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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for luglio, 2016

GRANDS CHARMOZ – Pilier Cordier

Il Pilier Cordier è un meraviglioso itinerario sulla parete N-O dei Grands Charmoz; ero già stato qui con il grande Beppe Villa durante il suo corso da Aspirante Guida ma fummo costretti a battere in ritirata dopo il quindicesimo tiro a causa di un forte temporale; sono quindi ritornato con Angelo per finirla e gustarci insieme gli ultimi tiri, a detta di molti i quinti gradi più belli del massiccio, lungo una meravigliosa fessura granito rosso.
Utile una serie di friends fino al 3 BD; se non si ha grande dimestichezza con gli off widht, portatevi anche 1-2 3.5 BD per il terzultimo tiro.
Abbiamo riattrezzato le soste lasciando parecchi moschettoni al posto dei vecchi e piccoli maillon rapide; cosi’ facendo non abbiamo incastrato le doppie che comunque non sono banali. La via non super il 5+ ma per farla divertendosi occorre avere un solido 6b a nostro parere!
A presto!
Rouge.

CRESTA SIGNAL

La cresta Signal alla punta Gnifetti è un magnifico itinerario di stampo classico, di quelli lunghi e faticosi che vanno sempre meno di moda ai giorni nostri; ed è un vero peccato perchè si tratta di una gita meravigliosa , dal carattere himalayano per dislivello e lunghezza e poi perchè si rimane davvero isolati dal mondo reale…infatti non c’è neanche campo per i telefonini! Si parte da Alagna e dopo circa 2 ore di cammino si arriva al rifugio Barba Ferrero per un pranzetto leggero (polenta concia…); in altre 3 ore circa si arriva poi alla capanna Resegotti, sulla cresta Signal, dove si pernotta. Il giorno dopo, partiti verso le 6, alle 12 siamo sbucati nei pressi della capanna Regina Margherita, a circa 4550 mt sul livello del mare. La salita non è mai banale ed è consigliato avere con se 2-3 friendini e 2 viti da ghiaccio; lungo tutta la salita si gode un meraviglioso panorama sulla sud e sulla est del Rosa e su tutta la pianura padana.
Una gita d’antan, gustata in ogni suo momento e assaporata con la persona giusta, l’amico Mariojosé, al secolo “Motor”!
A presto,
Rouge.

Mont Blanc Granite

Mt Blanc Granite
Pilier de l’Avenir – Genepy 6c max, 6b obl
Pilier de l’Avenir – Cri dans la nuit 6c+ max, 6c obl
Petit Clocher du Portalet – Eperon SE 6c max, 6a+ obl
Brevent – Premiere de Corveè 7a max, 6c obl

Saliamo giovedì mattina con la prima corsa da Champex in direzione Orny con l’idea di vedere cosa il meteo ci avrebbe concesso e ci ritroviamo a camminare nella nebbia fino alla Cabane! No way di andare diretti al Portalet! Raggiunta la cabane le cose cambiano e sopra una certa quota le nebbie non arrivano, lasciamo qualche affare e decidiamo di procedere verso il Trient fino al Pilier de l’Avenir. Questa struttura alta fino a 170m si trova subito a sx delle aig. d’Orny. Le due vie che abbiamo ripetuto sono discrete, la roccia sgrana un po’! Mentre la prima ha un equipaggiamento vetusto con doppie da brivido, la seconda è attrezzata con fix da 10mm, seppur belli distanziati!

Venerdì il tempo è mega e ci dirigiamo verso il Portalet. A dire il vero forse il giorno prima sarebbe stato sufficiente far anche solo una via!!! Attacchiamo l’estetico pilier SE, riattrezzato con soste ed alcuni spit sui tratti chiave nel 2013. La via è stata aperta con diversi tratti in artificiale, oggi si scala bene in libera. Necessaria una serie BD fino al 3 inclusi i C3 al completo ed 8 rinvii. La discesa si effettua a bomba con calate lineari sulla via. Molto meritevole di ripetizione!

Sabato pare che debba esser bello solo per mezza giornata, decidiamo per un itinerario breve e di rapido accesso: Premiere de Corveè, aperto nel 2001 da F. Pallandre. 5 tiri esigenti da integrare, arrampicata verticale/strapiombante su tutto l’itinerario. A me è piaciuta moltissimo, forse perché le aspettative non erano così alte! Fessure di tutte le dimensioni con incastri di dita, pugno, gamba… Notevole! Sulla relazione si dice friends fino al 3, io ricordavo che qualcuno mi avesse detto fino al 4 e direi che conviene assolutamente!

