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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

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Pantagruel-Petit Jorasses

E’ indubbiamente una delle “must line” del massiccio assieme a numerose altre. Un’arrampicata varia ed elegante, impegnativa, soprattutto in alto, sita in un luogo ameno e selvaggio raggiungibile solo con qualche ora di cammino.

Siamo partiti venerdì sera dopo una giornata di caldo fotonico nella pianura e la partenza è stata una mezza barzelletta perché arrivati al punto d’attacco, ci prepariamo e poi… mancava la passerella sulla Dora! Allora penso di attraversarla scalzo e tiro qualche sasso in acqua per vedere di capire volumi e forze in gioco: ce n’è troppa! Provo a fare una chiamata a qualche local per vedere se mi son rincoglionito del tutto o cosa… Eh no, si parte proprio di lì! Mmmmm, non c’è verso, allora penso di scender con l’auto qualche tornante e partire sul vecchio tracciato ma dopo una giornata di caldo i torrenti son gonfi da paura e mi si visualizza il mega pacco! Nooo, non ci posso credere. Alla fine con un po’ di insistenza alle 20.00 raggiungiamo il Gervasutti!

Dopo una notte d’eccellenza ed una comoda sveglia alle 6.30 ci prepariamo e riscendiamo la fissa per metter piede sul ghiacciaio. La neve è quasi rigelata, fa caldo, si è sciolta velocissima ed in numerose zone affiora già quella vecchia, si preannuncia una nuova estate di patimento per quegli ambienti!

L’attacco della via è abbastanza evidente, la terminale caotica e laboriosa ma non particolarmente difficile da superare. Per le 8.30, in pieno sole, attacchiamo! E 1, 2, 3, 4,… 11… ma quanti ce n’è? Lunga, e lunghi pure i tiri! Tra l’altro meno gentili nel grado che su altri itinerari. Il 12 è il famoso 7b degli scavi, va beh quasi non si nota neanche siano scavate… bel viaggio! 13 di nuovo 7a, per fortuna siamo entrati in ombra ma i piedi gridano lo stesso e le braccia avendo sentito i piedi, cominciano a gridare pure loro!! 14 è un 6a+ plasir per toccare la vetta, prender un raggio di sole, far una foto alle aig. du Midi da quest’angolazione e fiondarsi a terra in doppia sperando di non far Gazzate ed incastrare una corda!
Fila tutto liscio, persino la terminale in discesa è una passeggiata e sciando senza sci, nella powder estiva, divalliamo rapidamente verso la macchina che è un puntino irriconoscibile laggiù!

Nota tecnica:
Utilizzato un set di friends Camalot fino al #3 e qualche nut piccolo sulle fessure fini della parte bassa.
Attacco nella zona di rocce rotte compresa tra il diedro Bonatti ed il canalone a destra. Spit con mallo a circa 10-15m dal ghiacciaio, poi sulla sx del diedro.

Ric 17 Giu.

Verdon 2017- atto primo

… wow… quanto tempo… le ultime news sono ancora sciistiche, troppo trotterellare e nessun nuovo post! Beh, inseriamo uno dei più belli degli ultimi tempi: 5 giorni in Verdon con Luigi. La lavanda non era ancora esplosa, ma colori e profumi di Provenza son stati inconfondibili come sempre!!

Mercoledì siamo arrivati tarduccio, eran già le 15, giusto “two seconds” per montar la tenda ed un altro paio per lanciar dentro la roba inutile, poi no stop alla Carrelle! Doppie e alè: prima via!!! Serieux s’abstenir fa parte della old school, gradi poco gentili, chiodo non azzerabile! Bellissima, corre a fianco alla più semplice Ticket danger.

Giovedì spariamo il nostro colpo e ci lanciamo su Duc. Serie limitèe è un itinerario noto a molti, qualche tiro più tecnico che energico sulla prima metà e viceversa sulla seconda. Spaziale!

Venerdì ci svegliamo col tempo grigio ma già durante la colazione ritorna il sole e per mezzogiorno attacchiamo con il classico Azzurro Provenza ed un bel Maestrale in poppa! Sperimentiamo una parete nuova, attrezzata nel 2015 zona lago. La via è l’eperon de Venellois, qualche tiro sublime ma anche qualcuno non esaltante. Va beh, era la via di descanso.

Sabato top route del periodo. Les mains dans le sel, settore Styx! La descente c’est deja une promenade dice la guida, vero!! L’ultima doppia, nel vuoto, deposita in una nicchia sospesa sopra lo Styx. Quando ho chiesto al francese avanti a me cosa cavolo fosse sto Styx mi ha guardato come se fossi il peggiore degli ignoranti e mi ha spiegato: mitologia, Cerbero… ahhhhhh, lo Stige!!! Eh va beh… La via è esaltante, oserei dire: #solotiribelli

Domenica, eh la fatica cominciava ad affiorare e così abbiamo scelto una vietta plasir: pour une poignee de gros lards. Massimo 6b ma nuovamente tiri da antologia!!
Per le 13 siamo di nuovo in campeggio, tempo di una doccia e si riparte! Che scialla il Verdon!!!

