Venerdì prima scalata in Bianco della stagione, meglio tardi che mai! Certo il clima sino ad ora non ha aiutato molto! Il progetto era quello di restare a Chamonix tre giorni ma il sabato temporalesco ci ha un po' sconfortati ed abbiamo optato per la fuga in giornata.
Mi sarebbe piaciuto andare verso il Clocher du Tacul ma il socio di cordata ha optato per l'Adolphe Rey ed abbiamo approfittato della recente ripetizione di Matteo con accurata descrizione per orientarci tra diedri, fessure, spit e vecchi chiodi sparsi per la parete!
La via è tutto sommato bella, come potrebbe esser il contrario lassù? Meno però rispetto alle più famose, soprattutto per la qualità della roccia che è un po' sbricciolina sotto i piedi!
Note tecniche in aggiunta alla preziosa relazione qui riportata:
http://matteo-giglio.blogspot.it/2016/06/pic-adolphe-rey-marzipanpan.html
1) Dallo spit di sosta di L1 traversare a dx nel diedro e non procedere nella fessura soprastante seppur in alto si vedano degli spit: sono di Inuit. Usciti dal diedro traversare a dx e reperire due spit in placca prima di un fessurino fine (in cui si piazzano bene nuts e friendini piccoli). Il tiro è parecchio lungo.
2) Sul tiro di 7a conviene partire nella fessura di dx, poi spostarsi su quella di sx in corrispondenza del tettino, una volta ribaltati fuori si vedono gli spit che traversano in placca.
3) Non abbiamo trovato la sosta sul tiro di 5+, la terrazza era innevata, il percorso però è evidente. Si percorre il diedro che porta sotto al tetto triangolare per poi traversare a dx.
4) Dalla forcella da cui esce la via, traversare a dx per circa 15-20m fino a recuperare la catena di Police de Glaciers da cui ci si ricala all'esatto punto di partenza.
Ric, 1 Lug 2016






