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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for agosto, 2015

LE MIE RAGIONI

LE MIE RAGIONI PER NON ESSERE D’ACCORDO CON GOGNA & C.
-Ragionamenti in ordine sparso su Heliski, Reality, Funivia Skyway-

Nell’ultimo mese sono usciti alcuni articoli sul Gogna Blog che, a mio avviso, meritano un approfondimento e delle riflessioni serie e coscienziose, senza che finiscano in “caciara” nel giro di pochi commenti e relativi commenti ai commenti, come avviene sui social.
La premessa, dovuta, è che tutti noi Alpinisti, Guide, frequentatori di Montagna, amanti della natura, dei suoi spazi e della sua grandiosità siamo degli ambientalisti; tutti siamo contro il super consumismo, contro l’inquinamento, contro le funivie, contro l’heliski….ma poi c’è una cosa che si chiama “vita di tutti i giorni”.
1) Heliski. Mi sono arrabbiato molto con te, Alessandro, per il modo con il quale hai espresso la tua opinione contro l’heliski attaccando la posizione espressa dal Presidente delle Guide Alpine Italiane Cesare Cesa Bianchi. L’ho definità una meschinità e lo ribadisco.
Ribadisco il fatto che siamo tutti contro l’heliski, ma è molto facile attaccare tale attività, soprattutto per uno con la tua influenza e il tuo carisma senza entrarne realmente nel merito…Ecco qui alcune riflessioni.
In Valle d’Aosta l’Heliski è regolamentato da una legge regionale che ne fissa periodo-orari-punti d’atterraggio. In Valgrisenche, il “Canada italiano”, lavorano circa 6-8 Guide per parecchie giornate; lavorano 2 alberghi con personale che fa la stagione, lavorano i bar e gli esercizi commerciali. Lavorano i piloti e i tecnici. Tutte persone che hanno famiglia, figli e una vita. Idem nelle altre valli. Ben inteso poi che ci sono tante altre attività che le Guide svolgono in inverno; dallo scialpinismo al fuoripista passando per le cascate di ghiaccio e le ciaspolate.
Le ditte di Elicotteri si aggiudicano l’appalto per l’heliski nelle differenti Valli fornendo al Comune di riferimento una cospicua cifra (migliaia di Euro) o l’equivalente in ore di volo.
Soldi e tempo che vengono reinvestiti sul territorio; in Valgrisenche ad esempio, tutte le falesie (nuove e risistemazione) vengono finanziate con i soldi provenienti dall’Heliski; I comuni mettono a disposizione ore-volo per la pulizia e la manutenzione dei bivacchi. O per la sostituzione delle corde fisse sul Cervino, ad esempio. Il Comune di Valtournenche ha stanziato quest’anno 45.000 Euro per l’attività “Io in Montagna con le Guide del Cervino”, in cui bambini di età compresa dai 6 ai 14 andavano in giro con le Guide ad arrampicare, su ghiacciaio, su vie ferrate, a dormire nei rifugi, a conoscere il proprio territorio, avvicinandosi in maniera consapevole al meraviglioso mondo della Montagna.
In virtù delle cose da me elencate ti inviterei quindi ad una riflessione profonda e ad andarci molto cauto nell’essere contro l’Heliski in maniera così feroce. Io, pur essendolo in linea di massima, non me la sentirei proprio.
Infine, caro Alessandro, ti ho anche accusato di poca coerenza; deriva dal fatto che se sei contro l’uso degli elicotteri, non presenti un alpinista come Hervé Barmasse durante una serata a Milano o a Cervinia per i 150 anni del Cervino con grandi pacche sulle spalle, tarallucci e vino; perchè Hervé, durante l’apertura delle sue vie sul Cervino, è stato spesso seguito da elicotteri per reportage fotografici. Ma si sa, io sono polemico ed estremista, e purtroppo ho anche tanta memoria!
Ma non è finita! L’attività in questione è paragonabile anche a quella dei gommoni o delle barche che accompagnano i turisti nelle varie calette tra Cala Gonone e Goloritzé, in Sardegna, ad esempio; calette che possono essere raggiunte anche dall’interno, camminando qualche oretta. Attività, però, che fa vivere la gente del posto e che non ho mai sentito criticare aspramente.
2) Reality Monte Bianco. Avendoci partecipato credo di poter dire la mia con cognizione di causa.
Sarà un reality, o meglio un “adventure game”; quindi, per definizione, non una trasmissione a carattere prettamente culturale! Altrimenti sarebbe stato un documentario stile Quark. Non nascondo inoltre che, personalmente, ho tentennato molto prima di firmare il contratto, chiedendo garanzie alla produzione circa la serietà del programma e sui messaggi da esso proposti (garanzie che magari verranno disattese); durante lo svolgimento dello stesso ho criticato aspramente molte delle scelte degli autori e dei produttori, scelte che mi hanno creato imbarazzo personale e di cui probabilmente non andrò particolarmente fiero (ma che non posso qui elencare perchè sotto contratto fino al 31/01/2016).
Ma ecco i paladini della Montagna (Mountain Wilderness, CAI,…) intervenire ergendosi ad oracoli e parlando di etica della Montagna, di rispetto per i sentimenti di chi ha fatto, sulle Montagna incontaminate, investimenti affettivi e morali, ecc., ecc.
Ma anche se avessimo fatto a gara a chi riusciva a resistere di più nudo sotto la neve o a chi fosse riuscito a pisciare più lontano da una cima…che problema c’è? Di quale cultura e rispetto della Montagna state parlando?
E’ forse cultura quella del CAI in cui un ragazzino appena ventenne (forte arrampicatore di falesia) viene promosso ad aiuto istruttore senza nessuna esperienza di vie in Montagna e, lasciato in balia della stessa, combina un pasticcio durante una corda doppia e causa un incidente (fortunatamente non gravissimo) alla sua “allieva”?
