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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for gennaio, 2017

Vanessa Robe Neire

Partorita dopo un travaglio pluriennale bisogna ammettere che la piccola è uscita piuttosto carina!

Una goulotte con ghiaccio fine e tratti improteggibile, da percorrere rigorosamente con poca neve, protegge la muraglia soprastante! Il primo tiro difficile strapiomba in maniera importante, due spit di benvenuto ed una cengetta spiovente da cui la moschettonata del primo spit nello sbombo non è troppo comoda. Da questo punto comincia la fiera del braccio gonfio. Un lancetto ad una tacca per iniziare poi prese via via più brutte e piedi sempre più inesistenti per raggiungere il culmine della difficoltà nel punto di massima esposizione a saltar sul ghiaccio che in questo momento è particolarmente alto e non permette di spaccare dalla roccia.

Noi abbiamo fatto un giro di montaggio a testa, poi un giro a tutta per provar la libera in versione light con le scarpette e poi siamo saliti per ultimare la linea. I movimenti sono tutti fattibili, concatenarli è cosa difficile!

L’ultimo tiro è interamente in ghiaccio seppur 4 spit proteggano per fortuna la parte iniziale, si scala dapprima su fragili petali di ghiaccio incollati per poi aprirsi ad una frangia pensile. Ci si ribalta sul piedistallo della colonna sommitale che noi, come gli apritori, abbiamo aggirato da dietro proteggendo con due friends piccoli (0,4) su roccia. Il muro terminale è di verticalità ed esposizione notevoli. Al termine delle difficoltà sosta a spit con calata.

Venerdì cominciava a far caldo e la parte superiore della colonna ci ha regalato una doccia infernale, siamo tornati al furgone che erano le 17 completamente ibernati e soprattutto bagnati fino alle mutande. Il problema è l’appesantimento di questa struttura sospesa che sicuramente la rende meno sicura. Purtroppo il rialzo termico è continuato con nevischio anche sabato. Temo converrà sperare in un ritorno del freddo!
Discesa con tre doppie da 60m. Noi abbiamo optato per la strategia: corda singola, cordino in kevlar da recupero e saccone che abbiamo lasciato con le scarpette da dry, piumini e thermos in sosta al penultimo tiro.

Un complimento va agli apritori per quella che ho trovato esser una delle più belle linee di zona!

Ric 29 gen 2017

Colombia Papas

E come non buttarsi a ripetere la linea del Giglio in Val Clavalitè?

Allestito il manipolo di duri e puri, raccolte tutte le info siamo passati all’azione e così mercoledì ci siamo trovati a Fenis per risalire il vallone ed andare a vedere la nuova realizzazione.
Sull’accesso automobilistico siam stati audaci ed abbiamo spinto oltre qualsiasi traccia esistente! Quest’anno con gli avvicinamenti auto vado fortissimo ;-)

Dopo un’oretta di marcia serrata con gli assi ai piedi siamo giunti alla baita sotto la cascata dove abbiamo agevolmente fatto il cambio di attrezzatura. Ultimi metri di dislivello e siamo arrivati sotto la cascata. “Boia deh se strapiomba sto coppo, fortuna che ci son diversi spit” è stata l’affermazione iniziale. Va beh, ce la siamo giocata ed è partito il Mike. Solido su tutta la parte verticale con chiodatura non proprio ravvicinata, è rimasto bloccato dal gelo prepotente all’attacco dello strapiombo. Gli agganci non sono proprio evidenti, serve un bel bel margine per poter pensare di salire a vista! Va beh, a questo punto siamo passati alla fase due: studio per ripetizione successiva, ma prima completamento della salita!!

Il tiro successivo è una successione di petali fino alla base della candela mal saldata al suo piedistallo. Da sotto l’aspetto è repellente, in realtà si scala dall’interno ed è meglio di quanto si possa sperare. Parto io ed arrivato contro le frange mi trovo in un vicolo cieco: “cala va che vado a prendere il demolitore per uscire”. Un duro lavoro di creazione del varco ha permesso di uscire sull’esterno per poi raggiunger la sosta. L’ultimo tiro non è difficile ma il ghiaccio così freddo ha reso tutto più difficile.

Dopo le calate ci siamo ritenuti congelati, le corde erano inservibili ed abbiamo deciso che i tentativi di libera sarebbero stati per altro giorno dalle temperature più calde, qual miglior scusa per andare a bere una meritata birra?

La linea è molto bella, il primo tiro esigente. Servono 11 rinvii ed un paio di friends piccoli, 8-9 viti sono più che sufficienti. In realtà dall’ultimo spit del primo tiro il run out è piuttosto lungo e chiodare la frangia un’operazione suicida, un friend dell’1 è posizionabile prima di ribaltare uscire esternamente sulla frangia. In ogni caso si vola ne vuoto, tranquilli!

Discesa con 3 doppie. Avvicinamento in sci assolutamente consigliato.

Ric 19 Gen. 2017

Scialpinismo in Valle d’Aosta

Tre giorni di scialpinismo nella Valle d’Aosta; nonostante la scarsità di neve siamo riusciti a fare 3 belle gite:
L’Entrelor in Val di Rhemes, la Becca di Nona da Pila e per finire il Colle del Breuil da Cervinia.
Adesso aspettiamo nuova neve!
A presto,

Rouge.