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Guida Alpina - professionisti dell'alta quota

Archive for marzo, 2014

Sci ripido: Pelas-Verney

Ci sono dei canali che, aldilà dell’inclinazione, posseggono una linea che esercita un fascino magnetico ed attirano a sé gli sciatori più truci; il Pélas Verney, nel Briançonnais, è uno di questi; tanto fascinoso da far spostare alcuni fra i grandi nomi dello sci ripido Chamoniardo tra cui gli amici Luca Pandolfi, Tom Grant e Ben Briggs. A questi si è aggiunto uno dei miei compagni di scorribande favoriti, il sempre verde (e sempre più scemo) Sacha Weller.

La notte la trascorriamo tranquilla al parcheggio di Pelvoux; verso le 5:30 iniziamo a camminare sotto una luna piena meravigliosa; alle 8 iniziamo la risalita del canale e due ore dopo siamo finalmente sotto la brèche Victor Chaud, dove calziamo gli sci. La neve non è bellissima; dura e compatta, con numerosi sassolini portati dal forte vento del giorno prima. Ma come ho già avuto modo di dire, sciare è sciare, aldilà della qualità della neve!

Dopo la veloce discesa e 4 birrette consumate in macchina, ci spostiamo a Briançon dove incontriamo un altro gruppo di disagiati formato da Beo e Cala. Momenti diversi; noi rilassati dopo una grande discesa, loro tesi e motivati per la discesa che hanno in mente per il giorno successivo, il couloir Nord dell’Olan, uno dei posti più “Noir” delle Alpi. La foto che ci siamo fatti fare tutti insieme resterà per sempre, assieme alle rispettive discese, tra i momenti più belli di questa ennesima avventura.

Rouge

Charra – canale Ungherini

L’idea dell’Ungherini mi era già venuta in settimana, ieri rientrato a casa dal Rosa ho dato un’occhiata a Gulliver per scoprire che ci erano andati proprio sabato, noooooo! Oggi infatti l’effetto rete ha aggiunto altre 6 persone a noi. In realtà abbiamo effettuato la salita assieme poi loro han tutti deciso di traversare verso la cima principale e scender altri pendii intonsi. Noi abbiamo invece optato per il canale che è stato piacevole, è in buone condizioni di farina pressata per quanto sui primi 30m sia consigliabile procedere con cura causa rocce affioranti.

Ric

Heliski 1 e 2 con guide Monte Rosa

Venerdì bella giornata con atterraggio al Lys per una tranquilla discesa lato Gressoney passando per la Salza ancora in ottime condizioni di neve invernale assieme a quattro tedeschi, Sabato discesa estremamente interessante con tre ragazzi norvegesi: partenza del colle del Felik e discesa per l’imponente ghiacciaio dello Zwilling fino a Zermatt, poi di nuovo su in funivia e discesa per il ghiacciaio di Verra fino a Champoluc da cui siamo rientrati comodamente per piste fino a Gressoney.

Ric

Goulotte Lafaille

Bella Goulotte con Angelo; condizioni top! Buoni anche il Super Couloir, il Modica e il Gabarrou. Il giorno dopo breve ricognizione nel bacino dell’Argentiere per trovare qualcosa di sciabile…purtroppo è tutto secchissimo…ma il w.e. finalmente dovrebbe nevicare un po’!

Utile 2 corde da 60mt, 3 friends fino al 1 BD, 3-4 viti da ghiaccio. Soste OK, terminale si passa bene a destra.

Rouge

Tour Ronde discesa della Brenva

Con Martino oggi siamo saliti in vetta alla Tour Ronde dalla via normale per poi ridiscendere sul lato Brenva. Giornata ventosa in primo mattino, poi caldissima!

Condizioni molto buone dell’itinerario al momento, seppur la neve sia gelata in partenza e sotto la Noire. Caduta proibita!

L’attraversamento del ghiacciaio si fa senza problema, al momento, l’innevamento è ottimo fino al tunnel!