Ric 17/21 Maggio 2017

Punta Delà-Champorcher

Sabato è stata una giornata di sci ripido in quel di Champorcher, la strada è percorribile fino a Dondena e gli sci si calzano dalla macchina. I versanti sud sono completamente scoperti, ma a nord si scia ancora molto bene.
La nostra giornata è nata un po’ per caso, guardandoci attorno per scegliere cosa più ci piaceva e la carta per vedere che il giro fosse raccordabile. Abbiamo dapprima seguito la neve in direzione del col du Moussaillon per poi piegare sul Delà che abbiamo parzialmente risalito coi ramponi ad eccezione del triangolo sommitale sul quale ci siamo impegnati con alcuni facili passi di arrampicata. Dalla vetta siamo scesi per il ripido versante N su Clavalitè e raggiunto il vallone abbiamo rimesso le pelli per rientrare al col di Moussaillon da Nord sapendo che sul versante opposto saremmo riusciti a sciar bene!
La giornata è stata fredda e limpidissima con un leggero vento da Nordovest, la neve sui versanti in ombra non ha praticamente mollato in tutto il giorno. Dalla cima della Delà il panorama sul circondario era grandioso e mi è piaciuta una linea molto diretta dalla macchina su un’antecima della Beccher che ho poi scoperto chiamarsi M.te Pragelas… beh, ma quella è storia di due giorni dopo!!
Ric 22 Apr. 2017

A zonzo per la Svizzera

L’incontro con Peter era fissato giovedì sera alla stazione di Visp, il timing è stato perfetto. Un breve boccone e ci siamo diretti ad Arolla per pernottare in prossimità del punto di partenza del giorno seguente. La mancanza di neve, certo, si fa sentire anche in Svizzera.

Il venerdì siamo partiti lungo il percorso classico per raggiungere la Cabane du Bertol che si è rivelata molto affollata. Come aspettarsi altro con una situazione meteo così favorevole?!
In realtà i programmi risultavano ancora da definire, forse l’aig. du Tza, forse… alla fine l’affollamento ci ha fatti propendere per effettuare un tour il giorno successivo e poi cambiar zona.

Sabato infatti siam partiti alla volta del Dent du Bertol dopo aver lasciato defluire il traffico dei partenti per Zermatt. L’itinerario è abbastanza breve ma molto piacevole con un ripido pendio finale. Per il gusto del giro ad anello siam scesi direttamente dal ghiacciaio pensile del Dent su Arolla.
Tempo di cambiarci, asciugarci e riporre il materiale e ci siam spostati in direzione Saas Fee.

Domenica è stata la volta dell’Allalinhorn, una giornata da manuale, limpidezza assoluta e totale assenza di vento. Poi una piacevole discesa fino alla Britannia Hutte che ricordavo come un posto infernale per il trattamento ricevuto. Devo dire che questa volta mi son dovuto ricredere: clima piacevole e malgrado l’affollamento ampi spazi per tutti!

Lunedì con una sveglia alle 4.45 siam invece partiti per il Rimpfishhorn. Che lungo il trasferimento per arrivare sotto la montagna! Un’altra giornata fantastica, alle 10 abbiamo attaccato la piramide sommitale che tutto sommato si è presentata in buone condizioni. In realtà avrei immaginato più facile il tratto sommitale! Per le 14 eravamo alla Britannia a calmar la sete con un po’ di birra. Dopo esser scesi a Saas Fee e girato per la cittadina con i trenini elettrici onde evitare ulteriori camminate, ci siam spostati sotto il Sempione.

Martedì abbiamo optato per la parete NE del Galehorn. Pendenze fino a 40-45 gradi ed una salita abbastanza diretta. Scendendo alle 11 abbiamo ancora trovato ottima neve nella parte alta mentre sotto si sprofondava parecchio.