Ric 28/30 lug.

L’Amitié toujours, Punta Welzenbach

650 metri di granito e 15 lunghezze di corda per raggiungere la cima della Welzenbach; un viaggio firmato da Motto e Vogler negli anni 90!
L’attacco originale non è più praticabile a causa dell’abbassamento del ghiacciao del Freney; si attacca per la variante Clavel, tre tiri: 4/5, 7a, 6b, tramite i quali si raggiunge una sosta posta alla stessa altezza della S1 originale. Gli spit in posto sono pochi e molto distanti, occorre avere buon occhio e buona dimestichezza con le protezioni veloci; utili una serie di friends fino al 3 BD raddoppiando qualche misura più piccola. Dopo il 6C+, il 3 si può lasciare in sosta. La roccia presenta a tratti un po’ di licheni ma nel complesso è una gran bella via di soddisfazione in un ambiente straordinario ed opprimente! L’attacco si trova su una comoda terrazza alla base di un diedro-rampa che sale da sx a dx e porta ad una sosta con spit gialli che poi si seguono verso sx (S2); il ghiacciaio si attraversa abbastanza agevolmente.

A presto,
Rouge.

Les Jardins de Noussan – Roccia Nera

Les Jardins de Noussan

Tutte le volte che son passato in zona Porta Nera ho sempre guardato con interesse la rossiccia parete della Roccia Nera che, a mio avviso, presenta due itinerari interessanti: la goulotte Ice Fresser incassata in una forra sulla sinistra, e la via aperta da Gabarrou e Marlier (rigorosamente in ordine alfabetico ;-)) che corre nel centro del pilastro rosso. Lo scorso autunno ho avuto modo di salir la prima e quest’estate è stata la volta della seconda, complice la recente ripetizione di Matteo G. con la pubblicazione della relazione!

Che dire? Il posto è fantastico e questo sicuramente fa prender punti alla via, la roccia … beh, come scrive anche Matteo, non è certo quella del Verdon ma neanche quella del Bianco! La sensazione, come per ogni serpentino che si rispetti, è che sia scivolina. Dopo il primo tiro ci si abitua e la scalata è tutto sommato divertente. La parete è bella, più dritta all’inizio, poi vi son due tiri un po’ più rotti e nuovamente in piedi sul finale dove le difficoltà aumentano.

Al momento c’è ancora parecchia neve e si attraversa qualche nevaio, noi abbiamo attaccato super vestiti con un po’ di vento per poi crepare di caldo dal terzo tiro in avanti e veder la parete trasformarsi in un torrente per la discesa!!

8 rinvii ed un set di friends fino alle misure medie (1 o 2 BD) sono sufficienti per una ripetizione, gli spit ci sono ma spesso servono più ad indicare la via che per protezione. Sulla parte alta bisogna dominare il 6b e anche qualcosa in più, qualche caduta è fortemente sconsigliata perché sicuramente non darebbe buone conseguenze!!

Abbiamo provato anche noi a starci dentro in giornata ma abbiamo mancato l’ultima di una mezzoretta e ci siamo vinti un fantastico rientro a Cervinia a piedi, yuppy!!

Nota: dalla foto di Matteo è chiarissimo il punto d’attacco, è ben visibile uno spit con cordone. Io non ho trovato quella che lui segna come sosta del secondo tiro, questo si raccorda bene col 6b, altrimenti si può spezzare facendo sosta sulla cengia mediana su spit e friend. Ho sostituito buona parte dei cordoni per le calate, forse ne rimangono un paio da sostituire. Abbiamo cambiato anche alcuni mallons che sembravano quelli del guinzaglio del cane, ne restano però ancora 2 da cambiare. Visivamente non sono tremendi ma son quelli fini fini da ferramenta!

