• it
Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for giugno, 2015

Daisy Chienne – Tour Termier

Ho sempre avuto un po’ di reverenziale timore, lasciando trascorrere il tempo in attesa di quella forma ottimale che poi non arriva mai, prima di decidermi ad affrontare quest’itinerario che per 260 metri di lunghezza si sviluppa tutto con difficoltà in grado 7!

 

Daisy corre sulla bella parete dove è stata tracciata “Ici mieux que en face” mantenendosi sempre a sinistra di quest’ultima.   La sveglia è data da un boulder strapiombante, seguito da un’intensa sezione di dita e spalmo quotata 7a.  Per proseguire bene il riscaldamento sui grandi muscoli, segue un altro 7a, decisamente più fisico!  A seguire un bel 7b sul rosso con passo intenso ed addirittura un fisso in posto! Non mi era mai capitato su via!!  Segue il tiro chiave (come difficoltà) della via: 7b+, dopo una traversata aerea, passi strapiombanti portano alla sezione finale su un compatto muro rosso, purtroppo qualche scavo permette la scalata in libera…  A seguire, per sciogliersi, ma non troppo, un bel 7a+ con passaggio obbligatorio interessante su roccia non sanissima. Mooolto aereo!  Si riparte nuovamente con un 7b di genere più verticale, tecnico.  Anche qua in uscita il passo obbligatorio è di rilievo!  A chiudere, tiro di defaticamento: 7a+!  Bellissimo, 55m di prosciugamento finale!!

La discesa si fa in doppia, non senza fatica visto quanto strapiomba la parete e la necessità di rimoschettonare numerosi punti!

 

Una via 2009, attrezzata interamente a fix da 10mm in ottimo stato!  Tutto il materiale necessario è in posto, su quasi tutti i tiri i passi sono obbligatori e la distanza tra gli spit, a volte, considerevole!   Noi abbiamo attaccato verso le 12.00 con una giornata meteorologicamente perfetta, sole per tutto il pomeriggio!

 

Ric  28 Giu. 2015

Raisin – Cresta N

Si tratta di un itinerario di stampo alpinistico con attrezzatura moderna, risistemato qualche anno addietro e parecchio percorsa negli ultimi tempi.  Malgrado il dislivello non sia eccessivo, lo sviluppo è considerevole e supera i 1000m.  In posto c’è tutto il materiale che serve, noi abbiamo evitato di portare protezioni veloci, dieci rinvii si son rivelati sufficienti.

Il tempo di percorrenza medio indicato è di 9 ore ma con un po’ di dimestichezza su questi terreni può esser decisamente contenuto.  Raggiunta la vetta principale si attraversa per altri sessanta metri alla seconda cima da cui si scende, con facile disarrampicata, seguendo tracce ed ometti per circa 200m fino ad un ancoraggio da cui, con doppia di 40m, si raggiunge la base della parete e poi facilmente il colle.

 

Ric 25 Giu 2015

Week end in Mello!

La val di Mello è la tipica valle fiabesca!  Il torrente che scorre creando delle pozze verde smeraldo tra i prati con l’eraba rasa, le mucche che pascolano e tanti blocchi di granito a far da cornice, sullo sfondo le montagne ancora innevate e ripide pareti su cui son presenti numerosi itinerari d’arrampicata!

Sabato siamo partiti per tempo per arrivare ad installare la tenda al campeggio situato all’ingresso della valle.  Solo verso mezzogiorno ci siamo presentati ai piedi della “Dimora degli dei” dove numerose cordate proseguivano con ritmo lento ed inesorabile lungo la via dei “Kundalini”.

Un po’ di attesa snervante sul primo tiro durante la quale ho visto sfumare le possibilità di concretizzare il mio progetto, poi da metà del secondo tiro una scappatoia:  prendo il bivio a destra e mi butto su Chocise dove la strada è libera!  Proseguo per la serpe ripresa che offre due fantastiche lunghezze in fessura interamente da proteggere e sbuco all’incrocio con Kundalini davanti alle 4 cordate che mi precedevano!  Via libera fino allo “Scoglio delle Metamorfosi”.  Due tedeschi mi rallentano ancora una volta ma per fortuna girano per “Luna nascente” lasciandomi libera Polimagò!

