’arrivo della Nuova Nube per poi scendere comodamente sulle piste sino a Borgata di Sestriere ove si era lasciata la macchina.

La linea è bellissima e divertente, conviene non andare in giornate troppo fredde o ventose perché lassù è veramente un frigorifero.

 

Ric       14 Gen. 2019