E’ forse cultura di Montagna quella in cui, durante un corso d’alpinismo, 3 cordate si trovano in fila indiana sulla Nord del Gran Paradiso, la prima scivola, investendo la seconda che si ferma grazie alla vite da ghiaccio messa dalla terza cordata, formando un estetico grappolo nel bel mezzo di uno scivolo bianco?
E’ forse cultura di Montagna andare sul Breithorn con il casco e i nodi a palla (che poi non sono nodi a palla ma semplici asole…)?
Sono forse cultura di Montagna le gare di scialpinismo dove noi Guide spesso attrezziamo i percorsi scalinando e mettendo corde fisse (con l’aiuto degli elicotteri, ovvio!) oppure i trail che tanto vanno di moda oggigiorno?
Lodovico Marchisio, presidente della Commissione TAM Piemonte e Valle d’Aosta, parla di rispetto dell’ambiente Montano; forse dimentica che sua figlia Stella, campionessa di boulder ha passato gran parte della sua vita a spazzolare via muschi e licheni dai massi per poi poter arrampicarci sopra; chissà se ha causato più danno lei all’ecosistema distruggendo licheni la cui crescita è spesso di 1mm/anno oppure il sottoscritto a lavarsi in un torrente (senza shampoo, bien sur!) durante un reality! Oppure se il Professor Lovari, ordinario di Scienze Ambientali e Fauna all’Università di Siena (e con il quale iniziai la tesi di laurea) ha infastidito di più i camosci e gli stambecchi che ha seguito, radio-collarandoli, nella sua lunga carriera, piuttosto che le Guide che fanno Heliski! (Lovari è uno dei firmatari del documento di Mountain Wilderness contro Skyway e Reality)
Questi esempi beceri e stupidi, che ho volutamente portato per abbassarmi al livello delle vostre critiche, vogliono solamente essere da monito su come sia estremamente facile alzare il ditino e puntarlo contro chicchessia (lungi da me criticare e scagliare la prima pietra); ce n’è per tutti, sempre e comunque.
Ora cerchiamo di vedere le cose positive di questo reality. Per la prima volta non si parla di tragedie ma si vive la montagna in maniera leggera. Sicuramente stupida ma leggera. Magari molta gente, vedendo le immagini mozzafiato che verranno riprodotte, verrà incuriosita dalla Montagna; magari se ne appassionerà; forse inizierà a frequentarla, avendo voglia di conoscerla a scoprirla, con un atteggiamento rispettoso. Magari si iscriverà ad un corso Cai, magari ingaggerà una Guida Alpina per una via ferrata o una semplice passeggiata su ghiacciaio. Nel giro di pochi anni magari diventerà un alpinista provetto. Probabilmente compererà dell’attrezzatura specifica. Di sicuro acquisterà prodotti tipici…Tutto questo è uguale a turismo ecosostenibile. Starà a noi indirizzarlo nel rispetto dell’ambiente montano e delle sue tradizioni. Vi ricordo che quando Luna Rossa vinceva le gare, tutti in Italia erano diventati velisti…ma nessuno si è mai perso per mare o ha iniziato ad inquinarlo in maniera sistematica!
3) Skyway, la nuova Funivia di Punta Helbronner, Monte Bianco.
Su questo argomento valgono molte delle considerazioni fatte per il Reality, a cui ne aggiungerei altre…
La vecchia funivia era da sostituire, erano oramai scaduti i termini. E’ stata realizzata un’opera grandiosa per la costruzione e all’interno della quale lavorano molte persone, cosa non da poco in questo periodo di crisi. Probabilmente porterà gente e quindi turismo. Chissenefrega se in infradito. Valgono tutte le considerazioni che ho scritto sopra per il reality, non voglio ripetermi.
La Svizzera è il paese che fa i maggiori scempi in Montagna; cime smantellate, ghiacciai modificati, treni che attraversano montagne…. Eppure è portata ad esempio per la bellezza dei suoi paesaggi, per la pulizia, per l’ordine. E’ all’avanguardia per il Turismo e le sue strutture. Possibile che noi in Italia, con le bellezze paesaggistiche che abbiamo (le più belle al mondo), non vogliamo cercare di seguire lo stesso esempio, magari con il nuovo collegamento Cervinia-Ayas che creerebbe il più grande comprensorio sciistico al mondo (e posti di lavoro!)? E magari facendo poi diventare una realtà come Cervinia totalmente pedonale, come fatto a Zermatt…chi lo sa!
A mente fredda e avendoci riflettuto molto, mi stupisce il fatto che tu, Alessandro, voglia proporre all’interno della categoria delle Guide Alpine due referendum circa Heliski e collegamento Cervinia-Ayas; mi sembra totalmente fuori luogo! Immagina un po’ se la stessa cosa, (il referendum per il collegamento) venisse proposta all’interno dell’ordine dei Geologi, ad esempio. Che ridere! All’interno del consiglio direttivo del Conagai si discuteranno problematiche relative alla professione delle Guide Alpine come ad esempio stipula di assicurazioni, lotta all’abusivismo, nuove figure professionali, aggiornamenti, testi tecnici, comunicazione, esenzione IVA, equiparazione professioni a livello europeo…. Ed è per questo che ti ho chiesto (in maniera provocatoria) perchè ti sei candidato al Direttivo pur non facendo la Guida! Perchè in quella sede si affronteranno questi temi e non quelli legati ad una nuova funivia o ad un collegamento; argomento su cui ognuno di noi avrà una sua precisa e ben definita idea, espressione del proprio modo di pensare, della propria cultura e del proprio libero arbitrio.

