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Aiguille de l’Argentiere, Flèche Rousse

L’estate 2014 non sarà di certo ricordata per il bel tempo…settembre invece ci sta regalando qualche bella giornata di sole e tempo stabile, con temperature fredde e ottime condizioni sulle montagne!

Con Sacha decidiamo di partire alla volta della cresta “Flèche Rousse” all’Aiguille de l’Argentière, una salita di misto tornata relativamente di moda grazie al suo inserimento tra le 100 più belle del Monte Bianco da parte della Guida Alpina Philippe Batoux. Nonostante ciò, poca gente e tanta avventura…Con noi la Guida Alpina Matteo Bernasconi e Viviana. Iniziamo con un bel bivacco sotto le stelle ed una luna piena accecante…il rifugio invernale è ti infatti pieno di gente che andrà verso altri lidi.

La cresta si svolge sulla linea spartiacque tra il ghiacciaio des Amèthiste e quello di Salèina, regalando magnifiche vedute sulle pareti Nord del bacino dell’Argentière, sulle Grandes Jorasses e sul Monte Bianco; non sempre la roccia è ottima, soprattutto nella parte iniziale, mentre in alto è Granito rosso meraviglioso; una doppia da 15 mt porta alla sella nevosa che precede la cima.

Utili 3-4 friends, fettucce, corda da 35mt.

Rouge

Coup de Foudre

Uff, la solita scappata sui satelliti in giornata, non avevo proprio voglia ma Lino ha insistito e devo ammettere che scalare in Bianco ha sempre qualcosa in più!!

Abbiamo scelto la via eliminando tutte le già percorse che cominciano ad esser in numero rilevante ed optato per questa bella linea di fessure sul pic Adolphe Rey, massimo 7a+, nessuna protezione in loco eccezion fatta per le soste che sono tutte su catene! Gran comodità!

Io mi son presentato avendo doppiato nella serie Camalot solo 1 e 2 ma consiglierei invece 2 serie complete, molto meglio aver doppi anche i piccoli!! Una volta in cima alla via abbiamo continuato per la Bettembourg con scalata ancora interessante!

Ric

Chamonix-Zermatt, la traversata più bella delle Alpi

Day1: Vento forte, impianti chiusi… si prospetta una giornata lunga con partenza da Lognan ma alle 9.00 una corsa speciale per gli alpinisti ci permette di raggiungere un Grand Montet sferzato dai venti forti da NO che rendono il manto nevoso completamente ghiacciato. Scendiamo verso l’Argentiere e risaliamo il col du Chardonnet dove ci caliamo sul versante opposto, alla fine della calata Paul ha perso tutti e due i ramponi, cominciamo bene! Risaliamo alla fenetre du Tour e poi al col della Tete Blanche per render più interessante il nostro arrivo sul Trient dove staremo benissimo visto lo scarso affollamento!

Day2: Partenza albeggiante in direzione Verbier! Il tempo ottimo ci impone di cambiare i programmi e decidiamo di allungare la tappa evitando di fermarci a Montfort! Scendiamo per poi risalire al col des Ecandies che mi toccherà affrontare con un sol rampone, quindi fino a Verbier dove ci aspetta il pulmino che ci farà da taxi fino a Verbier. Risaliti con gli impianti fino al col de Gentianes affronteremo prima il Chaux poi il Momin per raggiungere la cima della Rosablanche con un panorama mozzafiato! Da lì scenderemo sul Prafleuri per un pomeriggio di relax con doccia e sole!

Day3: Tempo in cambiamento! Partenza senza perdite di tempo in direzione Dix, saliti al colle la discesa sarà in buone condizioni con qualche metti/togli di sci fino al pas du Chat. Raggiungeremo la capanna verso le 13 tra i primi fiocchi per concederci un pomeriggio di gozzovigliamento al rifugio tra cibo, birre e giochi da tavola!

