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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for dicembre, 2015

Arrampicare a Caprie!

Ho avuto occasione, nelle giornate di riposo tra una cascata e l’altra in questo anomalo periodo natalizio, di scalare su qualche itinerario che non conoscevo nella nostra falesia di casa: il comprensorio di Caprie!
Da qualche anno questo piccolo massiccio sta venendo rivalutato e riportato alla luce con richiodature e nuove chiodature. Stanno emergendo diversi settori con vie d’arrampicata per tutti. Qualche anno addietro Elio Bonfanti aveva già risistemato 4/5 vie di più tiri alla Rocca Nera, in ombra al pomeriggio e scalabili fino a primavera inoltrata, piacevoli! Le recensioni erano state pubblicate su Planet Mountain.
Questa volta abbiamo salito, con partenza da Anticaprie, “il secolo della menzogna” (6a+, 6b, 5+) sulla cengia mediana ci siamo sopostati alla base del secondo salto della ferrata dove, quasi in comune con “conigli morti”, attacca “il diedro centrale”, itinerario aperto tempo addietro da Ugo Manera in artificiale, oggi rinchiodato ed esteso nelle lunghezze successive fino alla sommità della Rocca con difficoltà: 6b, 6c+, 7a, 6c. A destra e sinistra si vedono vecchi spit e chiodi di Grassi & c. , sembra che tutte queste nuove chiodature/richiodature non tengano conto di ciò che era già stato fatto in passato e per certi versi a torto mentre per altri a ragione, raddrizzino gli itinerari “modernizzandoli”. Pratica sicuramente discutibile ma della quale non è mia intenzione discutere.
Lo stesso approccio è stato utilizzato per la chiodatura della via “Maniglioni” 6b,6b, 6b+,6b,5+,6a. Anche in questo caso l’arrampicata è piacevole e vale la pena di investire qualche ora per far un giro!
Da tutti gli itinerari si può decidere di rientrare per il sentiero di discesa della ferrata o in alternativa per la ferrata stessa volendo ripassare sulla cengia mediana. Alternativa più scomoda, seppur possibile, quella delle calate in doppia!
Ric 31/12/2015
BUON ANNO E BUONE SCALATE A TUTTI!

Thriller, Exociuc, Himalayan dream

Dalla vigilia a Santo Stefano tre giornate di ghiaccio ineccepibili!
24/12 Thriller 92, nulla da dire, la linea è esemplare ed in buone condizioni, le cordate si susseguono numerose! Noi abbiamo avuto la fortuna di attaccare per primi e fuggire dagli inseguitori come dei razzi. Alle 10 attaccavamo ed alle 13 eravamo alla macchina! Con Lino
25/12 Exociuc sx e dx, AUGURI!! Natale in famiglia col mio vecchio prima della cena dalla nonna! La cascata è in ottime condizioni anche se il ghiaccio il 25 era vetratissimo. Particolare il tiro speleo del ramo di sx! La strada era supergelata e non ci siamo osati salire senza catene, da sotto si cammina un’oretta in caso contrario si parcheggia sotto la cascata! Tutte le vicine sembrano in buone condizioni.
26/12 Himalayan Dream M7+/4 Ciliegina sulla torta! Bella imbeccata del mio amico Mike e senza esitazione organizzo con Elio, la mattina troviamo Francois (apritore della via) e Matteo caldi per la libera. Figo, scalata di gruppo con risate per tutta la giornata! Il primo tiro è una rampa, secca, ascendente verso dx sulla quale un camalot #1 non guasta per uscire in sosta. La difficoltà è contenuta. L2 invece è interamente in ghiaccio delicato, si protegge con viti senza possibilità di aggiunger nulla, non è difficile ma occorre scalar con attenzione. L3 è il primo tiro di misto, bello! L’uso delle mani aiuta! Si parte su ghiaccio, segue una sezione su roccia e si esce su ghiaccio fino in cengia. Di comune accordo abbiamo ritenuto che possa esser attorno ad M6+. L4 è forse il chiave. Il tiro ascende verso sx ed è caratterizzato da una sequenza ghiaccio/roccia/ghiaccio come quello sotto, però è più strapiombante. Questo si scala interamente con le picche! L5 è invece tutto in ghiaccio, un piccolo candelotto delicato. Alla sommità conviene traversare tutto a destra per sostare ed organizzare la calata su abalakov! Con due doppie si rientra alla base. La linea è entusiasmante, rinnovo pubblicamente i miei complimenti agli apritori!

Purtroppo questa bella giornata è stata funestata dalla tragica notizia dell’incidente ad un amico, arabo ci mancherai!!

Ric 27/12/2015

Satelliti del Monte Bianco 9-10/7

Due giorni di arrampicata con base al Rifugio Torino a testare le proprie capacità trad!
Avvicinamento su ghiacciaio in cordata ed arrampicata sulle più belle fessure del mondo!