Ric 7-11 Apr. 2017

Pointe Yeld

La discesa dalla Yeld rientra tra le major ski lines, non tanto per la difficoltà quanto per la bellezza e severità dell’ambiente! Il percorso è alquanto vario perchè partendo da punta Helbronner si attraversa tutto il glacier du Geant per salire un pendio a 50° di un centinaio di metri seguito da una cresta che conduce ad un primo colletto, ci si trova qua sulla cresta O del Dente. Dalla cima del colletto si scia su un ghiacciaio sospeso avvicinandosi al bordo del seracco, quasi al fondo si reperisce sulla destra una breche alla quale si giunge dopo una quarantina di metri di arrampicata su misto. Da qui comincia la discesa vera e propria. La parete è caratterizzata da alcuni seracchi e proprio questi costituiscono l’ostacolo maggiore perchè per aggirarli si scia su pendii ripidi e ghiacciati. La presenza della parete N del Dente del Gigante, con i vari seracchi che le fanno da contrafforte, situata a brevissima distanza, rende l’ambiente ancora più severo ed accattivante.

Son stato accompagnato in questa piacevole avventura da Alice e Giulia, due maestre che lavorano in Valle al primo approccio col ripido in questo tipo d’ambiente e subito ci siamo dovuti confrontare con condizioni delicate di verglas a metà parete che ci hanno imposto una sciata assicurata. Ne è venuta fuori una bella esperienza e qualche curva da manuale soprattutto nella parte bassa.

Per rientrare in Italia abbiamo optato per i mezzi pubbici ed a metà pomeriggio raggiungevamo la nostra macchina.

Ric 04/04/2017

Etna ski

Quest’anno erano già passati tutti, si era persino messo ad eruttare ed i più fortunati avevano potuto goder di uno spettacolo incredibile… poi è toccato anche a noi!
All’atterraggio l’entusiasmo per l’arrivo in orario di tutto il gruppo, nessuno smarrimento di bagali ed il cielo stellato a dispetto della pioggia torinese ci avevan fatto esultare troppo presto! L’inghippo al noleggio auto era ancora in agguato!! Nulla di grave, solo sonno rubato alla successiva giornata di sci!
Sabato abbiamo deciso di cominciare da Sud per una concomitanza di eventi, l’eruzione recente arrivata fino a 2800m aveva però bloccato la strada con una colata di lava ancora fumante sulla quale siamo andati a far due passi facendo attenzione a non far fondere gli scarponi! Al ritorno passaggio per la Montagnola e discesa per la valle del Bove, bellissima!
Domenica invece da nord il vento era molto forte, in cima alla punta Dineri si faceva fatica a non perder l’equilibrio ed abbiamo deciso di scendere per i canali di Nord Est. Una pendenza interessante, un paesaggio particolare ma più che tutto un gruppo divertentissimo!
Alla prossima

Ric 4/5 Marzo 2017

X ice event 2017

Ce l’abbiamo fatta! Anche quest’anno dopo una lunga organizzazione cominciata a Settembre per metter la falesia a regime, contattare gli sponsor, richiedere le autorizzazioni in comune, tracciare gli itinerari ed allestire il sito, l’evento di arrampicata su ghiaccio a Ceresole Reale (TO) ha preso forma!

I partecipanti son stati numerosi come gli scorsi anni, il rinfresco buono ed abbondante ed i tiri preparati da Adriano per le prove, decisamente piacevoli!

Nel frattempo la struttura si allarga, almeno per quanto riguarda i suoi itinerari di misto e total dry consolidando il suo primato per bellezza e numero di linee scalabili oltre che la sua notorietà nell’ambiente dell’ice climbing risultando terreno ideale per l’allenamento, per i principianti, per i corsi o semplicemente per chi vuol passare una giornata fuori a scalare in relax senza camminare troppo.

Come gli scorsi anni a darci una mano: Grivel, Montura, Scarpa, Camp/Cassin e Petzl a cui va un ringraziamento speciale.

Molto gentili e collaborativi anche dal Comune di Ceresole per l’organizzazione ed il supporto, ivi compresa la polizia municipale.

Poi un grazie a voi tutti che avete partecipato, che siete venuti a giocare e che mantenete vivo il nostro entusiasmo per organizzare questa giornata!

All’anno prossimo! Vi annuncio che a grande richiesta cambieremo la formula, la competizione ludica sarà aperta ad un più vasto pubblico, non si tratterà più di un tiro nuovo su cui vedere i “big” scalare per accaparrarsi la prima libera ma piuttosto un gioco che coinvolgerà le masse ;-) abbiamo un anno di tempo per inventarlo!!

Ric 15/02/2017

Vanessa Robe Neire

Partorita dopo un travaglio pluriennale bisogna ammettere che la piccola è uscita piuttosto carina!

Una goulotte con ghiaccio fine e tratti improteggibile, da percorrere rigorosamente con poca neve, protegge la muraglia soprastante! Il primo tiro difficile strapiomba in maniera importante, due spit di benvenuto ed una cengetta spiovente da cui la moschettonata del primo spit nello sbombo non è troppo comoda. Da questo punto comincia la fiera del braccio gonfio. Un lancetto ad una tacca per iniziare poi prese via via più brutte e piedi sempre più inesistenti per raggiungere il culmine della difficoltà nel punto di massima esposizione a saltar sul ghiaccio che in questo momento è particolarmente alto e non permette di spaccare dalla roccia.