Rispettare l’ambiente non vuol dire non costruire, non evolvere, non ammodernare e/o ingrandire. Vuol dire farlo con un senso logico e di rispetto. E’ un dovere che abbiamo verso noi e verso le generazioni future. Vuol dire anche pensare a creare posti di lavoro e a incrementare un lavoro pulito e consapevole. Vuol dire combattere quotidianamente gli sprechi, non cambiare ogni 3 giorni il cellulare, spegnere la luce quando si esce, privilegiare un’auto che consuma poco ad un suv da 180 cavalli, combattere la TAV perchè lì si che c’è vera speculazione…e via discorrendo…Sobrietà, che non è austerità, per citare Mujica.
Caro Alessandro, Cari vertici del CAI, Cara MW, voi guardate al “macro” ma avete perso di vista il “micro”, il quotidiano; la vostra generazioni di sessanta e settantenni è stata la generazione (magari non voi direttamente, ma la vostra epoca) della Milano da bere, della speculazioni edilizie, del super consumismo, del grande nero, del “tutti in pensione con 20 anni di contributi”. In una parola siete stati la generazione che ha reso necessaria la cultura del superfluo. Questa è stata la vostra grande responsabilità e colpa. Ed è per questo che io, da voi, non accetto sermoni né prediche; consigli si, tutti quelli che volete. Ma senza il ditino alzato.
Saluti Sportivi,
Roberto “ROUGE” Rossi.