Alle 16.00 finalmente riesco a metter le mani sul mio obbiettivo!  Polimagò, prende il nome da una rivista che uscì poche volte prima di esser censurata dal ministero dell’interno per i suoi contenuti compromettenti.  Non so bene perché fu scelto questo nome per questa via che presenta caratteristiche diverse ad ogni lunghezza di corda e che sicuramente catalogo come una delle più belle e particolari della valle.  Indimenticabili la grossa fessura del secondo tiro, il camino del terzo con un’uscita in esposizione su un’enorme scaglia ed i 35m di traverso sprotetti che si raccordano a Luna.   La via che sulla carta si presenta con difficoltà massime non troppo elevate richiede un livello ben superiore a quello del suo grado massimo ed una certa dimestichezza nell’uso delle protezioni veloci. Come scrisse qualcuno in un commento: non idonea come prima via d’approccio alla valle!!

Domenica, provati dai 20 tiri del giorno prima, ridimensioniamo il nostro programma al “Precipizio degli asteroidi” e decidiamo di lanciarci su “sole che ride” piuttosto che su “anche per oggi non si vola”.  Devo dire che avrei pensato a qualcosa di più elementare ed invece ancora una volta la sorpresa è quella di un’arrampicata esigente e con chiodo distante!  RS3 mica per niente!! Proviamo poi qualche tiro di “Arkè”, insoddisfacente e decidiamo di rientrare alla base per una birretta e contemplazione di questi bei muri su cui presto torneremo!!

 

Ric  20-21 Giugno 2015

AXERIO, ROCCA ROSSA – VAL TANARO

La val Tanaro, così vicina in linea d’aria allo splendido calcare della Costa Azzurra, è a mio giudizio la zona con il calcare più bello del Piemonte! Sicuramente la chiodatura, da parte di M. Motto, della Rocca dei Campanili ha reso celebre il Mongioie, ma esistono numerose altre strutture!   Prima tra tutte la barra di Pian Bernardo, una piccola Ceuse locale! Domenica siamo andati ad esplorare la Rocca Rossa, questa parete esposta ad E è ben visibile dal fondo valle e cattura l’attenzione degli arrampicatori per verticalità e colori! Per raggiungerla si attraversa il Tanaro alla bene meglio, l’acqua rinfresca i gioielli di famiglia nell’attraversamento e la corrente si fa sentire! Dopo qualche fatica a trovare il primo bollo rosso, posto su un albero, poi è elementare seguire gli altri fino alla base della parete!

Noi ci siamo scaldati, i muscoli intendo, perché al resto pensava già il solleone, percorrendo un tiro di 6b sulla dx della struttura prima di attaccare Axerio! Il nome non è scritto alla base, si attacca in cima ad un pulpito con un primo tiro di canna non troppo lungo. La via è molto bella, grado severo e chiodatura esigente! Discesa in doppia con singola da 70m e calate moooolto aeree, da moschettonare scendendo!!

Il grottone posto sul lato sinistro è stato chiodato con tiri bellissimi fino all’8b. Il 7a+ in estrema sinistra è fantastico!

Unico neo, importante, l’infestazione da zecche! Ieri sera, dopo un attento esame, ho dovuto procedere alla rimozione di ben quattro succhione!!!

Ric 5/6/2015

Une Pissèe d’Amarante

La Tete d’Aval è uno di quei posti in cui la scalata è talmente piacevole che non ti stufi mai di arrampicare e vista la foga giovanile oggi mi ritrovo a non aver altra possibilità che ripetere vie già salite! Mi ricordavo che “une pisse d’amarante” fosse una delle più belle e devo dire che a distanza di anni non mi sono ricreduto!! Con Lino (in giornata da Savona) e Benny abbiamo ripetuto questo bell’itinerario che parte dalla stessa cengetta da cui partono Les Elfes ed altre vie che si spostano sulla sinistra della parete per uscire a fianco del grande tetto.