Day4: Purtroppo le annunciate schiarite mattutine non si vedono, partiamo lo stesso tra le nuvole per provare a raggiunger la Pigna d’Arolla ma a quota 3500m siamo fermati da un vento fortissimo e da una visibilità nulla oltre che dall’idea di due dispersi ancora in attesa di soccorso sulla montagna! Traccio in 40cm di fresca con dietro 50 persone ma al nostro dietro front tutto il serpentone decide per la ritirata. Si scende verso il Pas de Chevre dove una scaletta metallica quasi verticale per una quarantina di metri permette di svalicare. Da lì divalliamo ancora verso Arolla per poi risalire la via normale alla Cabane de Vignettes che raggiungeremo in mezzo alla tormenta. Una tappa da quasi 2000m, alquanto provante! Le speranze di raggiunger Zermatt sono poche e propongo al gruppo di tentare la Pigna nella breve schiarita mattutina prevista per il giorno a seguire

Day5: ci svegliamo alle 5.30 con una giornata da manuale, le nuvole sono scomparse! Tempo di rendersi conto che non è un sogno e siamo già di partenza per il col de l’Eveque, primo valico che ci separa dal nostro punto d’arrivo! A tracciare qualche atleta in preparazione per la Patrouille e noi dietro comodamente a scrocco! Raggiungiamo il colle e ci concediamo un ad discesa grandiosa in polvere lato Bertol, ricalziamo le pelli e saliamo al col Brulè, da lì scendiamo sul balcone glaciale sospeso sopra il rifugio Aosta per risalire al col de Valpelline, poi in cima alla Tete! Ancora una volta il panorama è impareggiabile, Cervino e Dent d’Herens si mostrano in tutta la loro bellezza! Non ci resta che scendere! Una lunga progressione fino a Zermatt dove ovviamente festeggeremo la riuscita della nostra traversata!

Ric

Tour Ronde – Rebuffat

Ho sfruttato con Lino l’ultima giornata di questo lungo periodo anticiclonico salendo la Rebuffat alla Tour Ronde.

Le condizioni sul massiccio non sono ottimali, è nevicato poco e si vede! Poi il vento ha pensato al resto… La goulotte non era quindi particolarmente fornita in ghiaccio, ma salibile e divertente! L2 è quasi interamente in roccia ed il passaggio del blocco incastrato richiede decisione su alcuni movimenti impegnativi protetti da un piccolo nut martellato su un blocco incastrato! Domani son previste nevicate… tutto da rivedere!

Ieri mattina eravamo 5 cordate in partenza per goulottes differenti, la funivia sul lato francese era ancora chiusa, ho raramente vissuto il Bianco con così poca gente in giro!!

Ric

Patagonia

Patagonia, terra di sogni: selvaggia, lontana, impervia. Io e Mario partiamo alla volta di questa terra magica, dove raggiungiamo gli amici Marco “Majo” Majori e Marco Farina. Il tempo dà una finestra di bel tempo di due giorni e quindi partiamo subito per il nostro obbiettivo, la goulotte Amy-Vidhaillet all’Aiguille Guillamet. Al ritorno facciamo il nostro primo incontro con il vento patagonico…cartelle che ti buttano per terra e alzano pietre! Dopo 17 ore rientriamo a El Chalten.

Dopo qualche giorno di riposo e qualche kg di “bife de lomo” si riparte per la Poincenot; le condizioni non sono molto buone a causa dell’improvviso rialzo termico che fa si che la neve abbia un pessimo rigelo notturno; saliamo tre tiri oltre la rampa Whillans e poi scendiamo a causa di un vento sempre più forte e di nuvole sempre più minacciose; rientriamo sfatti ad El Chalten alle 3 di notte dopo una 27 ore NO STOP.

Ancora tre giorni e ripartiamo: direzione la via Argentina alla Mermoz; questa volta fa freddo…e troviamo le fessure intasate da neve e ghiaccio!

L’ultima nostra scorribanda la effettuiamo in una due giorni fino al “Paso del Viento”, luogo magico ed emozionante, raggiunto dopo 40 km a piedi senza incrociare anima viva, dove si avverte tutta la selvaggia potenza della Patagonia e della Natura in generale; un balcone perfetto sullo Hielo Continental, il Re dei ghiacciai.

Ci ritorneremo.