Aiguille du Moine – Sale Athée

Finalmente sono riuscito ad andare a fare Sale Athée e per di più in compagnia di Angelo, che negli anni è diventato non solo un ottimo amico ma anche uno dei miei migliori compagni di cordata.
Sale Athée è a mio avviso la più bella via di fessura del Monte Bianco su livello 6C; entusiasmanti ed atletiche fessure di dita e mano si susseguono per 350 metri.
Come logistica consiglio di andare a bivaccare su un “rognon” (evidente), a circa 1 ora dall’attacco della via su di un perfetto balcone sospeso; prato in piano, vista spettacolare sulla Mer de Glace e acqua a 2 minuti!
Per la via occorrone 2 corde da 50 minimo, 1 serie di friends fino al 3BD (il 3 non fondamentale) raddoppiando lo 0.5, 0.75, 1, 2. Non servono i nuts. Al penultimo tiro, prendere il fessurino a dita a sx della sosta e non il fessurone sopra la sosta, spesso umido e meno interessante.

Buone “ragliate” a tutti!

Rouge.

Aiguille de la Varappe

Due giorni di arrampicata sul magnifico Granito del Monte Bianco; il primo giorno ci siamo diretti al Petit Clocher du Portalet dove abbiamo ripetuto lo “spigolo sud-est”, una bellissima via dei fratelli Rémy; nel pomeriggio siamo poi saliti alla Cabane du Trient dove abbiamo pernottato. Il giorno dopo abbiamo percorso “Et je suis le vent” all’Aiguille de la Varappe; a mio avviso, una delle più belle vie di fessura del Monte Bianco, su un granito rosso patagonico di una bellezza imbarazzante; una via da antologia da non mancare, atletica e meravigliosa, firmata Piola anni ’90!
Friends BD fino al 3, utile raddoppiare 0.4, 0.5, 0.75. No nuts, 5 rinvii, corde da 60. Enjoy!

A presto!

Rouge

Piz Badile, via Cassin

Il Pizzo Badile è senza dubbio la più imponente vetta della Bondasca, seppur superata in altezza, per poco più che 50m, dal Cengalo.  La sua parete Nord si innalza dal ghiacciaio per oltre 700m di dislivello ed è stata da tempo meta ambita di numerosi alpinisti.  Riccardo Cassin aprì la sua via nel 1937 con tre giorni di battaglia contro condizioni meteorologiche avverse.

Io per mio conto ho sempre un po’ snobbato quest’itinerario, complici una logistica automobilistica complessa ed un affollamento importante, seppur conscio del suo valore storico e della bellezza della parete.

Devo dire che le mie aspettative non son state disattese, il rifugio si presentava al gran completo e direi che una buona metà degli ospiti era diretta alla grande classica, l’altra metà dell’esercito era invece sparpagliata in bivacchi di fortuna in prossimità della forcella per accedere alla cengia.