9/7/16 Ric

Rateau, Cresta Ovest

RATEAU – CRESTA OVEST

La cresta Ovest del Rateau è un itinerario d’alpinismo facile che potrebbe esser paragonato alla famosa Arete des Cosmiques o alle Aig. D’Entreves sul Bianco, fattibile in giornata da La Grave idonea a chi vuol fare una giornata in montagna provando le brezze delle quote innevate e del vuoto. La salita è piacevole, dapprima su neve e poi per una cresta da scalicchiare fino a due lunghezze più impegnative ed aeree che quando si affacciano sulla parete N fanno immediatamente “effetto grande parete”!

Son salito con Alberto, un mito! Oltre ad esser un uomo d’altri tempi è ammirabile per grinta e tenacia, “domenica saranno 80 anni tondi tondi”, mi dice! Caspita, ci metterei la firma per arrivarci in quelle condizioni di salute. Ma l’obbiettivo rimane il Cervino… questa era solo per riprender un po’ confidenza!!!

8/7/2016 Ric

Adolphe Rey – Marzipanpan

Adolphe Rey – Marzipanpan

Venerdì prima scalata in Bianco della stagione, meglio tardi che mai! Certo il clima sino ad ora non ha aiutato molto! Il progetto era quello di restare a Chamonix tre giorni ma il sabato temporalesco ci ha un po’ sconfortati ed abbiamo optato per la fuga in giornata.
Mi sarebbe piaciuto andare verso il Clocher du Tacul ma il socio di cordata ha optato per l’Adolphe Rey ed abbiamo approfittato della recente ripetizione di Matteo con accurata descrizione per orientarci tra diedri, fessure, spit e vecchi chiodi sparsi per la parete!
La via è tutto sommato bella, come potrebbe esser il contrario lassù? Meno però rispetto alle più famose, soprattutto per la qualità della roccia che è un po’ sbricciolina sotto i piedi!

Note tecniche in aggiunta alla preziosa relazione qui riportata:

http://matteo-giglio.blogspot.it/2016/06/pic-adolphe-rey-marzipanpan.html

1) Dallo spit di sosta di L1 traversare a dx nel diedro e non procedere nella fessura soprastante seppur in alto si vedano degli spit: sono di Inuit. Usciti dal diedro traversare a dx e reperire due spit in placca prima di un fessurino fine (in cui si piazzano bene nuts e friendini piccoli). Il tiro è parecchio lungo.
2) Sul tiro di 7a conviene partire nella fessura di dx, poi spostarsi su quella di sx in corrispondenza del tettino, una volta ribaltati fuori si vedono gli spit che traversano in placca.
3) Non abbiamo trovato la sosta sul tiro di 5+, la terrazza era innevata, il percorso però è evidente. Si percorre il diedro che porta sotto al tetto triangolare per poi traversare a dx.
4) Dalla forcella da cui esce la via, traversare a dx per circa 15-20m fino a recuperare la catena di Police de Glaciers da cui ci si ricala all’esatto punto di partenza.

Ric, 1 Lug 2016

Sardinia Climbing Trip Maggio 2016

Sardinia Climbing Trip Maggio 2016

Dopo l’operazione per la sinusite di metà maggio ed una stagione invernale 2016 assai densa di lavoro ed impegni, finalmente arriva una settimana di vacanza in terra Sarda.
Partiti con Giulia da Livorno, sbarchiamo a Olbia e ci dirigiamo nei pressi di Oliena, dove attacchiamo la via NON POTHO REPOSARE al Bruncu Nieddu; una via carina, di difficoltà media, ma non memorabile. Sicuramente eccezionale il panorama dal plateau sommitale. Il giorno dopo saliamo 7 ANNI DI SOLITUDINE a Punta Girardili, un capolavoro firmato Motto-Piola; 380 metri di godimento puro. Rientro a piedi dalla sommità fino all’ovile Duspiggius, dove abbiamo lasciato l’auto. La sera raggiungiamo gli amici Pans e Claudia a Santa Maria Navarrrese dove ci fermiamo per qualche giorno, visitando la meravigliosa falesia di Ulassai e affogando la ghisa in cene a tutto tondo. Risaliamo poi verso il nord, con tappa al Monte Oddeu dove saliamo la splendida MARGARITES, altro capolavoro firmato Lorenzo Nadali. Al nord, prima di imbarcarci, saliamo ancora, alle Torri di San Pantaleo, una via storica di Alessandro Gogna & C.: UNA DONNA PER AMICO, 120 mt di granito lichenoso….

Arrivederci Sardegna magica, ci rivedremo a Ottobre!

Rouge.