A presto,

Rouge

Traversata Aiguilles de Chamonix

Gran cavalcata a fil di cielo con Angelo! Partiti con la benna delle 7:00, alle 19 arriviamo sul Fou, dove bivacchiamo 10 metri sotto la cima, versante Mer de Glace.

Ottimo posto da bivacco, notte con una luna piena accecante e stellata fotonica! La salita al Fou ci ha rallentati un pò perchè un crollo ha interessato i due tiri finali che sono così molto impegnativi. Fino al Fou si sta soprattutto sul lato di Chamonix, alternando doppie a traversate su roccia spesso dubbia lungo strette cenge; dal Fou in poi le difficoltà diminuiscono considerevolmente e la roccia diventa migliore; si seguono cenge lato Envers des Aiguilles che portano sul filo della cresta sotto la Blaitiere; da qui per tracce fino al Couloir Spencer.

Utile 2 corde da 50mt, una serie di friends fino al 2 BD, numerose fettucce e moschettoni da abbandono x le doppie.

Rouge

Obergabelhorn

Anche questa volta condizioni epiche per il mio 64° “4000”, in compagnia dell’amico MarioJosé:  Obergabelhorn.

Avevo già fatto demi-tour altre 2 volte su questa Montagna e sempre per le brutte condizioni della parte finale; questa volta la meteo non annunciava temporali e abbiamo quindi “forzato” la salita, rientrando a metà pomeriggio alla Rothornhutte, rifugio svizzero dall’ottima accoglienza. Utile corda da 40mt; no nut e/o friends.

Rouge

Envers des Aiguilles

Dopo aver salito l’Eau rance d’Arabiue e la Splendida Rébuffat al Peigne con uscita sulla fessura Lepiney, siamo andati all’Envers des Aiguilles per salire Pedro Polar e Marchand de Sable, due gran classiche della zona.

Fessure perfette alternate a placche tecniche anni ’80… ottima accoglienza al Rifugio, gestito da Eve e Sara…molto ambience CAMP 4! Soste ok, spit nuovi, utile raddoppiare qualche friends piccolo, max il 2 BD (giallo).

Rouge

Dom du slot – Genius e Grimsel – Saggitarius

Magnifica due giorni di arrampicata in Svizzera. Martedì sera siamo saliti alla Burghutte, ai piedi del Fieschgletcher; il mattino dopo sveglia alle 6:30 e dopo un avvicinamento epico siamo finalmente alla base del Dom du Slot.

Génius è una via anni ’80 dei Fratelli Rémy, il che vuol dire: protezioni distanti, spittatura spesso ad minkiam, e stessa sensazione durate gran parte della salita: se questo è 6a, allora io non ho mai fatto un 6b in vita mia!!! (probabile comunque!) I Rémy gruber sono davvero dei diavoli in placca! La via è magnifica, l’ambiente straordinario. Utili 3-4 friends fino al rosso BD. Ottime doppie sulla via.

Ritornati al rifugio alle 22 dopo un’epica discesa su morena verticale, il giorno dopo siamo andati al Grimsel a fare una via molto più “plaisir” di Jurg Von Kanel, Sagittarius, situata sulla struttura denominata Gelmerfluh; indimenticabili le fessure del 6° e 7° tiro, una vera goduria! Dopo L10 la via perde di interesse e la roccia diventa mediocre.

Rouge

Sanech

Dopo il warm up di giugno su una via più semplice (Pole et mique) e una bella via alle Tenailles de Monbrison (Vol et Volupté) la settimana scorsa, eccomi di nuovo qui in Sanesch, a 40 minuti da Sion.

Questa volta sono con Stefano e il nostro obbiettivo è “le chemin de l’extreme”. Tutte le vie di questa parete di calcare sono state attrezzate da quei diavoli dei fratelli Rémy negli anni ’80, il che è sinonimo di pochi spit e tanto ingaggio. La roccia è una delle migliori su cui abbia mai arrampicato, dove bisogna “tenersi” ma anche scalare bene e dove, se non si usano i piedi, non si sale.

Ed ora, next stop, Wenden!

Rouge