 

Ric 30/05/15

Ceuse, Natilik

Non avevo mai pensato a Ceuse se non che per i monotiri! Errore!! La Grande Face offre numerose possibilità di multipitch di rilievo, roccia eccezionale come nel resto della falesia ed arrampicata eccellente.

Sabato, complice il meteo instabile, abbiamo preferito una soluzione più snella che abbiamo trovato nella via 3me generation alla Paroi du Lys. Simpatico muro questo, ho già scalato più volte su altri itinerari e continuo a trovare l’arrampicata piacevole in un ambiente montano poco frequentato. La roccia non è certo quella di Ceuse ma alcuni tiri sono assolutamente meritevoli.

Domenica è invece stato il nostro primo giorno a Ceuse, siamo arrivati presto in campeggio per installare il campo base e lasciare il materiale inutile, poi ci siamo diretti in estrema sinistra (ovest) della falesia con l’idea di scalare nel sole del pomeriggio fino a sera! In verità le nuvole non ci han fatto godere di questo piacere ma siamo ugualmente riusciti a salire quattro vie: Chute de Tension (5c 6a 6a), Le Crepuscole des vieux (6a, 6c, 7a, 7b), un peu moins (5c, 6a) e le Triomphe des roses (6a+, 6a+)

Lunedì abbiamo optato per Natilik, di tutte quelle di questi giorni la via più bella e particolare. Aperta per mano di JC. Lafaille, è tornata di moda dopo una ripetizione/pubblicizzazione Petit-Bodet. L’itinerario è eccezionale! La relazione è impietosa: 5c, 6a+, 6a, 5c, 5b!   Forse non merita neanche esser letta se non che per individuare l’itinerario, peraltro logicissimo! 2 serie complete fino al 4 ci stanno come la gorgo con le pere J però con un po’ più di ingaggio si sale anche con un’unica serie! Il tiro chiave è senz’altro il secondo, una magnifica fessura interamente da proteggere. Quello più particolare il quarto che percorre il bordo dell’enorme tetto che caratterizza la via! Dapprima si scala strisciando in una fenditura sopra lo spigolo del tetto, poi si esce in piena esposizione per affrontare una facile fessurina di 5c super strapiombante che conduce in sosta. L’ultimo tiro è il regalo! Una canneloure misura uomo solca la parete dall’arrivo della fessurina di 5c fino alla sua sommità! Arrampicata plein gas protetta da 3 protezioni su 30m! Due vecchi spit messi a mano da 8mm con placchette che girano ed un bel friend #4 in uscita! L’arrivo sul plateau sommitale a 40m dal pic de Ceuse con i turisti che passeggiano è impagabile come la vista verso gap e dintorni! Per la discesa la soluzione migliore è senza dubbio camminare a piedi in direzione opposta alla sommità per circa 2 minuti fino a reperire una catena ben visibile. Da lì con due doppie (su una via che sembra eccezionale e che sicuramente vale la pena di abbinare con la precedente) si torna alla base!

Ric

Il granito del Monte Bianco

alpinismo

Da Maggio a Ottobre vivi l’esperienza unica di arrampicare sul più bel granito d’Europa.

Durata: 3 giorni

Dove decidiamolo insieme:
– Rifugio Envers des Aiguilles
– Rifugio Dalmazzi
– Rifugio Torino

Ci sono vie per tutti i gusti e tutte le difficoltà, dal 4+ all’8a come Marchand de sable, Americana al Fou, le Piège, Bienvenue au george V, Dracula, Pedro polar, Je te conquis e Je t’adore.

Per maggiori dettagli, leggi qui.

Per informazioni e prenotazioni, contatta Roberto Rossi.

Regala una guida!

Per Natale, regala ad un appassionato di montagna una giornata con una guida!

Un corso di snowkite, una giornata di arrampicata su ghiaccio, una giornata di free ride…

Contattaci per ideare la soluzione su misura per te!

Riccardo
348-3989151