Cima Seur Canale N

La Seur è una di quelle montagne minori, da molti non conosciuta, che però regala agli amanti dello sci discese interessanti su tutti i suoi versanti! Ieri siamo partiti da Pian del Colle, poco oltre Bardonecchia ed abbiamo salito la gorgia del Rio Melezet passando sotto il canale della grotta (non meritevole in questo momento) per raggiungere la vetta della Seur, risalendo quello che viene chiamato canale nord ad Y, ramo di sinistra.

Su un fondo duro, 20-30cm di polvere ci hanno regalato una sciata eccezionale. Il meteo si è mantenuto abbastanza buono per tutta la giornata regalando buona visibilità!

In discesa non conviene fare la parte bassa della gorgia ma tenersi decisamente a destra nei boschi dove i pendii sono più continui e meno incassati, ci si raccorda alla gorgia nella parte bassa per rientrare comodamente all’auto.

Ric

Porta Nera e Valle Perduta

Uscita speciale del gruppo SUCAI per una due giorni d’eccezione!

Partiamo il sabato con il pullman da Torino in direzione Cervinia per scendere sul lato svizzero in modo da prender gli impianti per arrivare al piccolo Cervino. Quando giungiamo in vetta l’orologio segna le 11.00, la temperatura è abbastanza alta ma il vento con raffiche a 100km/h non permette di percepirlo in maniera chiara! In ogni caso gli orari ci impongono un ritmo serrato per evitare di perder l’ultima risalita da Zermatt! Ci dirigiamo spediti alla Porta Nera e malgrado il match di box tra un partecipante ed un cavo in acciaio, vinto ovviamente dal cavo d’acciaio al primo round per KO, alle 12.30 cominciamo la nostra discesa! La neve è bella ma non idilliaca come avrebbe potuto essere per colpa di un vento martellante!

Alle 16.00 raggiungiamo di nuovo Plateau Rosà e comincia il relax, il nostro programma prevede infatti di trascorrer la nottata al rifugio delle guide, così si parte con i giri di birra!

La domenica mattina partiamo per tempo in direzione Cime Bianche per poi proseguire la discesa sul lato di Champoluc che raggiungiamo in prima apertura degli impianti! Per metà mattinata siamo a Gressoney e di lì risaliamo fino ad Indren, poi al Mantova per andare ad imboccare la Val Perduta! Una lunga discesa ci riporta in una Gressoney ancora baciata dal sole dove decidiamo di concluder la giornata crogiolandoci nel piacere di qualche panino ed ancora birra!

Il ritorno in pullman sarà in pieno stile SUCAI, ma questo sarebbe un racconto con dettagli sconcertanti e pertanto censurato da questo post! ;-)

Ric

Chorum Olimpique Grand Ferrand

Lunedì ho sciato fino alle 15:30 in zona Monte Bianco; rimessi gli sci in macchina, con la palpebra calante, mi sono messo al volante in direzione Cesana, 300 Km più in giù, dove avevo appuntamento con quell’accelerato del Beo.

Da troppo tempo avevamo fissato quelle date per sciare insieme e non potevo tirarmi indietro, anche se la voglia di faticare ancora era pari a zero… erano 32 giorni che sciavo tutti i giorni il mio fisico mi chiedeva una pausa… ma non potevo tirargli un bidone che mi avrebbe rinfacciato per anni! Ci becchiamo quindi alle 18 al parcheggio e, con il suo furgone, ci dirigiamo in direzione Gap e poi verso il Super Devoluy; la nostra meta è lo Chorum Olimpique al Grand Ferrand, una discesa di sci ripido a cui molti appassionati ambiscono per la grandiosità del paesaggio e la particolarità della discesa…si scia infatti infilandosi in due enormi buchi…davvero una meraviglia da non mancare!

In pieno stile Beo ci perdiamo un paio di volte attorno a Gap ma risolviamo brillantemente la situazione grazie all’aiuto del solito ubriaco del villaggio che però ci fornisce indicazioni precise e dettagliate; a mezzanotte siamo finalmente al parcheggio del Grand Villar e all’una sprofondo in un sono fotonico!

