Spesso le cose nascono un po' all'ultimo momento e talvolta un po' per caso, così è successo con Luigi in virtù di un rivoluzionamento dei programmi dovuto alle previsioni meteo! Destinazione scelta la sera prima: rifugio d'Argentiere! Bene, con tre giorni disponibili, penso, è la volta di salire Le Pyrate che è altrimenti impensabile dovendo tornare a prender la funivia!

Giovedì siamo saliti al rifugio con calma: partenza ore 8 da Torino, ma per non perder tempo arrampicatorio utile, siamo andati alle Aig. du Refuge dove abbiamo salito la Bettembourg Gillet. Una bella linea di fessure caratterizzata da due tiri in diedro, soste attrezzate a spit, ottima per una mezza giornata.

Venerdì è stato il giorno centrale: il tempo in compenso avrebbe potuto esser migliore, velature e fresco ci hanno accompagnato per tutta la giornata fino ai temporali che abbiamo preso all'ultima doppia e sulla via di rientro al rifugio.

La via merita un approfondimento: tutto sommato la scalata è piacevole, mai estrema e quasi interamente sprotetta. Le soste sono mediocri, spesso uno spit da 8 vecchio ed uno un pelo più recente, i cordoni: imbarazzanti! Ci si trova continuamente spersi in un mare di granito senza chiare indicazioni, scegliere la via visivamente più facile risulta sempre vincente e se non si trova la sosta è solo perchè bisogna continuare a salire: spesso quasi tutti e 60 i metri a disposizione.

Raggiungere la base del pilastro è già stata una via! Una prima terminale a metà pendio impone una progressione più che corretta su ghiacciaio. La seconda terminale, quella vera, è enorme. Invalicabile sul lato del couloir ad Y, nè in direzione della via. Noi abbiamo fatto un tiro di corda da 60m in estrema sinistra per far sosta contro le rocce, il più riparati possibile da possibili cadute di massi provenienti dal canale detritico che si ha sopra la testa. Di lì abbiamo continuato con una lunga traversata di 60m tra la massa di neve sospesa costituente il labbro superiore della terminale e la roccia, proteggendoci su roccia, fino a raggiungere la verticale del pilastro. Non abbiamo attaccato per il canale a fianco a quello ad Y come indicano alcune relazioni ma per delle fessure facendo un vero e proprio tiro da 50m con sosta a chiodi in cima. Qui abbiamo lasciato tutta l'attrezzatura. A seguire tre tiri di detriti fin sotto i pilastri. E' evidentissima una bella sosta a fix con cordino giallo: beh, non c'entra niente! Noi l'abbiamo utilizzata per le calate! Dalla sosta bisogna spostarsi decisamente a sinistra e scendere lievemente fino a delle pietre accatastate contro la parete che segnano l'attacco della via. Guardare in alto lascia dubbi, ma è proprio lì! Ci sono alcuni cordini passati a clessidra in alcune lame inquietanti, a guardar bene si vedono due chiodi, nel primo non entra il rinvio ed il secondo si sfila a mano! Ecco: benvenuti! Il resto della via prosegue così, con incertezza fino al primo tiro di 6a su cui compaiono due spit. Un bel tiro...
La via è molto più impegnativa di quanto possa sembrare sulla carta, giustamente rivalutata dalla guida 'MonteBianco anni 90' rispetto alle relazioni originali. Richiede esperienza ad usare le protezioni, a ricercare l'itinerario, ad esser veloci perchè i metri non sono assolutamente 350! Per tornare alla base del pilastro le doppie son 9 e mai meno di 45/50m, in più sotto ci son altri 4/5 tiri

1 serie di Camalot fino al 3 inclusi i C3 e qualche nut per noi è stata sufficiente, chiaro che si deve prevedere di protegger in maniera non troppo ravvicinata.
La calata, da dove abbiamo lasciato il materiale, si fa da una sosta a spit nuova e deposita in cima alla enorme terminale, io mi ci son calato dentro e son passato dall'altra parte, sotto una piacevole grandinata, col terrore dei massi cadenti dal couloir ad Y e dalla cengia detritica soprastante, attraversando un esile ponte di neve che non so quanto durerà con queste temperature! Che dire: un'avventura!

Sabato non eravamo freschissimi ma il tempo era ancora buono ed abbiamo scelto una via più recente per non vedere più protezioni obsolete ed appenderci sereni 😉
Vive la jeunesse (6b, 6b, 6c+,6b+,6b,6b) è una linea meritevole sulle aig. du Refuge a 10 minuti di avvicinamento, prevalentemente in fessura con diverse protezioni da posizionare, assolutamente meritevole di ripetizione!

Ric 6-7-8 Lug.