Riccardo 349-8422970

Cascata dell’alpe Cortoz di dx

Carina! Una piacevole sgambata al sole con partenza dal St. Jaques è inevitabile, salvo infrazione del divieto di circolazione, per raggiungere la base della cascata. Si cammina agevolmente su sentieri e prati, innevamento nullo!
Dopo un primo tiro di avvicinamento assimilabile ad un sentiero ghiacciato, seguono tre lunghezze divertenti e ben proteggibili. Discesa con 2/3 doppie su ancoraggi a spit in loco.
Unico neo: l’affollamento! Ovvio, con la fame da inizio inverno ed il poco ghiaccio che c’è in giro…

Ric 13 Dic 2015

Ice Fresser – Roccia Nera

Avevo individuato che la linea potesse esser salibile in occasione dell’uscita al Polluce e ne avevo parlato con Miki, poi impegni lavorativi non mi hanno permesso di organizzarmi e giustamente un manipolo di amici mi ha preceduto nell’esperimento, con riscontro positivo! Con l’occasione del ponte ed il perdurare di questo anomalo inizio d’inverno ho coinvolto il buon Lino nell’avventura e dopo aver rispolverato le picozze il venerdì, domenica ci siamo lanciati! Siamo stati dei draghi a muoverci nella folla degli sciatori e siamo sbarcati a Plateau con la prima funivia verso le 9.30 per raggiungere la base della via ed attaccare verso le 11 e qualcosa. Freddo e ventoso sul col del Breithorn, caldo ed accogliente sulla parete S della Roccia Nera, al punto da voler scalare un po’ meno vestiti di quanto avrei ipotizzato. La linea presenta una serie di risalti di ghiaccio che visti da sotto sembrano fin un po’ bianchicci ma picozze e viti tengono bene! Il primo tiro si presenta subito bello verticale con uscita non facile su una candeletta e lascia intendere lo stampo della via! Non si tratta di una vera goulotte ma piuttosto di una cascata d’alta quota con tiri verticali e passaggi anche strapiombanti. La prima lunghezza, lunga, ha la sosta in posto. Segue un secondo tiretto con passi di misto che porta alla base del muro principale, anche questo ancoraggio è in posto, l’ultimo! Il muro successivo, che noi abbiamo affrontato in due lunghezze, è entusiasmante! Aereo e divertente! La sosta del quarto tiro è in un anfiteatro con diverse fessure. La lunghezza successiva è una bella candela verticale, noi abbiamo attaccato in estrema sinistra per poi traversare da dietro ed uscire attraverso un buco in estrema destra su una piccola frangia pensile, esteticissimo! Un passaggetto di misto da accesso ad un canale dove si sosta. A questo punto si apre un piccolo labirinto. Tutto a dx sembra ci sia ghiaccio ma conduce in un vicolo cieco, conviene affrontare qualche passetto di misto e tenere la ramificazione sinistra con un bel tirone da 60m che porta alla base del diedro terminale. Temevo che l’uscita potesse esser scomoda e repulsiva, completamente in roccia, umida, invece il diedro è ben proteggibile e dotato di un chiodo a metà ma soprattutto ben appigliato e divertente. Ancora una mini candeletta da accesso agli ultimi metri di neve per superare la cornice. Conviene sostare alla fine delle difficoltà inventandosi un po’ l’ancoraggio! Passata la cornice si è a pochi metri dalla vetta, noi siamo usciti alle 16, soli, per un ultimo saluto al sole che calava a riposarsi! Durante la giornata le temperature son state fantastiche al punto da riuscire anche a scalare dei tratti di roccia a mani nude, al calare del sole le cose cambiano drasticamente e conviene tenerlo presente! Noi abbiamo acceso le frontali per rientrare al col del Breithorn, la neve è bella dura ma ci sono ancora parecchi crepacci profondi aperti. La discesa da Plateau è stata gelida ma emozionante, immersi in un mare di stelle!

Ric 6 Dic. 2015
#grivel #scarpa #montura #edelweiss

Cascate dello Scarfiotti

Venerdì ho inaugurato la stagione ghiaccio 2016 assieme a Lino ed al mio vecchio in quel di Bardonecchia in un posto dove solo con scarso innevamento ha senso andare: il rifugio Scarfiotti. Oggi la strada è percorribile fino al rifugio con un fuoristrada serio e ben equipaggiato, altrimenti ci si ferma sull’ultima rampa che sale dalla diga al rifugio se dotati di antineve e mezzo idoneo. Non c’è più che una mezz’oretta da camminare. Lo scarso innevamento è fin imbarazzante ma l’ambiente è piacevole, i flussi ghiacciati spiccano ovunque! La cascata dello Scarfiotti, con la sua ampia portata, non è salibile ma vi sono numerose linee formate a sx come a dx. Noi abbiamo salito nell’ordine: Il candelabro di Giada, Chandelle 28, Destinazione Ghiaccio e Brivido Blu. Ci siamo sempre calati in doppia dagli alberi sommitali preferendo passare la corda attorno ai fusti piuttosto che sui cordini marci: converrebbe portarsi dietro qualche spezzone per sostituirli. Il ghiaccio è solido e di ottima qualità, un bello start!!

Ric 5 Dic 2015