Alle 5:45 iniziamo a camminare con le pelli; ci aspettano 1600 mt di dislivello. Sono stanco e fatico come una bestia mentre Beo se la gode alla grande… le prime due ore non mi passano proprio e penso più volte di fermarmi a dormire almeno 12 ore consecutive sulla neve! Poi arriva il sole, mi sale la motiva e gliene dò come Ringo! Brutta cosa essere borderline! Arriviamo in cima per le 9.30 e un’oretta dopo iniziamo questa magnifica discesa, non estrema nell’inclinazione (max 50°) ma complessa per le contropendenze e le diverse tipologie di neve che si incontrano!

La notte dormo 13 ore no stop. Guardatevi anche il video. Tanta roba!

sci-ripido-chorum-plympique

A presto!

Rouge

7 giorni a Rujukan in Norvegia

Siamo partiti il 26 Febbraio, direzione Grande Nord, alla ricerca del freddo che quest’anno dalle nostre parti non si è fatto vedere!

Appena arrivati il fato si è mostrato avverso: dapprima lo smarrimento di un bagaglio, poi la non disponibilità di vetture, il navigatore che non voleva saperne di navigarci, neve continua su tutto il tragitto e per finire il tunnel sulla provinciale n° 37 chiuso per rischio valanghe che ci ha obbligati ad un giro infinito!

Il secondo giorno è stato trascorso, per la prima ora, a scacciare il malocchio degli amici invidiosi con tutte le tecniche conosciute e così, alle 10, è arrivata la telefonata dall’aereoporto che annunciava la consegna del bagaglio smarrito! Da quel momento le cose hanno cominciato a prendere una piega differente e tutto ha cominciato a funzionare!

A caratterizzare il periodo sono stati: la neve continua ed il cielo grigio oltre che temperature tutt’altro che norvegesi! Per fortuna nei periodi precedenti le cose erano state differenti e siamo riusciti a trovare ancora belle possibilità per scalare!

Abbiamo ripetuto quasi tutti i tiri di Krokan Canyon e ci siamo concessi una visita a KongVinter, una a Sabotorfossen ed una alla magica linea di Lipton. L’avevo già percorsa anni addietro, ma questa volta tutte le candele erano formate e l’esteticità della cascata era veramente notevole!

Lipton quest’anno si saliva con 3 tiri, il primo era un bel verticalone che portava sotto il tetto da cui si origina la candela che crolla un paio di volte all’anno e che quando è in piedi prende il nome di Lipton Direct. Il secondo tiro è un traverso su esili frange che si proteggono alla radice, fino a raggiungere la colonna della diretta che si risale fino alle cenge superiori. Il terzo tiro, quest’anno, aveva caratteristiche stalattitiche! Estremamente elegante seppur meno giallo di quanto me lo ricordassi! La linea è entusiasmante, l’abbiamo raggiunta risalendo la gorgia dal basso e forse la scelta è vincente rispetto all’accesso dall’alto che avevo preferito la scorsa volta. Temo che ormai sia fuori stagione, ma un friend 2 Camalot non è male sul secondo tiro!

Ric

4 Sorelle: Canale N

Sabato gran giornata per i canali del bardonecchiese, siamo partiti con l’idea di andare alla Gasparre ma ancora una volta l’effetto gulliver ci ha fatto trovare 5 persone davanti che poi per qualche ragione hanno optato per un dietro front!

Visto l’affollamento, lo scarso rigelo ed il caldo mattutino abbiamo modificato l’obbiettivo preferendo il Nord pieno offerto dalle Quattro Sorelle! La scelta è stata vincente perché il canale era ancora in farina!

La sciata molto interessante, al punto che arrivati alla base abbiamo deciso di risalire anche il canale rettilineo che sbuca alla sella tra le Sorelle e la Gasparre. Altri 300m di puro piacere!!

Al momento dall’auto ci sono una decina di minuti di portage presto destinati ad aumentare!!

Ric