Noi abbiamo fatto un giro di montaggio a testa, poi un giro a tutta per provar la libera in versione light con le scarpette e poi siamo saliti per ultimare la linea. I movimenti sono tutti fattibili, concatenarli è cosa difficile!

L’ultimo tiro è interamente in ghiaccio seppur 4 spit proteggano per fortuna la parte iniziale, si scala dapprima su fragili petali di ghiaccio incollati per poi aprirsi ad una frangia pensile. Ci si ribalta sul piedistallo della colonna sommitale che noi, come gli apritori, abbiamo aggirato da dietro proteggendo con due friends piccoli (0,4) su roccia. Il muro terminale è di verticalità ed esposizione notevoli. Al termine delle difficoltà sosta a spit con calata.

Venerdì cominciava a far caldo e la parte superiore della colonna ci ha regalato una doccia infernale, siamo tornati al furgone che erano le 17 completamente ibernati e soprattutto bagnati fino alle mutande. Il problema è l’appesantimento di questa struttura sospesa che sicuramente la rende meno sicura. Purtroppo il rialzo termico è continuato con nevischio anche sabato. Temo converrà sperare in un ritorno del freddo!
Discesa con tre doppie da 60m. Noi abbiamo optato per la strategia: corda singola, cordino in kevlar da recupero e saccone che abbiamo lasciato con le scarpette da dry, piumini e thermos in sosta al penultimo tiro.

Un complimento va agli apritori per quella che ho trovato esser una delle più belle linee di zona!

Ric 29 gen 2017

Colombia Papas

E come non buttarsi a ripetere la linea del Giglio in Val Clavalitè?

Allestito il manipolo di duri e puri, raccolte tutte le info siamo passati all’azione e così mercoledì ci siamo trovati a Fenis per risalire il vallone ed andare a vedere la nuova realizzazione.
Sull’accesso automobilistico siam stati audaci ed abbiamo spinto oltre qualsiasi traccia esistente! Quest’anno con gli avvicinamenti auto vado fortissimo ;-)

Dopo un’oretta di marcia serrata con gli assi ai piedi siamo giunti alla baita sotto la cascata dove abbiamo agevolmente fatto il cambio di attrezzatura. Ultimi metri di dislivello e siamo arrivati sotto la cascata. “Boia deh se strapiomba sto coppo, fortuna che ci son diversi spit” è stata l’affermazione iniziale. Va beh, ce la siamo giocata ed è partito il Mike. Solido su tutta la parte verticale con chiodatura non proprio ravvicinata, è rimasto bloccato dal gelo prepotente all’attacco dello strapiombo. Gli agganci non sono proprio evidenti, serve un bel bel margine per poter pensare di salire a vista! Va beh, a questo punto siamo passati alla fase due: studio per ripetizione successiva, ma prima completamento della salita!!

Il tiro successivo è una successione di petali fino alla base della candela mal saldata al suo piedistallo. Da sotto l’aspetto è repellente, in realtà si scala dall’interno ed è meglio di quanto si possa sperare. Parto io ed arrivato contro le frange mi trovo in un vicolo cieco: “cala va che vado a prendere il demolitore per uscire”. Un duro lavoro di creazione del varco ha permesso di uscire sull’esterno per poi raggiunger la sosta. L’ultimo tiro non è difficile ma il ghiaccio così freddo ha reso tutto più difficile.

Dopo le calate ci siamo ritenuti congelati, le corde erano inservibili ed abbiamo deciso che i tentativi di libera sarebbero stati per altro giorno dalle temperature più calde, qual miglior scusa per andare a bere una meritata birra?

La linea è molto bella, il primo tiro esigente. Servono 11 rinvii ed un paio di friends piccoli, 8-9 viti sono più che sufficienti. In realtà dall’ultimo spit del primo tiro il run out è piuttosto lungo e chiodare la frangia un’operazione suicida, un friend dell’1 è posizionabile prima di ribaltare uscire esternamente sulla frangia. In ogni caso si vola ne vuoto, tranquilli!

Discesa con 3 doppie. Avvicinamento in sci assolutamente consigliato.

Ric 19 Gen. 2017

Scialpinismo in Valle d’Aosta

Tre giorni di scialpinismo nella Valle d’Aosta; nonostante la scarsità di neve siamo riusciti a fare 3 belle gite:
L’Entrelor in Val di Rhemes, la Becca di Nona da Pila e per finire il Colle del Breuil da Cervinia.
Adesso aspettiamo nuova neve!
A presto,

Rouge.