La mattina la sveglia è suonata alle 4.00 ma qualcuno aveva barato e si era incamminato già un’ora prima!  Noi siamo stati la seconda cordata ad uscire dal rifugio e nel tragitto per arrivare in forcella ne avevamo già superate quattro o cinque!  Siamo arrivati secondi di questo gruppo di persone all’attacco del diedro Rebuffat e lì abbiamo perso i primi preziosi minuti, siamo riusciti ad effettuare il primo sorpasso di parete tra L2 ed L5 con un bel conservone ma ci siamo piantati in un tappo clamoroso ad L6 dove siam stati fermi circa mezz’ora.  Poi ancora qualche sorpasso e la corsa ad arrivare ai tiri duri dove solo più tre cordate ci precedevano.  Purtroppo lì abbiamo nuovamente perso tempo e solo nei camini finali siamo riusciti nuovamente a passare!  Alle 13.30 eravamo in vetta al Badile con un percorso di via di 6.30 da attacco diedro a vetta e circa 75 minuti investiti in attesa!!  Non so quante cordate abbiano salito la parete ieri ma è stato week end da bollino rosso!!!

Le condizioni al momento sono ottime, non servono ramponi e la parete è prevalentemente asciutta.  Noi abbiamo fatto tutta la via al sole, pantaloncini leggeri, maglietta e micropile!

Il materiale comunemente consigliato: 10 rinvii ed un set di friend fino al #2 Camalot è più che sufficiente!

Dalla vetta siam scesi in 1,45 al Gianetti sfruttando una linea di doppie non a tutti nota, un po’ da brivido in caso vi fossero più cordate a scender contemporaneamente ma sicuramente efficace!!  Il rientro dal Gianetti a valle è stato una vera penitenza ma le birre al bar Monica con la torta salata della Laura ci hanno rimesso in sesto, o quasi!!!

Ric  2-3 Ago 2015

Granito/Calcare

Dal Monte Bianco ai Cerces! Con Luigi e Manu siamo partiti sfruttando giorni di alta pressione per il Bianco ed abbiamo scalato il primo giorno la Bettembourg all’Adolf Rey. Il primo tiro è decisamente sopra media, ma per il resto la via è omogenea nel grado e fantastica, specie nei rossi centrali! Discesa comoda su catene, la cosa più danger è stato attaccare in una gruviera di ghiaccio molle con enormi massi che si spostavano in virtù dello scioglimento e che entravano nei crepacci come palline da golf!

Il giorno successivo abbiamo scelto Bonatti Tabou in Chandelle, questo piccolo satellite è salito da poche vie, tutte particolari!!

Visto poi il peggioramento meteo abbiamo optato per spostarci verso zone più soleggiate! Nel trasferimento da Curma a Bardonecchia ci siamo concessi qualche tiro plasir a Foresto, giusto per non riposarci troppo! La mattina dopo ci siamo diretti, con esposizione Ovest, sulla parete di Rocher Maubert ed abbiamo salito le Retour de Pinutes prima di far qualche tiro al Chemin de Roi! Per l’ultimo giorno i temporali pomeridiani proprio sembravano non lasciar scampo e con sveglia presto ci siamo diretti ai Militi dove abbiamo salito Boia chi dimentica! Sì, chi dimentica quanto è marcia la roccia dei Militi come ho fatto io!!!! La via sarebbe interessante se uscisse in cima, ed in effetti lo farebbe anche, ma è stata riattrezzata solo per ¾ ed i tiri alti sono ancora attrezzati con i chiodi di apertura! Brividoooo.   La pioggia si è presentata precisa alle 14 quando abbiamo rimesso piede a terra. Tempo per un panino e sotto il temporale abbiamo cominciato la discesa verso la torrida pianura, ma giunti a Susa qualche squarcio di sereno ci ha fatto venir la malsana idea di andare a ultimare ogni energia in quel di Foresto e così siamo tornati nel Canyon a provare qualche tiro che non avevamo fatto due giorni prima!!!

 

Ric 20/24 Luglio 2015